Quanto costa un'adozione?

Le chiacchere che si sentono in giro, sollecitate da titoloni ad effetto sui giornali, portano a pensare che l'adozione sia una cosa "da ricchi". Questo non è affatto vero, soprattutto per quanto riguarda le adozioni nazionali, che sono totalmente gratuite. La presentazione della domanda, l'iter burocratico, le procedure di abbinamento non richiedono un esborso di denaro se non nella misura di qualche marca da bollo per i documenti in copia autenticata (poche migliaia di lire).

Diversa la situazione per le adozioni internazionali.
Per il procedimento di riconoscimento dell’idoneità all’adozione vale quanto detto precedentemente.

Tuttavia la distanza fisica tra il paese del’adottato e dell’adottante impone le spese di viaggio e quelle di alloggio.

Una volta giunti a destinazione, i referenti delle associazioni italiane riconosciute si occupano delle pratiche finali :
documenti di espatrio del minore, registrazione dell’atto di adozione , cambiamento del nome, assunzione del nuovo cognome… tutti atti che comportano una spesa corrispondente ai bolli e alle imposte amministrative.
A queste spese si può aggiungere il compenso per l’assistenza legale nel paese straniero e le eventuali traduzioni in lingua, secondo un tariffario ufficiale.

Come valutare quindi se l’ammontare complessivo della spesa richiesta è congrua e non legata a speculazioni?

Basta fare un semplice calcolo, sommando
- le spese di viaggio e di alloggio che sono quelle proposte dai diversi tour operators (la coppia deve tener presente che al ritorno il nucleo famigliare sarà composto da tre o più persone…),
- le spese amministrative che devono essere tutte documentate,

- l’eventuale supporto legale in loco .

La spesa delle procedura di adozione non dovrebbe superare secondo il buon senso il 20% -25% delle spese di viaggio e di alloggio.

Ogni altra richiesta di denaro deve essere guardata con sospetto.

Ecco la mia esperienza personale.

Ottenuto l’idoneità all’adozione dal Tribunale dei Minori di Genova, io e mio marito ci siamo guardati un pò intorno per raccogliere informazioni sulle adozioni internazionali.
Tramite alcuni conoscenti siamo entrati in contatto con un’ associazione che al primo incontro ci ha prospettato la possibilità di un abbinamento immediato con un minore straniero dietro il corrispettivo di circa 40 milioni (oltre alle spese logistiche).

Eravamo nel 1993, noi abbiamo rifiutato perchè si trattava sicuramente di una procedura irregolare, in quanto il minore in questione non era ancora stato dichiarato adottabile dal tribunale straniero.
Il desiderio di accelerare i tempi non deve indurre a cadere in simili trappole, l’adozione internazionale non è una sorta di mercato dei bambini. Parte di quei 40 milioni sarebbe andata alla famiglia del bambino, che lo abbandonava dunque “dietro compenso”, l’altra a qualche intermediario. L’associazione italiana non partecipava alla spartizione ma con il suo comportamento avallava questa procedura.

L’abbinamento con Camillo è invece arrivato nel 1996, al termine del lento ma legale iter gestito in tutte le sue fasi dal tribunale dei minori colombiano.
Abbiamo ritardato l’adozione di oltre sue anni, ma siamo molto soddisfatti di averlo fatto perchè in questo modo il nostro rapporto con Camillo è impostato su principi di estrema chiarezza.

Quanto abbiamo speso? Una dieci milioni, circa 7 dei quali hanno coperto le spese di viaggio, vitto e alloggio.

CONTINUA

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