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Le implicazioni psicologiche del processo adottivo

Un interessante articolo della Dott.ssa Sara Savio è stato pubblicato sul sito wwwPsicoline.it L'autrice illustra la casistica relativa adozione nazionale ed internazionale. "Da una panoramica della letteratura italiana e straniera sul fenomeno-adozione emerge che l'ipotesi su cui si sono soffermati di più i ricercatori è se l'adozione costituisca di per sè un fattore di rischio per lo sviluppo psicologico del minore".

Per quanto non mi senta di condividere alcuni passaggi dell’articolo, desidero sottoporlo all’attenzione degli utenti della guida perchè si tratta di un tentativo di organizzare in modo sistematico domande e risposte relative alle dinamiche psicologiche che l’adozione determina.

Nel documento vengono analizzati i vari passaggi relativi all’adozione: le aspettative dei genitori, il momento dell’incontro, il confronto etnico, l’adolescenza e l’integrazione .

Quando un’adozione si può ritenere riuscita?

“..All’interno di ogni famiglia in cui ci sia uno o più figli adottati viene stipulato il cosiddetto “patto adottivo” che è il frutto di un assetto relazionale in cui vengono rispettati sia i bisogni sia le aspettative di ciascuno dei protagonisti: la coppia e il minore.

…emerge che le famiglie in cui l’adozione è “riuscita” hanno stipulato patti in cui c’è un riconoscimento e valorizzazione delle differenze. …..

I patti in cui le differenze o sono state negate (patto di negazione) o sono troppo insistite (patto impossibile), rendono le famiglie a forte rischio di patologia. ”

Mi piacerebbe aprire un dibattito sull’argomento.

Chi fosse interessato può scrivere alla guida, gli interventi saranno tutti pubblicati.