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Nuovo risvolto della globalizzazione: l'utero in affitto

Maternità e paternità biologica a tutti i costi! Nei giorni scorsi è rimbalzata la notizia della nascita di due gemelli nati grazie alla fecondazione assistita e all'affitto dell'utero necessario per portare a termine la gestazione. Un volo transoceanico per portare a destino gli embrioni fecondati e un secondo volo per riportare in Italia il "prodotto finito": due vispi gemellini!

Il professor Bilotta parla con orgoglio del suo ruolo nella vicenda:

” I cinque embrioni, ottenuti nel ‘95 sono stati congelati e conservati nel mio centro, e restituiti su richiesta della coppia nel 2000 “.
Quando, evidentemente, la coppia ha deciso di ricorrere alla pratica dell’”utero in affitto”.

I due hanno ritirato gli embrioni dal centro Alma Res e li hanno spediti tramite corriere negli Usa, dove in alcuni Stati non solo è giuridicamente lecita la nascita da madre surrogata, ma esistono agenzie specializzate che selezionano le donne “candidate”, seguono gli aspetti sanitari, provvedono a fornire certificati di nascita con il nome dei genitori biologici, oltre alla registrazione della cittadinanza statunitense.

Un’operazione che alla coppia italiana è costata 25 mila dollari.

“Che si debba ridurre la nascita di un figlio al ‘Postalmarket’ - si indigna Livia Turco - è un vero degrado, che suscita sdegno e ci obbliga a combattere tutti insieme per cercare una soluzione”.

Qual’ è la molla che fa scattare il morboso desiderio di una maternità e paternità biologica a tutti i costi?

Personalmente credo che dipenda da una scarsa cultura dell’adozione!

Se invece di accanirsi terapeuticamente contro gli embrioni in questione qualcuno (leggi il prof. Billotta e co.) avesse avvicinato i genitori spiegando loro il significato dell’adozione, e cioè che si tratta di una filiazione completa a tutti gli effetti , forse oggi non saremmo costretti a leggere questo genere di notizie!!