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  • profilattici, condom, CONCORSO FUMETTI

    Cosa sono i profilattici? Consistono in una guaina di lattice che viene indossata sul pene durante il rapporto per prevenire gravidanze e per proteggere contro le malattie sessualmente trasmissibili. Istruzioni per l'uso: Il profilattico va indossato sul pene in erezione, prima della penetrazione. Vi possono essere infatti delle secrezioni prima dell'eiaculazione che possono contenere sperma e organismi che possono trasmettere malattie. Bisogna usare un nuovo profilattico ogni volta. La confezione deve essere aperta di lato, avendo cura di non danneggiare il profilattico all'interno. Per evitare che eventuale aria imprigionata all'interno del profilattico possa causarne la rottura, prendere il profilattico per il serbatoio e stringerlo fra il dito pollice e l'indice, e posizionare il profilattico sul pene eretto assicurandosi che la parte da srotolare sia all'esterno. Srotolare con cura il profilattico fino a totale copertura del pene. Se il profilattico dovesse riavvolgersi durante il rapporto, srotolarlo immediatamente fino alla base del pene. Nel caso si sfili, estrarre il pene e utilizzare un nuovo profilattico. Subito dopo l'eiaculazione, ritirare lentamente il pene prima della totale scomparsa dell'erezione, tenendo stretto il profilattico. Avvolgere il profilattico usato in carta e gettarlo in un bidone.

  • Anticoncezionali, sesso e HIV/AIDS

    A giudicare dalla Rete, il problema della contraccezione sta cambiando, almeno nel mondo occidentale, e non è più una questione di diritto ma di metodi. Nel tempo dell'Aids, i timori sono ben altri e il dibattito sulla liceità degli anticoncezionali è un ricordo del passato. La contraccezione per cui lottare è caso mai quella d'emergenza, quando il rapporto sessuale ormai c'è stato e si discute del diritto alla pillola del giorno dopo o direttamente alla RU-486, la pillola per abortire.

  • Tatuaggi e piercing, istruzioni e uso

    Tatuaggi e piercing sono sempre più diffusi, non solo fra i giovani. Aumentano gli appassionati della cosiddetta “body art”, ma allo stesso tempo cresce a schiera dei “pentiti” di queste pratiche così invasive per la pelle. Il professor Marcello Monti, responsabile dell’Unità Operativa di Dermatologia dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano), spiega quali sono i rischi e le norme da rispettare per evitare problemi anche serie. Quali sono i tatuaggi più diffusi, secondo la sua personale esperienza clinica? “In un recente passato – spiega il professor Monti - erano molto usati i tatuaggi di tipo figurativo, policromatici, che raffiguravano perlopiù animali. Le zone del corpo più tatuate erano braccia, schiena e glutei. La nuova tendenza è quella di preferire invece i “tatoo” a soggetto decorativo. Sono di solito monocromatici, cioè ad un solo colore, nero o blu, di forma circolare, attorno ad un braccio, al polso, alla caviglia o al giro vita. In dermatologia i tatuaggi sono classificati per sede, tipo e mono o policromia. Le sedi più difficili da curare sono il dorso delle mani o dei piedi sui quali, anche se asportato, il tatuaggio rischia di lasciare cicatrici permanenti. Anche sul collo, sul volto o sul decolleté la pelle è estremamente delicata, così come su tutte le aree genitali dell’uomo e della donna o su quelle di flessione degli arti. E’ bene sapere che il disegno inciso sulla pelle non rimane “fresco di stampa” per sempre. I colori perdono tonalità e , spesso, bisogna tornare dal tatuatore per farsi reincidere il colore, allargarlo o rinnovarlo. I tipi di tatuaggio si distinguono in professionali e non professionali. I primi sono molto ben definiti, realizzati con macchine adatte, che rilasciano più pigmento sulla pelle. I secondi sono eseguiti con pochi granuli di pigmento e si possono asportare più facilmente. I monocromatici sono fatti con inchiostro di china e non danno grossi problemi una volta che il soggetto decide di toglierli. I “tatoo” policromatici possono dare reazioni allergiche in alcune persone perché l’organismo fagocita i granuli di carbonio distruggendo l’inchiostro e assimilandolo. Proprio le allergie costituiscono un tipo di risposta dermatologico locale al colore non perfettamente tollerato”.

