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Lo shiatsu negli esiti di "colpo di frusta"

Associazione Culturale "La Mandragora" – Palermo Scuola di Shiatsu aggregata al C.I.Te.S Tesi di fine corso di Pietro Arcoleo. Relatore: Dr. Vito Marino

RIASSUNTO

Il lavoro espone l’anatomia funzionale del rachide cervicale, in particolare del tratto inferiore (C3-C7). Descrive le alterazioni patologiche legate al “trauma da colpo di frusta”, patologia questa che oggi, sempre più spesso, è causa delle sindromi dolorose che interessano il tratto cervicale. Esamina le principali prescrizioni terapeutiche indicate dalla medicina occidentale.

Espone, nell’ambito della medicina tradizionale cinese, i meridiani presenti nel tratto cervicale con i loro percorsi e relazioni energetiche. Vengono esposti i principi del trattamento shiatsu sugli esiti da “colpo di frusta”.

Descrive l’esperienza di trattamento di un caso di cefalea grave come esito di “colpo di frusta”.

 

 

ANATOMIA FUNZIONALE DEL RACHIDE CERVICALE

La colonna cervicale, costituita da 7 vertebre disposte in lordosi, garantisce al capo sostegno e mobilità particolarmente efficaci, l’ampiezza, le direzioni e la plasticità dei movimenti fanno di questo pezzo del rachide quello dotato della maggiore articolarità. Essa si compone in unità funzionali sovrapposte, ciascuna delle quali formata da due vertebre adiacenti e dai tessuti interposti. Le due unità superiori, l’occipito-atlante (cranio-C1) e l’atlante-epistrofeo (C1-C2), appaiono totalmente diverse dalle altre, che sono invece molto simili tra loro. L’atlante è conformato ad anello, con due masse laterali su cui poggiano i condili occipitali, mentre l’epistrofeo si distingue per la presenza del processo odontoideo che si proietta cranialmente dalla superficie posteriore del corpo vertebrale. Inoltre l’articolazione tra atlante ed epistrofeo è caratterizzata dalla mancanza del disco intervertebrale e dalla conformazione “a perno”, che le conferisce la massima possibilità di rotazione intorno al proprio asse. Le unità sottostanti all’epistrofeo presentano una sezione anteriore di sostegno, preposta all’assorbimento del carico e degli urti, ed una sezione posteriore di guida al movimento, che avviene prevalentemente sul piano saggittale, anche se un certo grado di latero flessione si realizza soprattutto tra C4 e C6. L’orientamento delle faccette articolari è all’incirca verticale, con inclinazione verso l’alto e l’indietro delle faccette superiori ed opposta e complementare di quelle inferiori. C7 presenta caratteristiche cervicali nella parte superiore, mentre in quella inferiore possiede faccette orizzontali come le vertebre dorsali, inoltre presenta un corpo più voluminoso e può presentare una faccetta articolare per la prima costa, le apofisi trasverse sono molto sviluppate formando alcune volte le “coste cervicali”. È utile ricordare che la settima cervicale, importante punto di repere, pur essendo definita “prominente” , in realtà con il collo flesso in avanti sporge meno di D1, si individua invece apprezzandone la mobilità nella rotazione e nella flessione estreme quando D1, che sporge al di sotto, rimane immobile.

Anteriormente i dischi sono regolarmente interposti tra i corpi vertebrali, ma la loro sezione è di forma trapezoidale, con un margine anteriore alto il doppio di quello posteriore. Questo fatto, unito alla presenza delle cosiddette articolazioni uncovertebrali piuttosto rudimentali ma provviste di sinovia, che si staccano dal bordo postero laterale del soma, esercitando una funzione di contenimento, contribuisce a rendere relativamente difficile l’erniazione discale, che in sede cervicale può causare gravissime conseguenze. Tutte le vertebre cervicali presentano, a livello dei processi trasversi, i forami per i vasi vertebrali.

Le vertebre sono tenute insieme dai legamenti longitudinali anteriore e posteriore, estesi dalla base dell’occipite al sacro, i quali forniscono una notevole stabilità alla colonna, limitandone soprattutto l’estensione. Tra una vertebra e l’altra sono tesi inoltre i legamenti gialli, molto elastici; i processi spinosi sono uniti dai legamenti interspinosi e sovraspinoso, che limitano parzialmente la flessione e l’inclinazione laterale.

