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Didattica Interculturale

Alla scuola è assegnato il compito di istruire e favorire processi di educazione, di sviluppare comportamenti e atteggiamenti positivi, sostenuti da una seria formazione culturale. Gli insegnanti devono essere molto attenti ai vissuti dei ragazzi, alle dinamiche relazionali esistenti tra il gruppo-classe e i suoi vari componenti, per vincere il razzismo e l'etnocentrismo tendenziale di ciascun gruppo e sollecitarli a lavorare insieme.

In presenza di minori stranieri vanno poste in atto alcune strategie che possono migliorare la situazione didattica nella scuola materna, elementare e/o secondaria, nella misura in cui coinvolgono positivamente tutti i ragazzi e li fanno sentire riconosciuti ed apprezzati socialmente.

a) SCUOLA MATERNA

La scuola materna in Italia accoglie i bambini dai tre ai sei anni e aiuta il loro processo di crescita affettiva, sociale, culturale, umana.

La scuola materna utilizza strategie metodologiche innovative per affrontare i problemi dell’intercultura: approfondisce le espressioni culturali più vicine ai bambini, quali fiabe, danze, abitudini familiari, giochi.

A volte, con la mediazione dei genitori, di esperti e degli insegnanti può stimolare la collaborazione e lo scambio di materiali e disegni

In alcune scuole materne, si è proposto un approccio alla conoscenza della seconda lingua-cultura, perché questa contribuisce ad una radicale apertura della mentalità, degli atteggiamenti affettivi e della comprensione degli altri.

Queste esperienze aiutano i bambini, ma anche i genitori. Tutti si sentono riconosciuti ed apprezzati ;tutti si impegnano per migliorare il clima relazionale della famiglia e della scuola e favoriscono l’apprendimento.

b) SCUOLA ELEMENTARE E MEDIA

I principi metodologici sopra delineati, non sono esclusivi delle situazioni interculturali nella scuola materna. Essi costituiscono lo sfondo culturale per una didattica anche nella scuola elementare e media impegnate a favorire processi di alfabetizzazione strumentale e culturale e di educazione alla convivenza democratica.

La fase iniziale del processo di scolarizzazione del bambino che proviene da una cultura straniera è molto delicata poiché caratterizzata dalla difficoltà soggettiva a comunicare .

Egli deve essere aiutato ad esprimersi con altre forme comunicative e con linguaggi motori, gestuali, musicali ma contemporaneamente deve essere spinto ad apprendere la lingua italiana.

Gli interventi educativi possono essere personalizzati attraverso la formazione di gruppi di interclasse di inserimento linguistico, dedicati all’apprendimento della lingua italiana come lingua straniera, utilizzando materiale didattico adeguato.
La scuola deve inoltre favorire la
continuità educativa; formare classi eterogenee ; creare spazi e laboratori multimediali o espressivi.