Le difensine ci difendono dall’Aids

Alcuni ricercatori americani e cinesi hanno annunciato di aver scoperto l'origine dell'immunità naturale constatata in alcuni sieropositivi che permette loro di non sviluppare l'Aids e, quindi, di non ammalarsi. David Ho, direttore del Centro ricerche Aaron Diamond sull'aids (Adarc) a New York, ha detto che la scoperta apre la strada a nuovi trattamenti. Una equipe dell'Adarc è riuscita a isolare un gruppo di proteine capaci di inibire la replica del virus e impedire così la progressione dell'infezione nell'1-2% di sieropositivi che non sviluppano mai l'Aids. In pratica, esistono delle particolari cellule immunitarie, chiamate «difensine», che appartengono alla cosiddetta «immunità innata», la forma più antica e primitiva di immunità che costituisce la prima linea di attacco contro virus e batteri.

Le difensine non impediscono al virus Hiv di entrare nell’organismo, ma gli impediscono di moltiplicarsi e, di conseguenza, bloccano la progressione della malattia. I ricercatori del gruppo di David Ho hanno osservato che le difensine riescono effettivamente a bloccare la replicazione del virus Hiv. In che modo riescano a farlo, però, non è ancora chiaro. Bisognerà inoltre verificare che cosa accade realmente nell’organismo e quanto le difensine siano effettivamente potenti.

Secondo gli esperti le difensine potrebbero essere un tassello prezioso di quel vero e proprio rompicapo che da quasi 20 anni sono i cosiddetti «long term non-progressor», ossia le persone che, pur avendo contratto l’infezione, restano in una situazione stabile: il virus Hiv continua a essere presente nel loro organismo ma non si moltiplica e l’infezione non progredisce verso l’Aids conclamato.
Non ci sono comunque dubbi che la scoperta abbia aperto la strada allo studio di nuovi farmaci e forse anche di nuovi tipi di vaccini contro l’Aids.

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