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Colombia : il movimento dei bambini per la pace

La situazione socio-economica colombiana e il conflitto armato tra esercito, bande paramilitari e narcotrafficanti che insanguina il paese da quasi quarant’anni ha avuto un forte impatto sui giovani e sui bambini. I minori di 15 anni costituiscono il 43% della popolazione definita povera e il 48% di chi vive sotto la soglia di povertà. A questo va aggiunto l’impatto del conflitto armato che negli ultimi anni ha provocato nuove vittime: bambini e bambine reclutati dai gruppi guerriglieri paramilitari; bambini sequestrati dagli stessi guerriglieri e dai delinquenti comuni e, soprattutto, bambini protagonisti dello sfollamento forzato, rifugiati dalla violenza nel loro stesso paese.

Per contrastare il circolo vizioso della cultura della violenza, in Colombia è nato il “Movimento dei bambini per la pace”.
“I bambini si sono riuniti e hanno discusso di povertà, pace e giustizia.
Poi, hanno organizzato una votazione per sapere se tutti i bambini colombiani la pensano come loro.
L’iniziativa ha riscosso un successo strepitoso: tre milioni di risposte, una cifra incredibile! I risultati sono stati trasmessi al presidente della Colombia e ora anche gli adulti si stanno impegnando per la pace” (da Horizon.com, sito dell’Unicef-Svizzera).

Fanno da contraltare a questa iniziativa, alcune notizie apparse sui quotidiani colombiani.

1) Tre uomini armati con pistole e bombe a mano hanno intercettato uno scuolabus nella città centrale di Cali per portare via a forza un ragazzino della prima media, Dagoberto Ospina, 9 anni. I tre uomini armati che hanno rapito Dagoberto lo hanno chiamato per nome, tra i 32 scolari nel bus. Hanno anche controllato sui libri il suo nome, come hanno raccontato gli altri bambini.

Il rapimento ha lasciato la nazione sotto shock, perché il movente più probabile sembra essere una sua apparizione sulla TV nazionale come portavoce di un gruppo di bambini che chiedono la fine della violenza.
Dagoberto ed i suoi compagni di classe della scuola Mayor Alferez Real hanno reso pubblica la loro battaglia disegnando un poster che raffigurava un bambino legato e incatenato sotto le parole “questo è quello che riserva il futuro della Colombia?”.

2) Aveva appena 12 anni e lottava per la pace, un colpo di pistola l’ha uccisa. E’ la drammatica storia di una bambina colombiana, Catherine Aguilera, che è stata raggiunta alla testa da un proiettile mentre tornava a casa insieme al fratello Jonathan, al termine di una lezione di inglese.

Catherine era una delle leader del movimento “Bambini per la pace” e nel proprio quartiere era nota e ammirata per l’impegno profuso e per lo spirito con cui si opponeva alla cultura della violenza. Al momento la tesi prevalente è quella di un proiettile vagante che abbia colpito per caso la giovane.
Tuttavia, non viene esclusa la possibilità che si sia trattato di un omicidio volontario.

3) Un intervento a favore dei minori colombiani è stato preso da Olara Otunnu, il rappresentante speciale del segretario dell’ONU Kofi Annan per i bambini e i conflitti armati. Alla guerriglia colombiana è stato chiesto di rispettare la Convenzione dei diritti del bambino e non reclutare minori per le azioni militari.

La richiesta è stata formulata dopo le recenti dichiarazioni alla stampa del capo delle Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia, Manuel Marulanda, detto Tirofijo, che ha detto che non esiterà a reclutare ragazzini finché dura il conflitto armato.

Commenti dei lettori

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  • Laura Tussi

    18 Nov 2010 - 14:06 - #1
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    La FONDAZIONE e Associazione GIANFRANCESCO SERIO,
    promuove, nelle università, nelle scuole, nella società, la cultura della Pace, della Nonviolenza e della lotta contro tutte le mafie,
    collaborando così alla prevenzione della corruzione, della criminalità, della burocrazia corrotta,
    proponendosi come soggetto alternativo alla violenza, all’indifferenza, all’omertà,
    oltre l’etica del negativo, del più forte sul più debole, dell’uomo sulla donna, del superfluo e del consumismo sregolato
    che soggioga e rende schiavi del sistema e del potere.
    Il progresso costruttivo è combattere così l’aggressività che logora…è assumersi la responsabilità di chi ha meno forza e non ha voce.
    LAURA TUSSI
    collabora con la Rivista della FONDAZIONE GIANFRANCESCO SERIO, dal titolo “QUALEDUCAZIONE”…

    http://www.associazionegianfrancescoserio.it/pubblicazioni/QUALEDUCAZIONE%2075.pdf

    http://www.associazionegianfrancescoserio.it/Attivita.htm

  • Laura Tussi

    18 Nov 2010 - 15:11 - #2
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    CONFRONTI è una pubblicazione di fede, politica e vita quotidiana a cui collaborano cristiani di diverse confessioni, ebrei, musulmani, buddhisti, induisti e laici interessati al dialogo e al confronto tra molteplici culture, per affermare i valori della memoria storica, dell’accoglienza, della solidarietà e della costruzione di una società democratica, pluralista e interculturale, contro ogni razzismo, nella costante ricerca tra comunità e realtà in dialogo, che operano per la Pace, la Nonviolenza, il confronto, per un nuovo contesto sociale pluralista e aperto alle diversità tra confessioni religiose e culture, oltre i muri delle incomprensioni, delle tensioni, dei fondamentalismi, nell’interazione e nel reciproco riconoscimento…

    Articolo di Laura Tussi:
    http://www.confrontiblog.it/template.php?pag=63298