L’apparato muscolare è piuttosto complesso, risultando composto da vari strati di fasci muscolari longitudinali, di cui i più superficiali si estendono quasi per tutta la colonna, mentre man mano che si va in profondità sono costituiti da fasci sempre più corti, fino ad unire solo due segmenti contigui. Gli estensori sono particolarmente potenti, ma a livello cervicale sono molto importanti anche i flessori, rappresentati dai muscoli sotto e sopraiodei. Inoltre bisogna considerare l’importanza del muscolo trapezio e del muscolo sternocleidomastoideo, i quali prendono inserzione anche sul cingolo scapolare.

Movimenti del collo

La cinetica cervicale, per la presenza dei forami di coniugazione da cui escono i nervi spinali, presenta alcune problematiche relative alle sollecitazioni subite da questi ultimi nel corso dei vari movimenti: in condizioni fisiologiche i nervi possono scivolare leggermente e così usufruire di un certo “allungamento”, ma se sono compressi o intrappolati come avviene nel corso di alcune patologie quali l’ernia discale anche una minima trazione di origine motoria può causare vivo dolore. A tale proposito è utile ricordare che nel corso della flessione del collo il canale vertebrale si allunga, specie nella sua parete posteriore, mentre durante l’estensione si accorcia, per lo più posteriormente; le radici nervose e le relative guaine non subiscono spostamenti, passando unicamente dalla posizione di rilasciamento a quella di tensione. La flessione laterale e la rotazione, spesso combinate, comportano invece un certo grado di torsione su se stesso del midollo dovuto alla dura madre, che si fissa al cranio.

E’ di estrema importanza considerare le variazioni del diametro dei forami di coniugazione nel corso dei vari movimenti, poiché in presenza di una situazione patologica un ulteriore restringimento del lume può avere conseguenze assai gravi. I forami di coniugazione si allargano durante la flessione e si restringono nell’estensione; nel corso della rotazione e della latero flessione invece si retsringono dal lato omologo, allargandosi dall’altro.

Il collo nei vari segmenti articolari è in grado di compiere i seguenti movimenti, con relativa ampiezza:

Flessione: 50° (il mento dovrebbe arrivare a toccare lo sterno). 10 ° sono a carico dell’articolazione atlo-occipitale, 5° a carico della atlo-epistrofica ed i rimanenti sono ricavati dallo scivolamento delle altre vertebre cervicali una sull’altra.

Estensione: 80° (il piano tangenziale a naso e fronte raggiunge l’orizzontale). 25° sono a carico dell’articolazione atlo-occipitale, 10° della atlo-epistrofica ed i rimanenti tra C2 e C7.

Latero-flessione: 50° (abbinando un certo grado di rotazione l’orecchio raggiunge la regione cucullare). 10° sono a carico dell’articolazione atlo-occipitale ed il resto delle altre cervicali, specie tra C4 e C6.

Rotazione: 160° (il mento arriva a lambire la spalla). 80-90° sono a carico dell’articolazione atlo-epistrofica, il resto avviene tra C3 e C7.

 

IL PLESSO BRACHIALE

Il nervo cervicale è un nervo spinale misto, formato dall’unione di una radice anteriore (motoria) e di una radice posteriore (sensitiva), le quali emergono bilateralmente e simmetricamente dal midollo. Le radici anteriore e posteriore si uniscono e formano il tronco del nervo cervicale immediatamente prima di penetrare nel canale di coniugazione. Poco oltre la fuoriuscita dal canale, il nervo misto si biforca in due rami primari, anteriore e posteriore.

Il plesso brachiale risulta composto dai nervi che emergono dagli ultimi quattro livelli cervicali e dal primo livello toracico (C5-T1). Da queste radici si dipartono numerosi tronchi nervosi i quali, dopo varie divisioni e confluenze danno origine ai fasci nervosi che si distribuiscono all’arto superiore: nervo muscolo-cutaneo, nervo ascellare, nervo radiale, nervo mediano, nervo ulnare.

Dati gli intimi rapporti fra i nervi spinali da cui ha origine il plesso brachiale e le strutture osteoarticolari, ogni processo patologico del rachide cervicale che interferisce con queste radici nervose può causare dei problemi di ordine neurologico a carico dell’arto superiore. Questi possono essere svelati da alterazioni della forza muscolare, dei riflessi e della sensibilità tattile e dolorifica.

