L'incastellamento

L'incastellamento, ovvero la necessità della popolazione di sicurezza.

L’ “incastellamento”

Dal punto di vista insediativo, questo territorio, come altri del contesto abruzzese e centro-meridionale in genere, riceve nel corso dei secoli X e XI un assetto che si può considerare decisivo, se non definitivo. Per un concorso di circostanze – una spontanea tendenza della popolazione in crescita all’aggregazione urbana e alla identificazione della propria area di sfruttamento del suolo, la necessità di difesa dalle ricorrenti scorrerie di Saraceni e Ungari, e poi dei conquistatori normanni, l’impulso delle signorie monastiche o laiche – in quei due secoli si costituirono i veri e propri centri abitati, situati in posizioni forti e cinti da mura: è il processo detto dell’ “incastellamento”, termine col quale si indica, in pratica, la nascita dei “paesi” (detti allora castelli), dotati di un nome ben definito, rimasto fino ad oggi. I loro nomi sono spesso formati con una delle tipiche basi che indicano la loro posizione arroccata: Pesco (dall’italico pestlon ‘arce’), Pietra, Rocca, Pizzo, Penna.

In qualche raro caso il fatto si documenta già nel secolo IX (per Manoppello), in altri casi nel X (almeno per Salle, Cantalupo di Toccoda Casauria, Abbateggio, Pietransieri, Cansano, il cui toponimo rivela però un antefatto romano), nella grande maggioranza nell’XI.

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