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  • Curare le ferite - Ascessi e Fistole anali

    Un ascesso anale è una cavità infetta, ripiena di pus, che si trova vicino all'ano o al retto. Cos'è una fistola anale? Una fistola anale, spesso il risultato di un ascesso precedente, è un piccolo canale che unisce la ghiandola anale, dalla quale l'ascesso ha preso origine, alla pelle attorno all'ano. Cosa causa un ascesso? Un ascesso nasce da un'infezione acuta di una piccola ghiandola appena interna all'ano, per l'ingresso di batteri o materiale estraneo nella ghiandola. Alcune condizioni, quali colite o altre infiammazioni intestinali, possono qualche volta rendere queste infezioni più frequenti. Cosa causa una fistola? Dopo che un ascesso è stato drenato, può persistere un canale che unisce la ghiandola anale dalla quale l'ascesso ha preso origine alla pelle. Se questo accade, la persistenza di secrezione dall'apertura esterna può indicare la formazione della fistola. Se l'apertura esterna del canale guarisce, si può sviluppare un ascesso ricorrente.

  • Acetil-L-carnitina migliora neuropatia tossica da NRTI

    L’acetil-L-carnitina è sicura, ben tollerata e migliora la sintomatologia della neuropatia tossica da NRTI. E’ questo il risultato dello studio prospettico, randomizzato, doppio cieco di Mike Youle del Royal Free Hospital di Londra e di M Osio dell’Università di Milano pubblicato su HIV Medicine (2007,8,241).

  • Herpes Zoster

    Un crescente numero di persone ha una compromissione dell’immunità cellulare dovuta al normale declino conseguente all’avanzare dell’età, all’HIV-AIDS ed alla chemioterapia prolungata per trapianti o cancro. Queste persone hanno un rischio molto elevato di sviluppare un’infezione da herpes zoster (HZ). L’HZ raramente può essere confuso con altro ma non sempre è trattato in modo ottimale. Quando esso recede, può essere seguito da nevralgia post-herpetica (PHN). Gli uffici della IASP ricevono continuamente delle richieste di informazioni dal pubblico su problemi di dolore ed un numero altissimo di esse riguarda la PHN. Questa è nota per poter cambiare una felice età di pensionamento in una esistenza con dolore continuo, che addirittura può portare al suicidio. Nessun trattamento dell’HZ può garantire contro il PHN, tuttavia certi interventi terapeutici possono ridurne l’incidenza.

  • Neuropatie periferiche. Cosa sono?

    NEUROPATIA PERIFERICA Con il termine di neuropatia periferica si intende genericamente un disturbo della funzione a livello del Sistema Nervoso Periferico. Con ciò non si vuole indicare una precisa affezione, ma piuttosto ci si riferisce ad una manifestazione, conseguenza di diverse possibili alterazioni che possono interessare lo stesso sistema, nelle sue varie componenti.

  • Meningite e hiv

    Quali sono i sintomi della meningite e come si fa diagnosi? La sintomatologia della meningite è importante e di particolare gravità: notevole compromissione dello stato generale, interessamento neurologico (convulsioni, alterazioni della coscienza che vanno dall’irritabilità spiccata alla letargia, fino al coma), febbre elevata, fotofobia, segni di ipertensione endocranica (vomito, cefalea, rallentamento del battito cardiaco) e di irritazione meningea (rigidità nucale). La diagnosi di meningite si fa con la rachicentesi, cioè con il prelievo di liquor cefalorachidiano (il liquido presente tra le meningi) a livello lombare. Tale esame permette di stabilire il tipo di meningite e spesso di identificare direttamente il germe in questione, sia con test rapidi che colturali. In caso di pronta instaurazione di terapia antibiotica, corticosteroidea e di supporto (liquidi), la prognosi della meningite, un tempo quasi sempre letale, è spesso buona, con completa guarigione. Purtroppo esistono forme a decorso fulminante o fatale (7-10%) e a volte possono rimanere degli esiti permanenti come sordità, disturbi visivi e del linguaggio, ritardo mentale, epilessia nel 30-35 % dei casi, anche in presenza di trattamento corretto e tempestivo

