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Ultimi interventi

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  • RAI: LITE VELTRONI-D'ALEMA BLOCCA TUTTO

    ...Tutto in alto mare sul fronte Rai. L'ennessimo rinvio dell'elezione dei vertici della Commissione di Vigilanza comporta, a cascata, tempi lunghi anche per la rivoluzione ai piani alti della televisione di Stato. Una fonte interna a Viale Mazzini (massimi livelli) spiega, intevistata, ...........

  • G8: CARUSO, "MOLOTOV? RUBATE DA AMICI DEI POLIZIOTTI"

    "carino.........che bel rappresentante al Governo! "E' una situazione da Repubblica delle banane. Come fanno a scomparire due molotov dal blindatissimo ufficio reperti del tribunale di Genova? Ci deve essere un'indignazione generale, e' una cosa assurda". Francesco Caruso torna a denunciare il caso delle molotov scomparse: "Io un'ipotesi ce l'ho... Sono stati gli amici dei poliziotti inquisiti per il pestaggio alla scuola Diaz. Senza quelle molotov non si possono fare i rilievi. Sono stati i fascisti...". L'esponente del Prc poi torna sulla sua 'provocazione': "Stamane ne ho trovate due nel cortile della Camera. Mi sa che sono proprio quelle degli uffici reperti del tribunale di Genova... Forse bisognerebbe andare a chiedere agli esponenti di An...".

  • Noi gay, pericolosi per la sinistra

    tratto da Arcigay - Un articolo del Segretario nazionale Aurelio Mancuso, pubblicato dal Riformista, in risposta alle esternazioni della senatrice Anna Serafini, moglie del leader DS Fassino Così la coppia Fassino – Serafini continua a raccontarci cosa ne pensa dei Pacs e di tutti gli altri temi che dilaniano l’Unione, con uno stile davvero nuovo. Splendida la frase “L’importante è non caricare di ideologia la richiesta contenuta nel programma elettorale. E’ dannoso e antiriformista enfatizzare la battaglia omosessuale o trasformarla nella carta d’identità della legge.” Eccola qui la politica con la P maiuscola, quella che arriva, dopo che per decenni movimenti come quello gay si sono dannati per ottenere che perlomeno si discutesse di uno straccio di quadro legislativo a tutela delle coppie e delle persone, arrivano i professionisti, quelli che medieranno e avvertono: ora state calmi e ritiratevi in buon ordine. Chissà dov’era la senatrice Serafini in tutti questi anni? Da nessuna parte, perché non l’abbiamo mai vista ad un’iniziativa di sostegno delle nostre battaglie e non ce la ricordiamo ad ascoltare i drammi delle convivenze etero ed omosessuali. I gay, quindi, sono pericolosi perché, dopo aver svegliato la politica italiano dal torpore medioevale in cui è sprofondata

  • Si chiama Demian: un fumetto già cult (a destra e dintorni)

    dal Secolo di oggi - Questo cavaliere è già un cult... Alto gradimento Demian Sta in sella a una motocicletta e non a un destriero, ma l’ultimo eroe esoterico a fumetti è riuscito ad accendere l’immaginario di molti lettori a destra Cavalca una motocicletta e non un destriero, ma ha conquistato l’immaginario di molti lettori. E la Bonelli lancia anche “Il Legionario”

  • Le ha dette Prodi

    da parte di Salvatore Balducci - Presidente Azione Giovani di Corato portavoce Federazione Provinciale di Azione Giovani di terra di Bari

  • Napoli: Santoro e Diodato: «Inopportuna la presenza del COMABA

    ....Troviamo singolare che ad una importante riunione istituzionale convocata dall’Assessore all’Ambiente del Comune di Napoli per fare il punto sulla vicenda del divieto di balneazione di Bagnoli e Coroglio partecipi anche un soggetto privato quale il presidente del COMABA....

