Questo sito contribuisce alla audience di

La respirazione

La respirazione è quell’atto volontario che ci permette di vivere, che alimenta il nostro corpo e la nostra psiche. Da una corretta respirazione si può avere un corpo e una psiche sana, perché prendiamo dall’universo quell’energia cosmica che è la vera essenza della nostra vita. Purtroppo noi occidentali abbiamo perso l’abitudine di curare quest’importante funzione e stressiamo sempre di più il nostro organismo con respirazioni scorrette, con ansia e nevrosi che non ci fanno respirare in modo scorretto. Ma si può correggere questo stato di cose? Certamente si.

Respirazione “Vegetativa”.
Nel mondo delle tecniche di respirazione, una delle più importanti è quella
“vegetativa.”
La tecnica è molto semplice: ci si posiziona sulla sedia, busto eretto e staccato dalla spalliera, gambe leggermente divarica, in linea con le spalle, mani aperte poggiate sulle ginocchia.
Gli occhi possibilmente chiusi e le fasi inspiratorie ed espiratorie debbono avere uno stesso ritmo.
Cominciamo a controllare il nostro respiro.
Se la nostra inspirazione è più lunga dell’espirazione, significa che siamo individui fortemente emotivi, aperti a tutti gli stimoli esterni, se al contrario è l’espirazione più lunga, vuol dire che abbiamo un maggiore controllo della nostra emotività e che riusciamo a farci condizionare poco dagli avvenimenti che ci circondano.
Ognuno di noi può fare questo controllo sullo stato emotivo è molto semplice.
Ci si sdraia sul letto o su un tappeto, gambe divaricate, una mano sull’addome e una sul petto.
Si comincia a respirare in modo naturale, senza apnea, in questa maniera possiamo vedere se il movimento delle mani è più lungo nell’inspirazione o nell’espirazione.
Possiamo anche in questo modo controllare se la nostra respirazione è di pancia o di petto, se il nostro addome si mobilizza, questo è molto importante come vedremo in seguito e se la nostra apertura polmonare è sufficiente.
Quindi controllando una corretta fase, ispirazione-espirazione, possiamo osservare il nostro stato emotivo e tenere sotto controllo l’ansia, ritmando in uguale misura le due fasi.
Il nostro neurovegetativo può essere perfettamente equilibrato alla nascita, ma perdere quest’equilibrio per errori alimentari e cause emotive.
Cosa vuol dire “respirare”.
Per comprendere meglio il significato di una respirazione controllata, dobbiamo capire che nella fase inspiratoria, introduciamo nel nostro organismo l’energia, il Qi per i Cinesi, il KI per gli Indiani chiamato anche Prana, ma che resta sempre energia cosmica che invade tutti i nostri organi e che permette loro un funzionamento corretto, per effetto di una rigenerazione dei tessuti.
La respirazione ritmata permette la diffusione in tutti i meridiani dell’energia, operando su quei punti bloccati che non permettono un corretto flusso vitale del Qi.
Altro importante beneficio che si ha in una corretta respirazione, è il controllo dell’emotività.
L’emotività.
Vediamo cosa significa emotività: l’emotività consiste nel reagire in modo incontrollato agli stimoli esterni cui partecipiamo, facendoci assumere un comportamento che esce dal razionale e che si trasforma in ansia a volte incontrollata. Questo stato ci fa perdere completamente il controllo della nostra respirazione, con stati di apnea che influisce sulla circolazione accelerando e alterando i battiti del cuore.
Un accelerazione della circolazione ottenuta per l’effetto congiunto di inspirazione profonda e agitazione e motiva, può provocare grave malessere o addirittura un collasso, perché il cuore è oppresso e il neurovegetativo in disordine.
Respirare camminando.
Altra metodo respiratorio e quello della respirazione in movimento.
Il ritmo inspirazione-espirazione deve essere sempre uguale, si contano i passi, e si comincia inspirando ogni tre passi ed espirando dopo altri tre. Man mano che si acquisisce il ritmo non è più necessario contare i passi, perché tutto avverrà naturalmente.
Camminando, ma anche stando distesi, possiamo controllare il nostro stato emotivo, raddoppiando l’espirazione in rapporto con l’inspirazione. Possiamo contare tre passi per l’inspirazione e sei per l’espirazione, in questo modo si passa da uno stato d’agitazione a quello di calma.
Per portarci ad uno stato di reazione, quando ci sentiamo energeticamente deboli, privi di vitalità con pochi istinti reattivi, la respirazione deve essere contraria, sei e tre passi per il ciclo inspirazione-espirazione. Da distesi basta contare da uno a sei, poi anche senza la conta prenderete un ritmo uniforme.

Ultimi interventi

Vedi tutti