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Emicrania

La terapia del dolore è uno dei domini dell'agopuntura, senza che spesso comunque ci sia una solida prova scientifica della sua efficacia. Questa situazione vale anche per il mal di testa. Una recente autorevole analisi di tutti gli studi pubblicati fino al 2001 afferma che la qualità degli studi è ancora insufficiente per trarre conclusioni definitive e che c'è urgenza di studi ben organizzati che includano anche un numero sufficientemente alto di pazienti.

Questo studio britannico pubblicatoonline sul British Medical Journal aggiunge nuova evidenza in favore dell’agopuntura. 400 pazienti sofferenti di cefalea cronica (la grande maggioranza di emicrania) sono stati assegnati casualmente a ricevere solo la ‘terapia standard’ (cioè spesso non specifica, come somministrata da non specialisti del britannico National Health Service) oppure la terapia standard più l’agopuntura che è stata praticata circa una volta a settimana per tre mesi. Alla valutazione eseguita dopo un anno tramite un diario compilato dai pazienti stessi, si è osservato un effetto terapeutico più sostenuto in chi aveva ricevuto l’agopuntura (espresso come riduzione di un punteggio che misura frequenza e intensità del dolore: 34% riduzione nei trattati verso una riduzione del 16% nei non trattati con agopuntura). Una (modesta) riduzione anche dei giorni con cefalea: 2 giorni di cefalea in meno al mese in pazienti che comunque continuavano a soffrire di cefalea in media un giorno su tre. Lo studio continua la scia di pubblicazioni che sostengono l’agopuntura ma che comunque lasciano molti dubbi sulla reale efficacia dell’agopuntura come principio terapeutico e sono gli stessi autori dello studio che ammettono nella discussione dei risultati di non poter escludere un effetto di suggestione (placebo), in quanto non è stato effettuato un valido controllo. I pazienti di controllo infatti non sono stati trattati con agopuntura simulata in cui si applicano aghi in modo casuale per escludere che sia solo la suggestione ad es. delle ripetute punture a determinare l’effetto. Ci si chiede perché. Forse temendo il risultato? Gli autori del resto appartengono a istituzioni che praticano ‘medicine alternative’ tra cui l’omeopatia, uno degli autori è titolare di un ambulatorio privato in cui si pratica l’agopuntura (oggi i giornali sono molto attenti ad almeno dichiarare questi ‘conflitti di interesse’) . Gli autori affermano inoltre che, anche se fosse suggestione, non sarebbe importante, in quanto la suggestione fa parte della pratica clinica. Può essere anche pragmatico questo atteggiamento. Ma non è scienza, in quanto la scienza chiede sempre una prova chiara e la spiegazione più esatta possibile di quello che si pratica. In un disturbo come l’emicrania, in cui notoriamente sono molto influenti l’effetto placebo e la percezione soggettiva del dolore, è difficile valutare il reale significato di un modesto miglioramento in chi ha avuto tre mesi di terapia settimanale e alla fine è chiamato ad una autovalutazione del dolore percepito. Saranno interessanti (anche se sicuramente oggetto di nuova discussione) i dati di un grande studio tedesco in via di conclusione in cui il comitato scientifico è composto sia da neurologi esperti di emicrania sia da medici esperti in agopuntura e che confronta in 1000 pazienti 1) agopuntura secondo le regole, 2) agopuntura simulata, 3) farmacoprofilassi convenzionale (esiste una solida evidenza scientifica a favore ad es. dei beta-bloccanti che in media riducono del 50% le giornate con emicrania).

informazioni, aggiornamenti e weblog di neurologia e neuroscienze a cura del
Dr. Reinhard Prior, Specialista e Docente Universitario di Neurologia

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