  • Depressione ed ansia nei pazienti HIV+

    Con sempre maggiore frequenza, gli infettivologi devono confrontarsi, nella loro pratica clinica, con le complicanze psichiatriche dell’infezione da HIV. La prevalenza dei disturbi psichiatrici nei pazienti HIV+ è quasi del 50%. Essi si manifestano, per lo più, in concomitanza con la diagnosi di infezione da HIV ma può accadere che compaiano anche tardivamente nel decorso dell’infezione. Le complicanze psichiatriche in corso di infezione da HIV alterano la qualità di vita e influenzano negativamente l’aderenza alla HAART. I disturbi psichiatrici più comuni sono la depressione e l’ansia. L’approccio diagnostico e terapeutico alla depressione e all'ansia in corso di infezione da HIV è l'argomento della review di Sanjay Basu e dei suoi collaboratori della Yale University, pubblicata sulla rivista AIDS (2005,19:2057-2067).

  • ipogonadismo e hiv

    Può essere molto difficoltoso diagnosticare problemi relativi al sistema endocrino in persone con l’HIV. Mentre gravi problematiche endocrine sono visibili meno spesso da quando la terapia antiretrovirale è diventata largamente accessibile, alcuni esperti credono che lievi disordini del sistema endocrino siano ancora molto comuni in persone sieropositive

  • cytomegalovirus

    Il citomegalovirus (CMV) è un virus del gruppo degli&#nbsp;Herpesvirus. Allo stesso gruppo appartengono il virus dell'herpes simplex (HSV) che causa lesioni vescicolari "a grappolo" in sede orale (febbre delle labbra) o genitale (herpes genitale), il virus della varicella-zoster (VZV) che causa la varicella solitamente in età infantile e l'herpes zoster solitamente in età adulta, il virus di Epstein Barr (EBV) responsabile della mononucleosi infettiva, l'herpesvirus 6 (HHV-6) che causa una malattia febbrile esantematica nei bambini (sesta malattia) e altri virus che infettano la specie umana.&#nbsp;

  • Funghi lieviti e muffe, HIV meglio prevenire

    funghi della pelle, giocare d'anticipo è una delle migliori strategie! Nella maggior parte dei casi la loro presenza è impercettibile, tanto che nemmeno ci rendiamo conto di averli sull’epidermide, ma a volte, quando le nostre difese immunitarie non lavorano al meglio e siamo “deboli”,i funghi della pelle possono creare problemi. Le micosi sono conosciute fin dall’antichità, tanto che quella che moderatamente definiamo “Tigna del cuoio capelluto” era già nota nell’antica Grecia antica come “kerion celsi” e nella Roma imperiale come Tinea, termine coniato perché si pensava che i funghi altro non fossero che “tarme” capaci di vivere e nutrirsi grazie all’erosione della pelle. Colpiscono proprio tutti: bambini, giovani, adulti ed anziani. E non hanno predilezione di sesso, tanto che sia i maschi che le femmine, magari con localizzazioni diverse, possono andare incontro problemi di questo tipo. Alcune ricerche dicono che, nei nostri climi, dal 30 al 70 per cento delle persone che utilizzano o vivono in ambienti comunitari, in particolare scuola, asili e impianti sportivi, possono essere interessate da questi fenomeni.

  • tubercolosi bacillo di KOCH

    &#nbsp; La tubercolosi (anche detta Tbc o tisi) è una malattia infettiva dovuta al Mycobacterium Tubercolosis (bacillo di Kock). La malattia colpisce i polmoni, ma può interessare qualsiasi organo. L'agente infettivo è un batterio Gram positivo a forma di bastoncino e la via d'infezione più comune è quella aerogena, per inalazione polmonare; i micobatteri si depositano negli alveoli dando origine alla patologia primaria. Ci sono però anche altre vie d'infezione, benché meno frequenti, se non rarissime: per ingestione di latte contaminato, per contaminazione del sangue dopo ingestione del batterio, attraverso il tessuto linfatico (passando per le tonsille), per via congenita (i batteri passano attraverso la placenta), per contatto con materiale infetto. La tubercolosi è oggi una malattia piuttosto rara nei paesi sviluppati, ma ci sono comunque alcuni individui che risultano positivi al Tine-test (tubercolino-positivi); questo significa che sono venuti in contatto con il batterio senza però avere sviluppato la malattia. Nei paesi in via di sviluppo invece la tubercolosi è tutt'ora una patologia diffusa, spesso con esito fatale.