 

 

Richiami di traumatologia

Il “colpo di frusta” è causato da un brusco trauma da accelerazione improvvisa, come per esempio in caso di tamponamento: il corpo viene spinto in avanti, mentre il collo, a causa dell’inerzia data dal capo, si iperestende bruscamente.

Nei casi meno gravi si potranno avere danni legamentosi da stiramento e contusione delle strutture articolari, causati dallo scivolamento delle vertebre, con edema locale e contrattura da riflesso protettivo.

Nei casi più gravi si possono verificare rotture dei legamenti, erniazioni discali, fratture vertebrali.

Le lesioni più gravi sono di competenza traumatologica e chirurgica, mentre le meno gravi devono ricevere un trattamento che riduca la flogosi e le contratture paravertebrali. Utile in alcuni casi il collare protettivo rigido.

I TRAUMI DEL RACHIDE CERVICALE E LORO ESITI

Al secondo posto, dopo quelle lombo-sacrali, le sindromi cervico-brachiali sono le più diffuse patologie dolorose di origine muscolo-scheletrica o neuro-muscolare. Esse colpiscono tutte le fasce di età e la loro incidenza, notevolmente aumentata negli ultimi anni è da imputare soprattutto al moderno stile di vita. Una vita sedentaria con conseguente flaccidità ed ipodinamia muscolare, l’uso dei mezzi di trasporto responsabili di micro-traumi, gli squilibri posturali, spondilosi da deterioramento strutturale del disco, spondilo artrosi interapofisarie, lesioni distorsive da traumi da accelerazione o decelerazione (incidenti d’auto: tamponamento o impatto frontale), tensioni miostatiche di origine emotiva.

“Il colpo di frusta”

Per colpo di frusta si intende una traumatica escursione della testa come avviene, ad esempio, in un tamponamento posteriore d’auto, quando il corpo viene proiettato violentemente in avanti e di conseguenza la testa viene spinta bruscamente all’indietro e successivamente, durante la fase di decelerazione in avanti. Le lesioni che derivano da questo particolare tipo d’incidente sono di diversa natura e gravità. Esse interessano soprattutto la muscolatura, i legamenti, i dischi intervertebrali e, nei casi estremi, le vertebre e il midollo spinale. Il colpo di frusta non si verifica unicamente in caso di incidenti automobilistici. Può anche essere il risultato di scontri sul terreno di gioco, calcio o altri sport, di cadute e di traumi diretti al cranio. Chiunque avverte dolori alla nuca o dei sintomi che potrebbero derivare dalla colonna cervicale, dovrebbe chiedersi se avesse subito incidenti o cadute con trauma al capo o alla colonna cervicale.

Generalmente la radiografia del rachide cervicale nelle posizioni antero-posteriori e del profilo sono sufficienti per dare un quadro dello stato della colonna vertebrale, cioè delle parti ossee. La risonanza magnetica invece dimostra l’integrità dei tessuti molli, dei muscoli, dei legamenti e delle strutture nervose come il midollo spinale.

L’evento traumatizzante la colonna sarebbe rappresentato dallo slittamento di una vertebra sull’altra in conseguenza della brusca iperestensione del capo, spinto dall’accelerazione in avanti del corpo. Per risposta, più o meno ritardata secondo le circostanze di attenzione dell’individuo che si prepara più o meno all’impatto, si assiste alla contrazione dei muscoli flessori del capo che ottengono come risultato quello di comprimere il rachide, stessa azione e risposta, in senso contrario, si ha nel contraccolpo che il capo subisce dopo il tamponamento. Ad aumentare questa azione compressiva sul rachide provocata dalla contrazione muscolare, partecipa il movimento di estensione-torsione del capo ed all’opposto quello di flessione-torsione del corpo provocati dall’accelerazione dell’automobile. Il risultato è quello di un accorciamento del collo con compressione del rachide e collusione delle articolazioni intervertebrali.

Detto questo, risulta evidente che ogni colpo di frusta è unico per se stesso; infatti sono tanti i fattori che possono variare da un caso all’altro: l’età, la dinamica dell’incidente, il modo in cui è stato affrontato, le condizioni osteoarticolari, i legamenti e i dischi intervertebrali, la direzione dell’impatto e la velocità al momento dell’incidente. Sfortunatamente, le cinture di sicurezza non garantiscono una protezione efficace contro questo tipo di lesione, mentre i poggiatesta possono offrire un certo grado di protezione contro l’iperestensione.

