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La malattia diabetica. Parte 4a.

La malattia diabetica: etiopatogenesi ed esperienze cliniche. "Una diagnosi precoce, adeguati schemi terapeutici, precise norme alimentari, fanno sì, che attualmente il diabete sia una affezione di relativo facile controllo". P. Brunetti, 1987

Agopuntura: 2-6Rn, 17V, 6Rt, 22V.

Farmacoterapia cinese: Si sono impiegate tisane sul modello delle formulazioni (vedi sopra) Xia Ke Wan o Liu Wei Di Huang Wan (quest’ultima in estratto secco). Le decozioni sono state fatte assumere bis in diem e gli estratti alla dose media di 3 g. in due dosi refratte.

Fitoterapia: Eucalyptus, Arctium lappa, Achillea, (5 gocce di ciascuno), con aggiunta di Hamamelis Virginiana (15 gocce). La somministrazione è sempre stata bis in diem.

I risultati sono stati positivi in tutti i pazienti trattatti, sopratutto sotto il profilo funzionale. Variazioni significative si sono registrate nel profilo glicemico e nel controllo metabolico. Non si sono mai registrati effetti collaterali o indesiderati.

A partire dal Marzo 1993 abbiamo ripreso lo studio della “retinopatia diabetica” sotto due aspetti complementari.

Da una parte valutazione (in tutte le osservazioni conseguenziali in 3 mesi) della possibile connessione fra etiopatogenesi e quadri differenziati a sfondo essuditavo o emorragico. Crediamo, infatti, che il primo tipo sia più tipico delle forme ad etiologia alimentare con umidità-calore della rata, il secondo legato a turbe psichiche (qi qing) con compressione del qi del fegato.

Inoltre valutazione (con sofisticate metodiche funzionali) della reattività retinica al trattamento in agopuntura e fitoterapia.

Infine studio (con controlli trisettimanali) delle variazioni della glicemia, emoglobina glicosilata, insulinemia, fibrinogenemia, lipemia totale e frazionata, c-peptide.

I dati sono analizzati dopo un anno di terapia.

L’esame clinico ha riguardato 17 individui consecutivi (10 uomini e 7 donne, di età media pari a 47,8 anni) e la concordanza fra dati tradizionali e forma retinopatica (essudativa o emorrargica) è stata molto significativa (14 casi, pari al 82,3%). Il trattamento agopunturistico e fitoterapeutico ha riguardato 7 pazienti, 5 uomini e 2 donne, di età compresa fra i 45 ed i 67 anni (media 56 anni), 4 con forma essudativa e 3 con forma emorrargica. Le sedute sono state settimanali per un totale di 24 (sei mesi). Per quanto concerne la fitoterapia si sono impiegate decozioni con droghe cinesi nei primi tre mesi e nei successivi nove piante occidentali (secondo la natura e il sapore). Questa scelta terapeutica è stata motivata dall’elevato costo dei fitoprincipi cinesi. Nessun paziente ha abbandonato lo studio e non si sono registrati effetti collaterali degni di nota. I controlli oculistici sono stati ambulatoriali ed extraospedalieri, quelli ematochimici e diabetologici condotti presso il Centro Antidiabetico della Ussl 06 de l’Aquila (Aiuto Responsabile Dott. R. Iannarelli).

Per quanto riguarda la valutazione dopo tre mesi (periodo di trattamento con piante cinesi) abbiamo avuto:

Sotto il profilo soggettivo:

5 pazienti (71,4%) con netto miglioramento dell’acuità visiva,
1 (14,3%) con miglioramento lieve,
1 (14,3%) con stazionarietà.
Sotto il profilo strumentale:

4 pazienti (57,1%) stazionari,
3 (42,9%) con miglioramento lieve.
Assetto metabolico:

5 pazienti (71,4%) con variazioni non significative,
2 (28,6%) con variazione significativa e riduzione della dose di ipoglicemizzanti orali (sulfaniluree e/o biguanidi).
Al sesto mese (sospensione dell’agopuntura) ed alla fine della terapia (fase di inserimento di principi vegetali occidentali ed abolizione delle erbe cinesi) abbiamo registrato:

Sotto il profilo soggettivo:

3 soggetti (42,8%) con netto miglioramento dell’acuità visiva,
1 soggetto (14,3%) con miglioramento lieve,
3 soggetti (42,8%) con acuità invariata.
Sotto il profilo strumentale:

5 pazienti (71,4%) stazionari,
1 paziente (14,3%) miglioramento rilevante,
1 paziente (14,3%) miglioramento lieve.
Assetto metabolico:

4 pazienti (57,1%) variazioni non significative,
3 pazienti (42,8%) variazioni significative con riduzione della dose insulinica (in media 4 Unità) o degli ipoglicemizzanti orali.
Il campione molto limitato e l’ampia segregazione dei risultati non consentono valutazioni definitive. Tuttavia appare evidente l’efficacia (come terapia d’appoggio a quella sostitutiva o farmacologica) dell’agopuntura e della fitoterapia (sia con principi cinesi che occidentali). In futuro sarà necessario disegnare studi più rigorosi, con corti suddivise in gruppi più omogenei, versus placebo in “cross-over”, onde avere risultati più probativi.

Siamo tuttavia soddisfatti, anche nei limiti enunciati, della nostra ricerca, sviluppata con criteri abbastanza rigorosi e ripetibili e su una patologia di scarsa frequentazione (in Europa) quando si parla di MTC.

C. DI STANISLAO - Gruppo San Li; - Roma

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