  • Fellatio-Culllingulus e HIV

    È nell’ultimo numero della rivista scientifica “Journal of Virology” che uno studio sul pericolo di contagio nel rapporto orale apre uno squarcio in un argomento molto spesso tabù anche nelle migliori campagne di prevenzione. Il Dr. Xuan Liu dell’Università di Los Angeles ha infatti realizzato uno studio che tenderebbe a dimostrare la base scientifica di alcuni contagi definiti “probabili da fellatio”, anche se il medico sostiene che si tratta della via di contagio meno rischiosa. Tutti conosciamo bene il rischio nel caso in cui la bocca o il glande e le mucose presentino delle micro lesioni impossibili da vedere ad occhio nudo, come ad esempio in caso di gengiviti. Tuttavia, anche senza tagli né irritazioni nella bocca, il virus dell’HIV, secondo lo studio realizzato per la prima volta dai ricercatori americani, può infettare i tessuti. Lo studio ha riguardato una cinquantina di reperti di tessuti orali provenienti da una cinquantina di pazienti sieronegativi. Tutti questi tessuti sono stati esposti a diversi tipi di virus HIV che sono riusciti ad infettarli attraverso cellule chiamate cheratinociti e che sono presenti sulla superficie dei tessuti della bocca. Da questi tessuti l’infezione passa poi nel sangue. Insomma, nonostante si sia sempre detto che la via orale, senza eiaculazione, risulti essere la meno pericolosa per il contagio da HIV, resta il fatto che un rischio concreto ora è stato dimostrato scientificamente. L’uso del preservativo nel rapporto orale diventa così più che consigliato (come è stato fino ad ora): non dimentichiamo infatti che il rapporto orale è comunque rischioso per altri tipi di malattie a trasmissione sessuale. Insomma come al solito, quando facciamo sesso usiamo tutto il corpo… cervello compreso!!!

  • il preservativo e l'aids

    L'HIV è il virus che causa l¹AIDS. L'AIDS è solo una delle malattie a trasmissione sessuale. Nell'AIDS, le normali difese immunitarie sono indebolite dal virus e non sono più in grado di contrastare l'insorgere d¹infezioni e malattie. In un individuo portatore del virus, l¹HIV è presente nel sangue e nello sperma. Anche il liquido pre-eiaculatorio contiene il virus, anche se in quantità inferiore. Per infettarsi è necessario che il virus entri nel circolo sanguigno. Il bacio e la masturbazione non sono pratiche a rischio. Anche nei rapporti sessuali orali è sempre preferibile usare il preservativo. Evitiamo in ogni caso che l¹eiaculazione avvenga in bocca. La penetrazione senza preservativo è in assoluto la pratica sessuale più a rischio. Per entrambi i partner. Anche prima dell¹eiaculazione. Anche senza. In Italia tutti possono fare il test dell'HIV in modo anonimo presso le strutture sanitarie pubbliche. Non serve la richiesta del medico. Il personale specializzato è tenuto alla più assoluta riservatezza.

  • erezione e farmaci retrovirali

    Che cos’è la disfunzione erettile? Una definizione di disfunzione erettile è “l'incapacità di raggiungere e/o mantenere una erezione sufficiente per un'attività sessuale soddisfacente”. Sebbene questa definizione sia ampiamente impiegata, tuttavia ci sembra limitativa in quanto suggerisce che un rapporto sessuale possa essere soddisfacente esclusivamente in presenza di una erezione peniena completa, limitando la vita sessuale ad una attività penetrativa e trascurando la possibilità ri-raggiungere e far raggiungere l’orgasmo anche in assenza di una erezione completa. Una definizione di disfunzione erettile che tenga presente solo il principale fine biologico dell’erezione stessa, e cioè la penetrazione del pene in vagina, è forse più correttamente la seguente: una erezione peniena insufficiente a permettere la penetrazione del pene in una vagina adeguatamente lubrificata e senza che la penetrazione necessiti indispensabilmente dell’uso delle mani. In seguito alla connotazione negativa comunemente attribuita al termine "impotenza" , i disturbi di erezione vengono ora più appropriatamente indicati come "disfunzione erettile". Molti uomini hanno occasionalmente problemi di erezione in qualche periodo della vita, ma per alcuni rappresenta un problema frequente. Questa condizione è molto diffusa, riguardando, nel mondo, oltre 100 milioni di uomini. La disfunzione erettile non dovrebbe essere motivo di vergogna, benché la difficoltà con cui spesso un simile paziente comunica il suo disturbo ad un medico è una spia dell’entità dei freni psicologici presenti nell’affrontare questo disturbo. Avere una disfunzione erettile non significa non essere fertile o non essere capace di avere un orgasmo o un'eiaculazione. Poiché l'erezione non è una condizione indispensabile per raggiungere l'orgasmo e l'eiaculazione, l'uomo affetto da disfunzione erettile non dovrebbe sentirsi oppresso dall'idea di essere in qualche modo privo di virilità o potenza. È d’altro canto importante che il partner di un uomo affetto da disfunzione erettile non si colpevolizzi considerandosi la causa di questo disturbo sessuale. Nella maggior parte dei casi la disfunzione erettile può essere trattata. La disfunzione erettile è un problema del singolo soggetto, ma spesso si riflette sull’equilibrio sessuale e relazionale della coppia. Con il supporto di un'informazione appropriata, il partner può essere di estremo d'aiuto, venendo investito di un vero ruolo terapeutico.