Il colpo di frusta è caratterizzato da una sintomatologia precoce e da una tardiva.

I sintomi immediati sono: il dolore cervicale, la limitazione dei movimenti del collo e la cefalea il più delle volte occipitale o generalizzata; solo nei giorni successivi vengono riferiti irritabilità, parestesie e sintomi otoneurologici. La sintomatologia precoce si risolve nel giro di 1-3 mesi, con la scomparsa totale dei disturbi.

In un terzo dei casi permane oltre i 6 mesi, una sintomatologia che definisce la sindrome tardiva del colpo di frusta e che comprende oltre al dolore cervicale, cefalea, rigidità cervicale, brachialgia, disturbi vertiginoso posturali, ansietà, depressione, insonnia.

Il trattamento delle lesioni distorsive cervicali

Il trattamento delle sindromi cervicali acute di natura traumatica, come quello di varie altre patologie cervicali in fase acuta, rappresenta soltanto il momento iniziale di un ciclo terapeutico riabilitativo destinato a protrarsi nel tempo, dato la quasi costante evoluzione subacuta o cronica della sofferenza post-traumatica.

Com’è facile comprendere, una soddisfacente impostazione del programma terapeutico dipende soprattutto da un’anamnesi accurata e da un esame clinico completo, e ciò non soltanto perché è questa la via per stabilire la diagnosi, ma anche perché è il modo migliore per rassicurare il paziente in un momento di forte tensione ansiosa e di sofferenza fisica.

La terapia farmacologica ha possibilità e limiti ben definiti. Di norma vengono somministrati analgesici e tranquillanti al fine di ridurre la sintomatologia dolorosa e di ottenere un effetto miorilassante.

L’uso di un collare (il collare di Schantz), convenientemente confezionato e adattato, e correttamente usato, rappresenta quasi sempre la cura più efficace. Non v’è un canone preciso per quanto riguarda la durata dell’immobilizzazione, che il medico stabilisce riguardo al caso specifico e alla propia esperienza personale.

A volte sono prescritte delle trazioni di durata e frequenza variabili.

In seguito, in fase post-acuta, possono essere consigliate delle applicazioni di calore, sedute di massoterapia ed eventuali esercizi atti a recuperare la fisiologica mobilità del collo ed una corretta postura.

 

Rapporti tra rachide cervicale e percorsi dei Meridiani

 

La colonna cervicale contrae rapporti sulla linea mediana con il Canale Extra Dumai, mentre a livello della muscolatura paravertebrale decorre il Canale di Zutaiyang (Vescica) e, più lateralmente, il Canale di Zushaoyang (Vescica Biliare). Gli altri meridiani Yang del braccio circondano il collo lateralmente ed anteriormente e tutti comprendono punti indicati per le patologie cervicali. Tra questi si segnala l’Intestino Tenue, che ha alcuni punti in regione cervico-dorsale.

A livello di GV14/Dazhui tutti i Canali Yang si incontrano, e a questo livello una patologia di un Meridiano Yang può passare ad un altro Meridiano Yang, come avviene nelle cervico-brachialgie. Il Canale Extra Dumai, il Canale di Zutaiyang (Vescica) e il Canale di Zushaoyang (Vescica Biliare) arrivano fino alla testa, e un loro interessamento può dare origine a sintomi come capogiri e confusione mentale

 

Interpretazione energetica del “colpo di frusta”

 

Il colpo di frusta è paragonabile al “vento che scuote la cima dell’albero”. Si tratta di una dose violenta di energia cinetica e la conseguenza più diretta è la messa in pienezza delle strutture energetiche della zona.

Quando una patologia si manifesta nel tratto cervicale dobbiamo aspettarci la compromissione della funzione di trasporto di Qi e Sangue nei Meridiani interessati ed eventualmente delle funzioni energetiche di questi e degli Organi e Visceri ad essi collegati (il dolore in M.T.C. viene definito come una conseguenza di una non circolazione o di una non nutrizione).

Si tratta, in questo caso, di una importante limitazione della fase ascendente del movimento del qi nella Piccola Circolazione Celeste, che coinvolge soprattutto il Du Mai. Il trattamento shiatsu verte soprattutto al riequilibrio dei Canali di Du Mai, Vescica-Zutaiyang e Intestino Tenue/Shoutaiyang.

