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Fecondazione assistita o adozione?

Il 27 di questo mese andrà in Parlamento la proposta di legge sulla procreazione assistita e si è scatenato un putiferio perchè il testo viene giudicato molto restrittivo. Come mamma adottiva non posso non avanzare delle perplessità rispetto ad interventi finalizzati alla maternità biologica a tutti i costi, quando esiste un'altra semplice via alla maternità, già aperta e regolamentata, quale l'adozione.

Non vorrei sembrare un’integralista, ma molto spesso si giunge all’adozione dopo percorsi più o meno lunghi, dolorosi e fallimentari di procreazione assistita.

Scoprendo in seguito che cosa significa adottare un bambino, e cioè diventare genitore a tutti gli effetti a prescindere dal vincolo di sangue.

Quello che mi scandalizza nella nuova proposta di legge non è tanto la limitazione al numero degli embrioni fecondabili, quanto il fatto che non venga presentata come alternativa, e posta sullo stesso piano, la scelta adottiva.

Sono infatti convinta che se ci fosse anche da parte dello Stato Italiano una presa di posizione più autorevole e decisa sulle adozioni , innanzi tutto condannando l’abuso del termine adozione che crea solo confusione, si otterrebbero diversi effetti positivi:

1) la scelta della fecondazione assistita non sarebbe percepita come prima razio

2) di conseguenza la scelta adottiva non sarebbe l’ultima ratio

3) aumenterebbe il numero di minori adottati e sottratti agli istituti e all’indigenza affettiva ed economica

UTERO IN AFFITTO