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Alimenti naturali

Gli alimenti naturali comprendono Dafnie, Ciclopi, Tubifex, arenicole e altri anellidi, piccoli insetti adulti e larve di zanzare e di altri ditteri. La Dafnia, comunemente nota come pulce d’acqua (a causa dei suoi spostamenti "a salti") si può raccogliere in molti stagni e pozze, dalla primavera all’autunno.

Dopo ogni periodo particolarmente caldo si vedono sull’acqua “nubi” di questi minuscoli crostacei, che si catturano facilmente con retini creando così una scorta sufficiente per le immediate necessità dei pesci. E una falsa economia prenderne troppi: se il viaggio verso casa è lungo, buona parte della provvista muore; se è breve, si può sempre ritornare un altro giorno. Le Dafnie sono generalmente apprezzate per il loro effetto lassativo, sebbene molti acquariofili pensino che giovi piuttosto ai pesci lo stimolo e l’attività di cacciar cibo vivo. Assieme alle Dafnie si catturano spesso i Ciclopi, d’aspetto simile alle Dafnie, ma con due grossi sacchi ovigeri esterni; i pesci catturano con piacere i Ciclopi che però non si devono mettere in un acquario contenente avannotti molto piccoli perché questi verrebbero mangiati!

I Tubfex si trovano nel putridume, nel fango dei fiumi, soprattutto vicino agli scarichi delle fogne. Sono piccoli anellidi rossi che vanno messi in acqua corrente per parecchie ore per pulirli prima di darli in nutrimento ai pesci; è bene usare una “mangiatoia” galleggiante (v. illustrazione) se non sono presenti specie che si nutrono sul fondo, altrimenti questi vermi possono colonizzare la ghiaia dell’acquario. I pesci che si nutrono sul fondo, specialmente quelli di abitudini notturne, gradiscono una piccola quantità di Tubifex introdotta nell’acquario appena dopo il tramonto. Resta comunque tra gli acquariofili un certo disaccordo sul possibile pericolo d’introdurre malattie nell’acquario dando come alimento dei Tubifex.

Anche le larve dei Chironomidi (Chironomus spp.) e dei Culicidi (Chaoborus spp.), reperibili in grandi quantità nei ristagni di acqua piovana, hanno un eccellente valore nutritivo; ma i secondi devono essere dati in pasto solo a pesci adulti, perché gli avannotti possono venirne attaccati.

Le larve di zanzare e di altri Culicidi, si trovano fluttuanti presso la superficie, in acque stagnanti e in depositi d’acqua piovana, in quanto respirano attraverso branchie anali. Per catturarle è necessario un rapidissimo colpo di retino, perché le larve si dirigono verso il fondo non appena il raccoglitore si china sull’acqua. Anche le pupe di questi insetti (lo stadio successivo nello sviluppo larvale) possono essere raccolte come alimento per i pesci e sono molto più facili da catturare.

Tutti i cibi citati sono eccellenti per portare i pesci a una buona forma e devono costituire i principali componenti della loro alimentazione nel periodo riproduttivo. Tuttavia non sono adatti per i giovanissimi avannotti che, fortunatamente, si possono alimentare con animali microscopici vivi. Si possono infatti catturare negli stagni con retini a maglia molto sottile rotiferi e infusori, o si può preparare una coltura d’infusori (vedere i paragrafi relativi alle colture alimentari, più avanti in questo capitolo). Come misura cautelativa, gli alimenti vivi catturati in natura vanno accuratamente esaminati prima di metterli nell’acquario per vedere se vi sono tra di loro dei parassiti che possono attaccare i pesci, come per esempio larve di Libellule, il Ditisco marginato e le Notonette. Per evitare questo pericolo gli acquariofili ricorrono, come alimento essenziale e sicuro per gli avannotti, all’Artemia (Artemia salma) nella sua prima forma larvale, il nauplius, come si dirà più avanti.

Gli alimenti terrestri vivi comprendono Lombrichi (interi, tagliati in pezzi, o sminuzzati secondo la taglia dei pesci che li mangiano e la

buona volontà dell’acquariofilo), insetti schiacciati (non quelli uccisi con insetticidi), isopodi, cavallette e piccoli bruchi.

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