Come tutti gli Xie che invadono il corpo, l’energia cinetica assorbita ostruisce la circolazione del corretto (zhengqi) e alla lunga quest’ultima entra in uno stato di deficit; a questo punto è opportuno cambiare strategia, rivolgendosi anche alla tonificazione soprattutto dei Canali che agiscono su ossa e tendini (Rene-Zushaoyin e Fegato-Zujueyin).

 

Principi del trattamento shiatsu negli esiti da “colpo di frusta”

Lo shiatsu agisce con efficacia sulla componente strutturale ed ha la possibilità di calibrare con molta precisione la risposta dei tessuti al riequilibrio energetico delle aree in cui il movimento del qi è bloccato. Molto importante insegnare al paziente a portare la respirazione sul diaframma per evitare che l’azione degli accessori respiratori aumenti il sovraccarico cervicale.

La terapia mira soprattutto a fare circolare la stasi di qi e sangue, disperdendo localmente le zone dolenti. e distalmente trattando i meridiani colpiti, a rinforzare la YingQi tramite i meridiani di Milza e Stomaco e la WeiQi tramite i meridiani di Polmone e Rene. Si può associare l’uso della moxa se non ci sono segni di calore, e lo stretching per aiutare ad eliminare contratture ed eventualmente a correggere la postura. Inoltre bisogna insegnare al paziente a portare la respirazione sul diaframma per evitare che l’azione degli accessori respiratori aumenti il sovraccarico cervicale.

Degno di nota, nel trattamento shiatsu, risulta l’effetto rilassante dato dall’intermediazione corporea del contatto-accoglimento fisico che svolge un ruolo di primaria importanza nel rimuovere lo stato di ansia e depressione che generalmente si instaura nei soggetti colpiti da questa patologia.

 Caso clinico.

Nome: F.G., anni 26, segretaria.

Data della prima consultazione: 14/10/97

racconto spontaneo e interrogazione

La pz. accusa mal di testa fortissimi diffusi anche agli occhi, dolori alle spalle, alle braccia con parestesie. Il tutto molto invalidante. A volte i dolori cominciano appena sveglia, ma in genere si manifestano in qualunque momento della giornata. Peggiorano con il contatto, alleviate dal calore. Durante l’agosto del ‘92, a seguito di un incidente stradale, subisce un ” trauma da colpo di frusta rachide cervicale con frattura incompleta margine antero-superiore di C5 “. Viene eseguita una terapia medica ortopedica con immobilizzazione per 3 mesi.

Febbraio ‘93, dato il persistere di dolore, rigidità cervicale e parestesie viene consigliata visita neuro chirurgica.

Febbraio ‘94, il neuro chirurgo prescrive una T.A.C. in cui si nota “in C4-C5 protusione contenuta del disco intersomatico posteriore mediano, che riduce il grasso epidurale ed impronta lievemente il midollo”, ed un esame elettro miografico ” una modesta sofferenza neurogena a carico dei muscoli dipendenti dalle radici di C5 - C6 - C7 prevalente al deltoide bilateralmente”. La terapia, fino adesso, è consistita in antidolorifici e miorilassanti da prendere al bisogno. Questi al momento non hanno più effetto.

Da sempre soggetta a mal di gola, tonsillite, stitichezza (3 - 4 - 7 gg.), ultimamente assume fibre di riso e va un po’ meglio. Spesso dolori all’ipocondrio, aggravati dalla pressione, migliorate dal calore. Si definisce nervosa, emotiva, urla, scatti d’ira. Freddolosità e preferenza per il dolce. Mangia male, spossatezza fisica e mentale. Ciclo regolare, da quando prende la pillola, molto doloroso prima e per i primi due giorni, scarse, a volte male odoranti, saltuarie secrezioni gialle abbondanti.

La Pz. mostra in viso un colorito pallido tendente allo scuro, voce squillante a tratti precipitosa e nei diffusi sul viso ed in tutto il corpo.

 

Esame obbiettivo

Scarsa la lordosi lombare. Trapezio e muscoli del collo contratti.

