Le difensine non impediscono al virus Hiv di entrare nell’organismo, ma gli impediscono di moltiplicarsi e, di conseguenza, bloccano la progressione della malattia. I ricercatori del gruppo di David Ho hanno osservato che le difensine riescono effettivamente a bloccare la replicazione del virus Hiv. In che modo riescano a farlo, però, non è ancora chiaro. Bisognerà inoltre verificare che cosa accade realmente nell’organismo e quanto le difensine siano effettivamente potenti.
Secondo gli esperti le difensine potrebbero essere un tassello prezioso di quel vero e proprio rompicapo che da quasi 20 anni sono i cosiddetti «long term non-progressor», ossia le persone che, pur avendo contratto l’infezione, restano in una situazione stabile: il virus Hiv continua a essere presente nel loro organismo ma non si moltiplica e l’infezione non progredisce verso l’Aids conclamato.
Non ci sono comunque dubbi che la scoperta abbia aperto la strada allo studio di nuovi farmaci e forse anche di nuovi tipi di vaccini contro l’Aids.

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