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  • Cortisone utilizzo - effetti

    Il cortisone è un ormone Chimicamente è un corticosteroide di formula C21H28O5 - IUPAC name: 17-hydroxy-11-dehydrocorticosterone - strettamente correlato al corticosterone Cortisone e adrenalina sono ormoni rilasciati nel sangue dalle ghiandole surrenali in situazioni di stress. Essi elevano la pressione arteriosa e preparano l’organismo alla reazione di lotta o fuga. Il cortisone è il precursore inerte della molecola del cortisolo. Esso viene attivato per deidrogenazione del 11-cheto gruppo mediante un enzima chiamato 11-beta-steroide-deidrogenasi. La forma attiva del cortisolo è detta anche idrocortisone.

  • Tossicita da Farmaci e Gestione di un fallimento terapeutico

    La tossicità a breve, medio e lungo termine, dei farmaci antiretrovirali attualmente disponibili sta diventando un problema centrale. Nuovi effetti collaterali e nuove tossicità specifiche per ogni farmaco utilizzato o per le diverse classi farmacologiche vengono continuamente segnalati e descritti, al punto che sarebbe difficile realizzare, in questo documento, una trattazione esauriente di una materia così vasta e in continua espansione. Per questo motivo, è stato ritenuto più opportuno limitarsi ad elencare - nell’Allegato 1 - gli effetti collaterali e gli eventi avversi più gravi di frequente riscontro clinico, mentre si sollecita la continua consultazione degli aggiornamenti dellepubblicazioni ufficiali delle autorità regolatorie italiane, europee ed americane, oltre che la consultazione di siti web che riportano in tempo reale quanto viene segnalato nella letteratura mondiale e dalle stesse industrie farmaceutiche.

  • resistenze e HIV

    Le resistenze di HIV ai farmaci antiretrovirali Il problema della comparsa di resistenze nei confronti dei farmaci antiretrovirali è di estrema attualità. Si tratta di un fenomeno complesso che difficilmente si presta a semplificazioni eccessive. Lo studio delle resistenze sta rapidamente passando dalla fase puramente sperimentale alla applicazione nella pratica clinica e sono stati messi a punto numerosi test commerciali per studiare e controllare il fenomeno, mentre sia il Department of Health and Human Services statunitense (1) sia l’IAS-USA hanno recentemente emanato delle linee guida sull’uso di questi test (2). Tuttavia, forse proprio per questa rapidissima evoluzione conoscitiva, bisognerà che i test per le resistenze di HIV divengano uno strumento per l'ottimizzazione e l'auspicata individualizzazione della terapia, evitando che possano trarre in inganno il clinico pratico, come una bussola in prossimità di un magnete, e lo inducano a decisioni che potrebbero avere esito negativo sia per il paziente che per la preservazione del limitato serbatoio di farmaci disponibili. Pur se oggi si dispone di molti più farmaci che in un recente passato, il loro numero non è però amplissimo e non dovrebbero essere disponibili a breve nuove molecole indirizzate ad altri bersagli del ciclo replicativo dell'HIV (ad esempio inibitori dell'integrasi ed antagonisti dei recettori chemochinici), tanto che si comincia già a studiare la possibilità di un "riciclo" di alcuni farmaci.

  • Inibitori d'ingresso dell'HIV

    Gli inibitori d'ingresso ( entry inhibitors ) prevengono l'entrata del virus HIV nelle cellule T dell'organismo. Alcuni inibitori hanno come target le proteine gp120 o gp41 sulla superficie del virus HIV. Altri inibitori si legano invece alla proteina CD4 o ai recettori CCR5 o CXCR4 sulla superficie delle cellule T.

  • Complicanze neuropsichiatriche dopo switch a efavirenz+tenofovir

    Rapida comparsa complicanze neuropsichiatriche dopo switch a efavirenz+tenofovir: a proposito di 9 casi

  • hiv cancro e dolore oncologico

    Il trattamento del dolore da cancro si basa sull’utilizzo di farmaci analgesici secondo i criteri della “scala degli analgesici” dell’OMS che fornisce un approccio a stadi sull’uso di questi farmaci: utilizzando tali criteri l’88% dei pazienti controlla efficacemente il proprio dolore. La morfina orale è l’oppiaceo di 1° scelta per il dolore severo da cancro e la forma a rilascio immediato somministrata ogni 4 ore cede il posto a quella a rilascio modificato, una volta stabilita la dose giornaliera efficace. La risposta agli oppioidi presenta un’ampia variabilità individuale e il grado di analgesia spesso non è correlato ai tassi ematici raggiunti. Pertanto la dose deve essere stabilita per il singolo paziente (DsF 1/99 pag. 5-13).