(La colonna vertebrale, asse del corpo umano, deve rispondere a due requisiti meccanici contraddittori: la rigidità e l’elasticità. L’elasticità della colonna dipende dal fatto che essa è formata da numerosi segmenti sovrapposti collegati reciprocamente dai vari muscoli e legamenti. Questa struttura pertanto può deformarsi pur rimanendo rigida ad opera dei suoi tiranti muscolari. Essa svolge la funzione di sostegno del tronco ed una azione protettiva in confronto dell’asse nervoso. Il canale rachideo che inizia a livello del forame occipitale contiene il bulbo ed il midollo e funge da protettore pieghevole e resistente dell’asse nervoso. La colonna vertebrale nel suo insieme ha direzione rettilinea quando è vista frontalmente o dorsalmente. In alcuni soggetti si può riscontrare qualche lieve curva trasversale senza che si possa parlare di curve patologiche, sempre che si mantengano entro limiti ristretti. Sul piano sagittale, invece, la colonna presenta quattro curve che sono, dal basso verso l’alto: 1° curva sacrale (rigida in quanto le vertebre sacrali sono fuse tra di loro. È una curva a concavità anteriore). 2° lordosi lombare (a concavità posteriore). 3° cifosi dorsale (a convessità posteriore). 4° lordosi cervicale (a concavità posteriore). Quando il soggetto è in equilibrio normale, in piedi, la parte posteriore del cranio, il dorso e le natiche, sono tangenti ad un piano verticale. Ogni alterazione dell’assetto statico dinamico della colonna (contratture muscolari di origine psichica o fisica, atteggiamenti posturali errati, traumi e micro traumi prolungati nel tempo, ecc.), determinerà , prima o poi alterazioni nei rapporti tra i vari elementi strutturali con la conseguente comparsa di patologie.)

Polsi: dx - sx pieno, profondo e lento.

Lingua: purpurea.

Considerazioni diagnostiche

In questo caso possiamo evidenziare due diversi quadri di disarmonia che si intersecano condizionandosi a vicenda. Il primo, il più remoto, considerando la tonsillite e tosse “da sempre”, la stitichezza “da sempre” e l’irascibilità della paziente, riguarda una Disarmonia tra il Movimento Metallo (in Deficit) e il Movimento Legno (in Eccesso); il secondo quadro, più recente e di origine traumatica, il “colpo di frusta” che ha determinato un blocco nella circolazione di Sangue e Qi nei meridiani interessati. La precaria condizione del Fegato nella sua funzione di far circolare armoniosamente Sangue e Qi ha poi cronicizzato la condizione locale.

 

Diagnosi secondo la Medicina Tradizionale Cinese

Diagnosi secondo la Medicina Tradizionale Cinese : Blocco di Sangue e Qi nei Meridiani di Shoushaoyang, Zutaiyang, Zushaoyang, Shoutaiyang, Dumai; Carenza di Qi di Polmone che non controlla il Fegato.

 

Obbiettivo terapeutico

Disperdere localmente le zone dolenti e distalmente trattando i Meridiani colpiti, agire sul Fegato per promuovere la circolazione armoniosa del Qi e Sangue, stimolare la funzione di Polmone di catturare il Qi dell’aria e di rafforzare la Wei Qi. Mobilizzare e sciogliere le tensioni da spalle e collo.

 

DIARIO DELLE SEDUTE

 

14/10 La pz. ha voce tirata, mal di gola, ieri febbre 38C° dolore testa e spalle. Inizio, pz. seduta, con una frizione-massaggio-impastamento del muscolo trapezio e dei muscoli del collo.

Pressioni Shiatsu sulle tre linee verticali da V10 a V12, da VB20 a VB21, da DM16 a DM14.

Moxa su IT3 (punto di “apertura del Du Mai, punto di tonificazione del meridiano di IT, incrementa l’energia del Tay Yang, il primo ostacolo alla penetrazione delle Energie cosmo patogene nel corpo), TR5 (muove l’Energia nel collo, disostruisce il Meridiano, sottomette lo Yang del Fegato, efficace negli attacchi da Energia Perversa Freddo ed Energia Perversa Caldo), VB34 (rinforza i tendini, disostruisce il Meridiano, miorilassante, sottomette l’Energia ribelle del Fegato e ne promuove la libera circolazione), F3 (promuove la circolazione di Sangue ed Energia).

 

17/10 La pz. accusa dolori alla testa e alle braccia e muco ai bronchi.

Lingua umida, patina spessa e grassa.

Al controllo dei punti Mu , F e VB molto dolorosi.

Riequilibrio energetico dei Meridiani F e VB.

