Questo sito contribuisce alla audience di

Un pò di storia

La storia dell'acquariofilia è riconducibile ai primi anni del 1900.

L’acquario nel suo insieme può essere visto sul piano teorico secondo due ottiche diverse. Una impostazione di tipo naturalistico ed una di tipo ornamentale. La prima dovrebbe riprodurre, con maggiore fedeltà possibile, un frammento di ambiente naturale tendente all’equilibrio biologico, ma un acquario così concepito può risultare carente dal punto di vista estetico ed ha significato solo per gli studi naturalistici. La seconda è più libera da questi canoni, ma sempre e comunque tendente alla realizzazione di un biotopo nel quale mediante opportuni provvedimenti venga assicurato il necessario equilibrio dei singoli membri di una comunità vivente. In realtà l’acquario d’acqua dolce e quello marino, sono un tentativo, non poi così difficile, di portare in casa nostra un campione di ambiente naturale, tuttavia anche se sussistono difficoltà è certamente possibile mantenere adeguatamente in cattività un gran numero di organismi acquatici. La cosa più importante è quella di imparare a rendersi conto delle modalità di deterioramento dell’ambiente e quindi intraprendere interventi correttivi prima che questo abbia superato i limiti di reversibilità. Importante è perciò la comprensione generale del suo funzionamento, in modo tale che variando le informazioni in nostro possesso la vita vegetale ed animale sia possibile. Progettare e realizzare un acquario non significa solo incollare cinque lastre di vetro o creare una boccia di cristallo, ma, affinché esso funzioni, cioè permetta la vita di esseri animali e vegetali, deve riprodurre il più fedelmente possibile le condizioni ambientali esistenti in natura. Tutto ciò porta allo studio delle caratteristiche fisiche e chimiche dei materiali ed alla conoscenza delle prestazioni e del funzionamento dei vari accessori impiegati, nonché implica sapere quali condizioni ambientali naturali sono necessari alla vita del singolo animale o della particolare pianta. E’ proprio questo il punto fondamentale del perché di questa tesi; gli acquari commerciali, cioè quelli di produzione industriale, non hanno una destinazione particolare, essi sono realizzati in modo da poter ospitare, in linea di massima, i più diversi generi di animali e piante acquatiche, ma per lo specialista il naturalista o lo scienziato, che si occupano del mondo sommerso, un acquario “compromesso” il più delle volte non può essere accettato; ad esempio non si può assistere alla riproduzione di pesci che vivono in acqua stagnante se sono posti in un ambiente con una corrente alquanto forte. Ecco quindi l’intenzione di arrivare alla realizzazione di un acquario che potrebbe essere definito come “professionale” anche partendo dalla più semplice delle vasche commerciali.
COME FUNZIONA UN ACQUARIO

Al funzionamento della macchina acquario contribuiscono vari elementi in misura e caratteristiche diverse a seconda che si tratti di una vasca d’acqua dolce o salata. La maggior parte di questi serve per modificare ed al contempo mantenere alcune caratteristiche fisico chimiche dell’acqua. Prima di vedere, quindi, come funziona un acquario è bene analizzare le parti che lo compongono, in tal modo sarà molto più semplice capirne il meccanismo. Molto genericamente si può suddividere l’acquario nei seguenti componenti:

-ACQUA
-VASCA
-IMPIANTO DI FILTRAGGIO
-IMPIANTO DI RISCALDAMENTO
-IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE

Ultimi interventi

Vedi tutti