Questo sito contribuisce alla audience di

Scritture contabili

L'operatore agrituristico, a prescindere dall’esercizio o meno della facoltà di opzione per il regime ordinario, deve tenere le scritture contabili previste per la determinazione del reddito di impresa.

Scritture contabili

L’operatore agrituristico, a prescindere dall’esercizio o meno della facoltà di opzione per il regime ordinario, deve tenere le scritture contabili previste per la determinazione del reddito di impresa.

In ogni caso deve tenere in regola i seguenti registri preventivamente numerati e bollati dall’ufficio IVA competente:

registro dei corrispettivi dove vanno annotati gli incassi provenienti dai servizi prestati. L’annotazione va fatta entro il giorno non festivo successivo a quello in cui sono state percepite le somme. Se il registro è tenuto in luogo diverso da quello in cui si svolge l’attività le annotazioni vanno eseguite sul posto su un registro di prima nota. Nel caso di vendita diretta dei prodotti il registro dei corrispettivi deve essere tenuto nel luogo di vendita
registro di carico e scarico delle ricevute fiscali dove vanno annotati i blocchetti delle ricevute fiscali – da acquistare presso i rivenditori autorizzati - entro il giorno successivo a quello del loro acquisto e, comunque, prima del loro uso.
L’operatore agrituristico che abbia optato per il regime ordinario deve tenere anche:

registro degli acquisti dove vanno annotate in ordine progressivo, entro il 15 del mese successivo a quello in cui se ne è venuti in possesso, le fatture relative ai beni acquistati per lo svolgimento dell’attività. Dalla registrazione devono risultare la data della fattura o bolletta, il numero progressivo ad essa attribuito, la ditta o ragione sociale del cedente dei beni o servizi, ovvero nome e cognome se non si tratta di impresa, l’ammontare imponibile e l’importo dell’imposta
registro dei beni ammortizzabili in cui vanno annotate le quote di ammortamento dei beni mobili e immobili necessari per svolgere l’attività.
Gli operatori agrituristici, inoltre, devono rilasciare ricevuta fiscale per l’introito ricavato da ogni attività svolta.
L’imprenditore che opti per il regime ordinario sia per l’agricoltura che per l’agriturismo può tenere una contabilità unica oltre al registro dei corrispettivi specifico per l’agriturismo.
L’aliquota IVA è pari al 10% per il pernottamento, la ristorazione e il campeggio ed è pari al 20% per le altre prestazioni.
La ricevuta va compilata in duplice copia: l’originale resta all’operatore e va inserito nel registro dei corrispettivi, la copia va consegnata all’ospite. Nella ricevuta occorre indicare:

nome, partita IVA e codice fiscale di chi la emette
descrizione della prestazione per la quale è emessa
importo incassato comprensivo dell’IVA
nome dell’ospite fruitore.
Nel caso in cui l’ospite versi un acconto è necessario compilare la ricevuta per la somma incassata.
Al momento del saldo ne verrà emessa un’altra che farà riferimento alla precedente.
Su richiesta dell’ospite, l’azienda può emettere anche regolare ricevuta-fattura fiscale al termine della prestazione.
Le aziende che prestano servizi, quali la semplice consumazione di panini o di bevande, o prestazioni tipo bar, devono munirsi di un registratore di cassa omologato in quanto, limitatamente a questi servizi per i quali non è previsto un servizio al tavolo, devono rilasciare, al posto della ricevuta, lo scontrino fiscale.
Gli importi degli scontrini fiscali devono essere sommati giornalmente a chiusura della cassa e riportati in uno scontrino unico. L’importo di quest’ultimo, insieme agli incassi risultanti dalle ricevute fiscali, va annotato nel registro dei corrispettivi entro il giorno successivo.
Gli scontrini fiscali non sono detraibili né dall’IRPEF né dall’I.V.A.

IVA
Comunicazione all’ufficio IVA
L’operatore agrituristico, entro 30 giorni dall’ottenimento dell’autorizzazione comunale per l’esercizio dell’attività, deve comunicare all’Ufficio IVA nella cui circoscrizione si trova il suo domicilio fiscale, che alla partita IVA della azienda corrisponde, oltre alla attività agricola anche quella agrituristica.
L’Ufficio IVA autorizza l’imprenditore all’uso dello stesso numero pur rimanendo separata la contabilità.
Nella dichiarazione occorre specificare:

gli estremi dell’iscrizione nell’elenco regionale degli operatori agrituristici e dell’autorizzazione per l’esercizio dell’attività

il volume d’affari che presume di realizzare annualmente

il luogo o i luoghi adibiti ad agriturismo

il codice corrispondente all’attività esercitata desumibile da una tabella disponibile presso ogni Ufficio.

