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linfomi

Come disse uno studioso circa cinquanta anni fa, in nessun campo della medicina esiste tanta confusione come nella classificazione dei linfomi. La confusione era causata dall'esistenza, almeno fino ad una decina di anni orsono, di numerosi schemi di classificazione dei linfomi, almeno quattro dei quali erano correntemente usati nelle diverse parti del mondo: la classificazione di Rappaport e quella di Lukes e Collins negli Stati Uniti, la classificazione di Lennert (conosciuta anche come classificazione di Kiel, dal nome della città tedesca dove venne proposta) nella maggior parte d'Europa ed in Asia, la classificazione del British National Lymphoma Investigation in Inghilterra

Ogni schema di classificazione utilizzava criteri propri per l’identificazione dei vari tipi di linfomi ed era periodicamente aggiornato, man mano che progredivano le conoscenze sulla struttura e funzione del sistema immunitario, rappresentando un ostacolo allo scambio di informazioni fra studiosi di paesi diversi. Per questo motivo il National Cancer Institute degli USA sponsorizzò uno studio, durato parecchi anni e pubblicato nel 1982, che prevedeva la partecipazione degli autori delle principali classificazioni dei linfomi non Hodgkin assieme ad altri studiosi, con lo scopo di trovare un punto di accordo, almeno sulle forme di linfoma più frequenti.

Ne scaturì, una nuova classificazione, la Working Formulation a scopo clinico, che doveva rappresentare una specie di esperanto, doveva cioè fornire una specie di linguaggio comune a tutti gli studiosi della materia, al fine di favorire il confronto fra i risultati della terapia dei vari tipi di linfoma.

Questa classificazione, come tutte le altre, ha i suoi vantaggi e svantaggi. Il suo limite principale è che essa è basata su criteri esclusivamente morfologici, cioè sull’aspetto che le cellule neoplastiche presentano quando osservate al microscopio, e non prevede l’utilizzo di metodiche d’indagine più moderne ed affidabili, come l’immunoistichimica e la biologia molecolare, che hanno permesso di dimostrare come alcune delle categorie previste dalla Working Formulation siano eterogenee, comprendano cioè tumori molto diversi per origine, caratteristiche biologiche e cliniche, risposta alla terapia, ecc.

Questi limiti sembrano essere stati superati dopo la proposta nel 1994 della classificazione R.E.A.L. (Revised European American Lymphoma), che invece utilizza largamente queste metodiche ed è diventata oggi il sistema di classificazione più usato. Recentemente è stata proposta una nuova classificazione sponsorizzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che sostanzialmente è molto simile alla classificazione REAL