  • Sindrome Infiammatoria da Immunoriconstituzione

    La sindrome infiammatoria da immunoricostituzione (immune reconstitution inflammatory sindrome – IRIS) era, dieci anni fa, più un concetto che una realtà clinica. Da allora, con la progressiva disponibilità della HAART, la storia naturale dell’infezione da HIV è cambiata. Con il tempo si è compreso che la HAART, in alcuni pazienti, può scatenare una reazione infiammatoria patologica diretta verso microbi evidenti a livello subclinco o precedentemente causa di infezioni opportunistiche. La risposta infiammatoria, definita appunto Sindrome infiammatoria da Immunoricostituzione, può manifestarsi con un ampio spettro di condizioni cliniche che variano dal peggioramento di infezioni opportunistiche (OI) già trattate, alla comparsa atipica di infezioni opportunistiche o allo sviluppo di una patologia autoimmune come la malattia di Grave.

  • DISTONIA

    La distonia è un disturbo del movimento caratterizzato da contrazioni muscolari involontarie, che costringono alcune parti del corpo ad assumere posture o movimenti anormali e spesso dolorosi. La distonia può colpire qualunque parte del corpo, ad esempio le braccia, le gambe, il tronco, il collo, le palpebre, il viso o le corde vocali. In ordine di prevalenza è il terzo tra i disturbi del movimento più diffusi, dopo la malattia di Parkinson e i tremori. La distonia colpisce circa 20.000 persone in Italia, circa 300.000 nell'America del nord. La distonia non discrimina: colpisce tutte le razze e tutti i gruppi etnici. La distonia non è infettiva né contagiosa. La distonia non è una malattia terminale ma, specialmente nelle forme più gravi, è fortemente invalidante e può modificare in maniera sostanziale la qualità della vita di chi ne soffre. Le distonie che colpiscono una sola parte del corpo si dicono focali e sono anche conosciute con nomi comuni particolari: Nome comune Regione colpita Blefarospasmo Palpebre Torcicollo spasmodico Collo Sindrome di Meige Faccia e bocca Crampo dello scrivano (o del musicista ecc.) Arto superiore Disfonia spasmodica (o "spastica") Corde vocali Anismo Muscolo pubo-rettale

  • Viremia

    Come tutti sanno, nella maggior parte delle persone con infezione da HIV sottoposte a terapia antiretrovirale, ad una diminuzione di viremia plasmatica (successo virologico) corrisponde un aumento di cellule CD4 nei i 3-6 mesi seguenti. Una percentuale dei pazienti però (tra il 5 e il 27%) continua ad avere un numero di CD4 basso (insuccesso immunologico), nonostante abbia carica virale bassa per un lungo periodo di tempo. Fonte: Delta n. 24

  • Statine

    La scoperta di questi farmaci ha destato un grande entusiasmo proprio per il successo che hanno ottenuto in numerosi studi clinici. Il principio d'azione di cui si avvalgono le statine si basa, in breve, su un'attività diretta a ridurre la sintesi del colesterolo endogeno. Questo processo di sintesi avviene normalmente nel fegato e le statine agiscono inibendo (ostacolando e riducendo) l'attività dell'enzima HMG-CoA reduttasi (Hidrossi-Metil-Glutaril-Coenzima A-reduttasi) che, in pratica, è un enzima necessario e indispensabile, senza l'intervento del quale, la sintesi del colesterolo non può avvenire. Le statine appaiono molto efficaci proprio perché il loro effetto di riduzione della colesterolemia si realizza soprattutto a carico della frazione del colesterolo LDL, cioè, come si è detto, riducono il "colesterolo cattivo" a vantaggio di quello "buono". Va detto che questi farmaci non sono privi di effetti collaterali soprattutto a carico del fegato e, in ogni caso, la decisione di assumere un farmaco di questo genere va, più che mai, riservata al medico di famiglia, che dopo attenti accertamenti e con la consulenza di un centro specializzato, potrà intraprendere il cammino del trattamento