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cytomegalovirus

Il citomegalovirus (CMV) è un virus del gruppo degli&#nbsp;Herpesvirus. Allo stesso gruppo appartengono il virus dell'herpes simplex (HSV) che causa lesioni vescicolari "a grappolo" in sede orale (febbre delle labbra) o genitale (herpes genitale), il virus della varicella-zoster (VZV) che causa la varicella solitamente in età infantile e l'herpes zoster solitamente in età adulta, il virus di Epstein Barr (EBV) responsabile della mononucleosi infettiva, l'herpesvirus 6 (HHV-6) che causa una malattia febbrile esantematica nei bambini (sesta malattia) e altri virus che infettano la specie umana.&#nbsp;

Generalmente l’infezione primaria decorre asintomatica, cioè il virus non dà alcuna malattia evidente. Solo raramente può manifestarsi una malattia caratterizzata da  febbre e stanchezza, linfosplenomegalia (ingrossamento dei linfonodi e della milza), aumento delle transaminasi e dei globuli bianchi nel sangue (sindrome similmononucleosica). Peraltro, in un buon numero di persone l’ infezione primaria da CMV può manifestarsi anche solo con uno dei seguenti sintomi (in ordine decrescente di frequenza): febbre più o meno elevata, astenia (stanchezza), cefalea (mal di testa), artralgie/mialgie (dolori articolari/muscolari), rinite (raffreddore), faringite, tosse. L’infezione si risolve normalmente in breve tempo senza conseguenze e senza terapia. 

Esistono farmaci specifici anti CMV ma, dal momento che questi farmaci possono avere effetti collaterali, il loro uso è ristretto ai soggetti immunocompromessi (trapiantati) con infezione da CMV disseminata o a carico di un organo specifico.

    L’infezione primaria si risolve man mano che l’organismo sviluppa una risposta immunitaria attraverso la produzione di anticorpi (IgG e IgM) e cellule (linfociti) in grado di contrastare il virus (risposta immune specifica).  Gli anticorpi di tipo M o IgM rappresentano la prima risposta all’infezione. La loro durata è però limitata nel tempo; infatti, generalmente non sono più evidenziabili a distanza di 3-6 mesi dall’infezione. Al contrario, gli anticorpi di tipo G o IgG una volta prodotti permangono per tutta la vita. Il virus, però, nonostante la risposta immune, non viene eliminato dall’organismo. Esso infatti rimane latente (ovvero presente come patrimonio genetico inattivo) in alcuni tipi di cellule del nostro corpo. Occasionalmente, il virus può riprendere la replicazione (riattivazione o infezione riattivata) in qualche organo (reni, ghiandole salivari, ghiandole mammarie, collo dell’utero, prostata), con conseguente eliminazione di virus con urine, saliva, latte, secreto cervicale o sperma, sempre però in assenza di sintomi (eliminazione asintomatica del virus). I soggetti con infezione riattivata, non essendo a conoscenza della infezione in corso, contribuiscono alla diffusione del virus: infatti, le riattivazioni sono diagnosticabili solamente grazie alla dimostrazione della presenza del virus in campioni come urine, saliva, latte materno, sperma, secreto cervicale. Per quanto appena detto, non sono attuabili misure affidabili di prevenzione: un soggetto non immune può venire a contatto con molte persone che eliminano il virus, contraendo così l’infezione. A questo riguardo, non si può far altro che mettere in pratica alcune misure igieniche preventive, soprattutto nell’accudire bambini in età prescolare. Occorre però sempre tenere presente che sono necessari contatti stretti e prolungati perchè la trasmissione avvenga.

    Riassumendo, per una persona sana (immunocompetente) CMV è un po’ come un silenzioso compagno di vita che si acquisisce una volta per sempre, e che non dà praticamente mai segno di sé, se non intervengono condizioni che debilitano il sistema immunitario (soggetti trapiantati o con infezione da HIV non curata). 

Commenti dei lettori

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  • rosalie

    09 Oct 2010 - 10:28 - #1
    0 punti
    Up Down

    ma se il CMV può causare il rigonfiamento di alcuni linfonodi presenti dietro l’orecchio?