  • Il SAPONE e HIV

    Il sapone dal punto di vista chimico è un sale ottenuto dalla reazione tra una base alcalina (l'idrossido di sodio) e un acido (i grassi animali o vegetali). Il processo di saponificazione - cioè la reazione chimica che trasforma il grasso in sapone - viene innescata dall'aggiunta della soda caustica, diluita in un liquido che può essere acqua, latte ma anche tè, infusi o, perché no, birra! I metodi classici per fare il sapone in casa sono due: a freddo o a caldo. Nel primo, più semplice e adatto ai principianti, si lascia che il semplice calore, sprigionato dalla reazione chimica della soda con il grasso, porti a compimento la saponificazione. Il sapone ottenuto con il metodo a freddo ha bisogno di un tempo di "maturazione" di circa quattro settimane per esaurire il processo di trasformazione e per assorbire il liquido. Nel metodo a caldo, il saponiere interviene, invece, con una fonte di calore esterna (bagnomaria, forno… ) in modo da accelerare la reazione chimica. Il sapone con il metodo a caldo è pronto più in fretta ma ha una consistenza molto più "rustica" ed irregolare del sapone a freddo.

  • Giornata Mondiale contro l'AIDS

    "Io ci penso. E tu?". Questo lo slogan per la Giornata Mondiale contro l'AIDS, che si celebra il 1° dicembre.

  • I Virus e il nuovo gioco CLONES, play with genoma umano.

    I Virus sono microorganismi, che vivono necessariamente all'interno di cellule, e che utilizzano la cellula parassitata, per poter vivere e riprodursi; "sfruttano" l'ospite per poter sopravvivere e lo obbligano a produrre nuovi virus, invece che dare origine a nuove cellule. Entrano nel nucleo e impongono un piano di riproduzione cellulare che da origine a nuovi virus. Provocano malattie con evoluzioni sia benigne che non, ma che non possono essere risolte, ma solo "aiutate" da farmaci.

  • Infezione da HIV e AIDS: le misure di prevenzione

    L'infezione da HIV e la sua manifestazione più grave, l'AIDS, costituiscono nel loro insieme un problema di grande rilevanza sia sotto il profilo medico che sociale, la cui soluzione richiede l'adozione di molteplici e ccmplessi interventi di natura politica, economica, sociale etica e sanitaria. In particolare, la prevenzione il cui fine è quello di impedire l`insorgenza di nuove infezioni e la loro progressione a malattia assume un ruolo sicuramente preminente dal momento che l'infezione da HIV è tuttora in fase di espansione pandemica e il quadro clinico dell'AIDS risulta cosi severo da essere refrattario alla guarigione nonostante l'impiego di protocolli terapeutici sempre più sofisticati. Le possibili strategie per il contenimento e la prevenzione dell'infezione da HIV richiedono l'adozione di molteplici e coordinati interventi di natura legislativa, educazionale ambientale e la disponibilità di vaccini sicuri e protettivi. Gli interventi di prevenzione primaria mirano ad evitare il contagio o ad impedire l'insorgenza dell'infezione agendo sui soggetti infetti/malati, sulla via di trasmissione, sui possibili veicoli e vettori oppure proteggendo i soggetti suscettibili mediante irnmunizzazione con y-globuline (immunoprofilassi di tipo passivo) o con vaccino (immunoprofilassi di tipo attivo).