Il counselling

Il counselling nell'infezione da HIV e nell'AIDS Giorgio G. Bellotti, Marco L. Bellani Milano, Mc Graw Hill, 1997, £ 70.000, pp. 800

Come sottolineano Giorgio G. Bellotti e Marco L. Bellani, co-autori insieme a molti altri illustri colleghi di questo corposo ed esauriente testo sul ‘counselling’ nell’infezione da HIV e nell’AIDS, questo lavoro viene pubblicato in un momento particolare della storia dell’infezione stessa. Da quando nel 1981 i Center for Disease Control (CDC) di Atalanta segnalarono i primi casi negli Stati Uniti, l’infezione da HIV ha assunto le dimensioni di una vera e propria epidemia divenendo nei paesi industrializzati la seconda causa di morte nei soggetti maschi di età compresa tra i 20 e i 40 anni, anche in virtù dell’aumentata incidenza dei casi attribuibili a trasmissione eterosessuale.

Oggi, in conseguenza del miglioramento dell’assistenza e della disponibilità di farmaci sempre più efficaci nel rallentare il decorso della malattia, l’AIDS non può più essere considerata un’affezione acuta a esito rapidamente fatale, ma deve piuttosto essere catalogata tra le malattie croniche a prognosi infausta.

La comunità scientifica e sanitaria internazionale ha riconosciuto al counselling un ruolo di primaria importanza come strumento di lotta contro l’infezione e la malattia da HIV, annoverandolo tra le strategie da adottare per la riduzione di rischio di contagio, per la trasmissione di informazioni, la cura e l’assistenza delle persone affette e ai loro familiari. A fronte di tale riconoscimento non si è attuata la rete di centri di counselling in materia di HIV/AIDS: ma la domanda di counselling, insita nelle richieste di informazione, aiuto e di supporto che quotidianamente pongono le persone preoccupate per la possibilità di aver contratto l’infezione, quelle già infette, nonché i loro partner e i loro familiari, hanno reso pressante l’esigenza di divulgare un modello di intervento che già validato all’estero, ha dimostrato di poter essere efficacemente adottato anche nella nostra realtà.

Il temine counselling deriva dal termine inglese To counsel che significa “dare consigli per orientare il giudizio e la condotta altrui”. Tra le tante definizioni possibili l’attività di counselling può essere definita come “quel processo a cui si fa ricorso per aiutare il paziente a esplorare la natura dei propri problemi in modo che sia egli stesso a decidere cosa fare, senza una indicazione diretta o una rassicurazione da parte di chi esercita l’attività di counselling” (Murtagh).

Il counselling si differenzia così sia dalla psicoterapia che da ogni altra pratica di tipo direttivo, perché nella prima ci si propone di modificare la struttura della personalità dell’individuo, per migliorare la sua capacità di affrontare le situazioni difficili e minacciose, e nella seconda si danno consigli e suggerimenti che il paziente dovrebbe seguire. L’attività di counselling si colloca in un punto intermedio tra queste due procedure estreme. Il counsellor non dà suggerimenti e neppure giudizi, né impone i propri valori comportamenti e modi di agire, ma si limita ad aiutare il paziente a prendere autonomamente delle decisioni. Questo volume che raccoglie le esperienze accumulate in questi anni nel campo, si rivolge a tutti coloro che si occupano di infezione da HIV e che a diverso titolo, svolgono o desiderano svolgere un’attività di counselling: non solo a medici specialisti o di medicina generale, ma anche infermieri psicologi, assistenti sociali, volontari e operatori di comunità e del privato sociale.

L’opera é stata concepita e realizzata con una duplice finalità: da un lato c’è l’esigenza di offrire al lettore un panorama completo e aggiornato sul counselling nell’infezione da HIV e illustrare i suoi principali ambiti di applicazione. Dall’altro di fornire a chi già pratica il counselling nozioni chiare ed essenziali sugli aspetti epidemiologici e preventivi, diagnostici, clinici e socio-assistenziali e legislativi dell’infezione da HIV: per questo il testo è corredato da chiare ed esaurienti schede tecniche. Su questa base generale il libro si articola in sette sezioni che spaziano su tutti i settori: da quelli di carattere più generale, a quelli inerenti l’accertamento diagnostico, dalla fase di HIV sieropositività asintomatica, all’infezione sintomatica, fino alla fase terminale della malattia e al lutto di chi sopravvive alla morte del proprio caro. Particolare rilievo è stato dato anche agli aspetti etici, medico legali, educativi e formativi nonché a quelli inerenti la conduzione e la valutazione degli interventi.

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