
La Fortezza di Civitella del Tronto è una delle opere di ingegneria militare più imponenti sorte sul territorio italiano; con i suoi oltre 500 metri di lunghezza e i 25.000 metri quadrati di superficie complessiva, la struttura rappresentava un baluardo insormontabile per i nemici ai confini settentrionali dei vari Reami napoletani.
Tutta l’importanza di Civitella risiedeva nella decisione presa, intorno alla fine del XIII secolo, dagli Angioini - dominatori del Sud Italia - e dai papalini di posizionare a pochi chilometri da noi il confine fra Regno di Napoli e il nascente Stato pontificio; questo motivo di carattere geografico, unito alla natura aspra dei luoghi che rendeva assai facile fortificare Civitella, fece del nostro paese, nel tempo, uno dei punti strategicamente più importanti per il controllo dei confini e delle dogane settentrionali.
La Fortezza, così come strutturata oggi, nasce comunque più tardi, esattamente a partire dal 1559 (dopo, quindi, la vittoriosa resistenza ai soldati francesi capitanati dal Duca di Guisa), sotto il regno di Filippo II di Spagna: le preesistenti fortificazioni angioine ed aragonesi vengono completamente demolite in quanto superate dalle nuove tecniche militari d’assedio (l’uso, cioè, dei cannoni) che necessitavano, come risposta, di mura di cinta molto spesse ed inclinate per attutire l’azione dirompente della palla di ferro.
Molti sono gli episodi d’”arme” che hanno visto per protagonista Civitella, ma quello che è passato alla storia è la sfortunata difesa sostenuta contro i Piemontesi di Vittorio Emanuele II, protesi al raggiungimento dell’unità d’Italia; la guarnigione si arrese solo il 20 Marzo 1861, dopo che a Torino, 3 giorni prima alle ore 11, veniva inaugurato il primo Parlamento nazionale. Anche per cancellare la memoria storica del nostro paese, l’esercito sabaudo - a freddo - cominciò l’opera di smantellamento della struttura che, abbandonata per più di 100 anni, è tornata alla luce dopo lunghi lavori di restauro, iniziati negli anni settanta ed ultimati nel 1983, sotto la super visione della Soprintendenza BAASS dell’Aquila. Dal punto di vista architettonico il Forte di Civitella può essere suddiviso, per comodità didattica, in due parti: una più prettamente difensiva, una seconda abitativa: ovviamente quando parliamo di parte abitativa intendiamo riferirci esclusivamente ai militari e non a civili, dovendosi considerare la Fortezza un enorme contenitore di soldati, pronti ad accorrere in caso di pericolo sugli spalti delle mura di cinta del sottostante paese e difendendosi dall’alto con l’uso delle batterie di cannoni.

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