Liquidazioni
Nel caso del regime forfetario l’imprenditore deve versare il 50% dell’IVA incassata relativa alle operazioni imponibili, nel caso in cui l’imprenditore abbia optato per il regime ordinario l’imposta da versare è determinata sulla base della differenza tra IVA pagata (come risulta dal registro degli acquisti) e IVA riscossa (come risulta dai registri dei corrispettivi e dalle fatture).
Le liquidazioni dell’IVA vanno effettuate mensilmente; se il volume d’affari lo consente (fino a 360 milioni) è possibile optare, al momento della comunicazione di inizio attività o nella dichiarazione annuale, per la liquidazione trimestrale dell’imposta.

IRPEF
Il regime forfetario, per determinare il reddito imponibile, stabilisce che all’ammontare dei ricavi, al netto dell’I.V.A., venga applicato un coefficiente di redditività pari al 25%.
Nel caso che il contribuente abbia optato per il regime ordinario incorre nell’obbligo di eseguire tutte le operazioni della contabilità ordinaria. Dal reddito imponibile è possibile detrarre le quote di ammortamento relative ai costi sopportati per l’acquisto di beni strumentali, sia mobili sai immobili, necessari per lo svolgimento dell’attività come risultano dal registro dei beni ammortizzabili.
Per quanto riguarda le costruzioni strumentali per lo svolgimento delle attività agricole, compreso l’agriturismo, non sussiste l’obbligo di dichiarazione in quanto mantengono il requisito della ruralità.

IRAP
L’IRAP, introdotto con decreto legislativo n. 446 del 1997, grava su tutti i produttori titolari di reddito agrario che abbiano conseguito un volume d’affari superiore a 5 milioni o a 15 milioni per le zone montane.
Per il settore agricolo è stata prevista un’introduzione graduale della tassa. La finanziaria del 2001 ha fissato l’aliquota all’1,9% per il 2000 e al 2,5% per i periodi successivi di imposta per determinare la base imponibile variano a seconda che si tratti di società (di capitali o di persone) o di imprese individuali che calcolano il reddito d’impresa in regime di contabilità ordinaria o avvalendosi del regime forfetario.
Nel primo caso la base imponibile è data dalla differenza tra valore e costo della produzione. Nel secondo caso la base imponibile è determinata sulla base della differenza tra l’ammontare dei corrispettivi e l’ammontare degli acquisti soggetti a registrazione IVA (circolare ministeriale n. 141/E del 4 giugno 1998).

T.A.R.S.U.
La tassa sui rifiuti solidi urbani (T.A.R.S.U.) è stata introdotta dal decreto legislativo n. 507/93. La determinazione
di tale tassa deve fare riferimento alla realtà dei fatti e alla qualità e quantità effettiva dei rifiuti
prodotti. Alcune Amministrazioni Comunali hanno individuato per l’agriturismo una specifica tariffa
che tiene conto delle peculiarità di detta attività, altre invece hanno attribuito tariffe analoghe a quelle della categoria esercizi pubblici e ristoranti, o alberghi e pensioni; o come categoria abitazioni e residenze; o come categoria magazzini e depositi. Per quanto riguarda la tassa sui rifiuti solidi urbani è data facoltà ai Comuni di escludere dal pagamento i fabbricati rurali adibiti ad abitazione, situati in zone agricole e utilizzati da agricoltori. L’esenzione può riguardare l’abitazione e le pertinenze ma non gli altri locali.

UTIF
Il diritto annuale di licenza per poter somministrazione o vendere vino, birra e altre bevande alcoliche deve essere pagato solo da coloro che negli ultimi 5 anni hanno ottenuto una produzione media pari o superiore a 1000 hl.
La L. n. 448 del 1998 ha soppresso l’obbligo, precedentemente esistente, di pagamento dell’UTIF per i piccoli produttori che vendono o somministrano alcolici e birra anche se non prodotti in azienda. Pertanto anche le aziende agrituristiche che rientrano nella categoria dei piccoli produttori, con una produzione inferiore a 1000 hl negli ultimi 5 anni, non sono tenute al pagamento anche se somministrano vino non prodotto in azienda, birra o altri alcolici.

SIAE
Coloro che, nella propria azienda agrituristica, intendono diffondere musica e spettacoli attraverso strumenti quali radio, televisione, stereo, ecc. o organizzare intrattenimenti danzanti, spettacoli musicali sia a titolo gratuito che a pagamento devono chiedere il permesso alla locale sede della SIAE e pagare i relativi diritti. La somma varia in relazione al tipo di attività. Terranostra ha stipulato una apposita convenzione con la SIAE che prevede sconti e condizioni particolari per le aziende agrituristiche.
La convenzione può essere richiesta agli uffici di Terranostra Nazionale.