Pz. seduta : leggera frizione e impastamento trapezio, collo, braccia.

Pressione Shiatsu più Moxa sui punti V10 V11 V12, VB20 VB21, DM14 DM15 DM16.

Moxa TR5, VB34, ST40 (elimina il Flegma da tutto il corpo) V63 (punto ximdel meridiano di vescica elimina le ostruzioni), F3.

 

24/10 La pz. nell’ultima settimana non ha sofferto di mal di testa, si dichiara generalmente più rilassata. Non evaqua da circa 15 gg. . Oggi il lato sinistro (collo e spalla) molto dolorosi.

Durante il contatto noto che la pz. tende a respirare prevalentemente con il torace, inizio la seduta con degli esercizi per il respiro e di mobilizzazione del diaframma. Al termine la respirazione coinvolge uniformemente sia il torace che l’addome.

Riequilibrio energetico dei Meridiani di : P, GI, F.

Moxa TR5 IT3.

 

28/10 Oggi leggero dolore alle spalle che costringe al movimento. Da qualche giorno (3) intestino quasi regolare.

Lingua gonfia.

Mobilizzazione e stretching muscoli del collo e del diaframma. A.D.A. Rene particolarmente in vuoto. Riequilibrio energetico meridiano di Rene. Per casa esercizi di tretching muscoli del collo.

 

5/10 Dolore al basso ventre sx. Dolori alla testa quasi scomparsi, alle spalle “forse un ricordo del dolore”, ancora parestesie. Stitichezza 4 gg. Non ha fatto gli esercizi per paura.

Lingua normale.

Polsi dx. sx. tesi.

Mobilizzazione e stretching muscoli del collo, trattamento Shiatsu dei punti V10 -11-12 VB 20-21 DM 14-15-16 più tutti i punti sulla linea anteriore e posteriore del trapezio. Riequilibrio energetico dei meridiani di GI e P. Moxa VB34 IT3 V63 F3.

 

12/11 Durante la settimana qualche sporadico mal di testa apicale, ed ancora parestesie al braccio destro. Intestino pigro (ogni 2-3 gg.).

A.D.A. F, VB, GI, jitsu R, V, kyo. Riequilibrio energetico dei meridiani di GI, F e R. Moxa IT3 F3. Esercizi di stretching per casa.

 

19/11 La pz. ha fatto gli esercizi. Generalmente si sente di buon umore è “più controllata”. Qualche fastidio alla parte alta del trapezio. Soliti problemi di stitichezza.

Stretching dei muscoli del collo con tecnica di F.N.M. Mobilizzazione e stretching del diaframma. Riequilibrio energetico dei meridiani di GI - P - F - R.

 

26/11 Sabato e domenica forte mal di testa, crampi alle braccia, lunedì un dolore fortissimo localizzato all’apice della testa, lateralmente ed anche alla mandibola, nel pomeriggio andata dal neurologo il quale diagnostica un esito da attacco di panico e depressione. Consigliati anti depressivi e miorillassanti. Mangia poco e tende a dormire. Gusto amaro in bocca. La pz., da alcuni giorni, vive in stato di ansia perché il fidanzato ha vinto un concorso e dovrà trasferirsi a 1500 km. Di distanza.

Decido di non trattare collo e spalle per evitare un aumento dello stato ansioso. Trattamento Shiatsu e riequilibrio energetico dei meridiani di F, C, MC. Moxa F3 ST36 (tonifica l’Energia e il Sangue, fortifica l’organismo in generale, regola l’intestino), MC7 (esercita effetto sedativo, purifica il Fuoco del Cuore).

 

30/11 In questi giorni generalmente migliorata, qualche mal di testa e un dolore al petto. Intestino quasi regolare. La pz. ha deciso di lasciare il suo lavoro per seguire il suo fidanzato, con molta probabilità il prossimo sarà l’ultimo trattamento.

Mobilizzazione e stretching muscoli del collo, riequilibrio energetico dei meridiani di F e MC.

 

9/12 La pz. non ha avuto disturbi di rilievo anche se si sente nervosa, qualche pianto. Mangia di più.

Comincio la seduta con l’apertura della “piccola circolazione” MC6 - VC17, mobilizzazione e stretching del diaframma. Riequilibrio energetico dei meridiani di C - MC - F.

Dopo più di un anno la pz. ricontattata mi conferma che da allora non ha più avuto disturbi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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