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Rimedi famosi della farmacopea cinese: IL GINSENG.

La farmacologia tradizionale cinese si avvale di migliaia di rimedi naturali, quasi tutti provenienti dal mondo vegetale. Ogni parte della pianta viene utilizzata dai medici cinesi in modo specifico. Ad esempio, i fiori si utilizzano per curare malattie delle parti alte del corpo e limitate alla porzione superficiale (raffreddori, cefalea, ecc.), mentre le radici servono a curare squilibri più "profondi", legati a patologie degli organi interni.

Alcuni dei rimedi della farmacopea cinese hanno goduto sin dal passato di una particolare rinomanza in Occidente, anche per l’eco della considerazione che nel paese d’origine veniva loro tributata. Certo uno dei più famosi e preziosi (anche economicamente parlando) dei farmaci cinesi è la radice di Ginseng. In cinese viene chiamata ren shen, che significa letteralmente “radice uomo”, probabilmente per la sua forma particolare che ricorda un corpo umano, ma verosimilmente anche perché viene considerata un potentissimo tonico generale per tutto l’organismo.

La proprietà principale del Ginseng è quella di tonificare fortemente le energie del corpo. Per questa ragione viene prescritto per diverse situazioni di debolezza profonda. Per rendersi conto della sua efficacia, si pensi che la radice di Ginseng da sola, in dosi abbastanza elevate, viene usata efficacemente negli stati di shock emorragico. Una celebre ricetta della tradizione cinese, preparata decuocendo ben 30 grammi di radice di Ginseng, veniva chiamata “decotto del figlio che non ritorna”. Si dice infatti che il decotto venne somministrato ad un padre anziano, in fin di vita, per sostenerlo finché il figlio, lontano da casa per una delle lunghe corvée richieste dagli antichi Imperatori, potesse tornare a casa per riabbracciarlo un’ultima volta. La tintura alcolica è particolarmente efficace come tonico cardiaco.

Studi moderni hanno evidenziato un’azione dei componenti del Ginseng sul Sistema Nervoso Centrale, dove manifestano un’azione di tipo adattogeno, cioè modulano lo stato di eccitazione dei neuroni centrali in modo da favorire una risposta ottimale agli stimoli esterni e interni. Per questa ragione il Ginseng gode fama di rimedio antistress e di “stimolante” naturale, anche se in realtà il manifestarsi di un effetto risvegliante dipende dalla specifica situazione di chi lo assume. Come spesso avviene negli studi farmacologici sulle erbe, gli effetti della somministrazione di estratto della radice di Ginseng hanno mostrato effetti contraddittori a seconda della dose e della situazione particolare del soggetto. Pare comunque accertato che l’assunzione di Ginseng abbia alcuni importanti effetti terapeutici:


















aumenta notevolmente le resistenze dell’organismo ai fattori di stress, compresa l’esposizione a temperature ambientali estreme


migliora la risposta all’insulina in pazienti affetti da diabete di grado lieve


migliora l’appetito


aumenta la resistenza alla fatica


allevia la stanchezza.


Le virtù del Ginseng sono state attribuite al suo contenuto di saponine specifiche - i ginsenosidi - che possiederebbero effetti tonici e cardiovascolari. Tuttavia le componenti interessanti di questa radice sono numerosissime e non si può escludere che sia piuttosto una combinazione di diversi effetti a conferire al rimedio proprietà così particolari. Se si considera la larghissima diffusione e la forte spinta pubblicitaria, verrebbe da pensare che chiunque possa trarre beneficio dal consumo di Ginseng. In realtà tuttavia esistono delle precise indicazioni e delle controindicazioni.












Il Ginseng fa bene alle persone che soffrono di stanchezza cronica, che sono anemiche o ipotese. Ad esempio è un buon rimedio per il puerperio e può prevenire in parte la depressione post-partum.


E’ utile per i diabetici, per chi fa lavori pesanti o in ambienti climaticamente disagiati, per gli sportivi.


Può essere utile anche per chi vive in situazioni di stress emozionale, ma con alcune cautele, dal momento che questi soggetti si trovano spesso in condizioni di continua sovreccitazione.


Per quanto riguarda le controindicazioni, in particolare non deve essere assunto dai soggetti affetti da ipertensione grave (con valori sistolici maggiori di 180 mmHg), da chi soffre di ulcera duodenale e di insonnia grave. L’assunzione di dosi eccessive o da parte di soggetti che non presentino le indicazioni per l’uso può condurre a cefalea, insonnia, palpitazioni e aumento della pressione arteriosa. Nel corso di una terapia con Ginseng è inoltre preferibile non bere tè o caffè e non mangiare rape, in quanto queste sostanze possono aumentare la tossicità dell’erba.

Dott. A. Bernini

http://www.benessere.com

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