  • Nuovi guai per Grillo: «Ci garantiva il Tar»

    " E noi poverini qui a cercare di far quadrare l'Euro, tirali di qua, tirali di la, ma sempre pochi sono. Visto come si fa a diventare ricchi?" tratto da la Stampa: L’INCHIESTA ANTONVENETA: L’EX AD DI LODI HA PARLATO DELLA SENTENZA CHE BOCCIO’ IL RICORSO DEGLI OLANDESI CONTRO IL VIA LIBERA DI BANKITALIA Nuovi guai per Grillo: «Ci garantiva il Tar» I pm riaccendono un faro sulla scalata Telecom: è il punto di saldatura tra Fiorani, Gnutti e Consorte MILANO. Ha detto molte cose ma non tutto. Per questo il calendario degli interrogatori per Gianpiero Fiorani potrebbe essere più lungo del previsto, ricominciando forse oggi stesso per non dare tregua nemmeno nel periodo festivo, che sicuramente l’ex padre padrone di Bpi passerà a San Vittore. Dove, ieri pomeriggio fino a tarda sera, è toccato al suo ex braccio destro, Gianfranco Boni, tornare ad affrontare i magistrati per spiegare i retroscena delle operazioni finanziarie dell’associazione per delinquere che allignava nella banca lodigiana. Gli inquirenti vogliono inoltre fugare ogni dubbio sul fatto che Gianpiero Fiorani avrebbe potuto cercare di utilizzare gli interrogatori per lanciare messaggi e capire come uscire dalla situazione difficile in cui si trova.

  • ROMA: ANDREOTTI A PRODI, NON DEMONIZZARE I SALOTTI

    Roma, 22 dicembre — Giulio Andreotti mette in guardia il leader dell'Unione: Romano Prodi non snobbi i salotti, anche perchè qualche precedente storico dimostra che non porta bene. «Come Roma non si è mai scomposta per le invettive padane di Umberto Bossi, così è avvenuto anche per la sorprendente dichiarazione di Romano Prodi; che però ha chiarito e si è voltata presto pagina». Lo scrive il senatore a vita nella sua rubrica 'Seriamente sorridendò sul 'Tempò a proposito del rapporto tra Prodi e la capitale, fonte di polemiche e precisazioni dopo le parole del Professore a Cinisello Balsamo. «Bisogna —spiega Andreotti, rispondendo ad una lettrice— non demonizzare nemmeno i salotti. Sono spesso occasione per fare incontrare nuovi arrivati (vedi gli ambasciatori dei tre accrediti: Stato, Santa Sede, Fao) e non c'è motivo di denigrarli». «Mussolini —ricorda ancora il sette volte presidente del Consiglio— non frequentò mai salotti, facendo solo il tragitto piazza Venezia—via Nomentana, senza alcuna deviazione. Forse qualche contatto fuori ufficio non sarebbe stato per lui inutile». Fonte : adnkronos Autore : redazione

  • "Rime sinistre"

    Ricevo dal circolo G. D'Annunzio - Bertinotti in gran divisa d’altolocato ascolta sempre la folla inferocita della borghesia è il miglior candidato e per il popolo la sua erre è ben farcita

  • Andreotti e la Cia: i diari dell'ex Presidente

    tratto da La Stampa - I DIARI DELL’EX PRESIDENTE: CHIESI PIÙ VOLTE CHE FOSSE FATTA LUCE SUI SOSPETTI Andreotti e la Cia «Qualcuno dei miei mi tese una trappola» «Circolava la voce che Washington pagasse la Dc ma certo quel denaro non lo presi io» - 9/12/2005 di Paolo Mastrolilli e Maurizio Molinari ROMA. L'appuntamento è alle 10 del mattino nel suo studio al primo piano di Palazzo Giustiniani. Giulio Andreotti ha preparato sulla scrivania alcune cartelline di documenti con sopra scritto, a penna blu, «C.I.A. - Lettere, Telegrammi, Interviste, Corrispondenza». Il fascicolo «Central Intelligence Agency» che le contiene è il numero 323/33. L'ex presidente del Consiglio, dopo aver abbassato il volume della tv a circuito chiuso che trasmette in diretta i lavori del Senato, lo apre, passando di foglio in foglio per mettere assieme i tasselli della memoria che riguardano i servizi segreti americani. Il primo è un telegramma all'ambasciatore Usa a Roma, Graham Martin, datato 11 maggio 1970. Il secondo è la traduzione di un articolo di Seymour Hersh, pubblicato dal quotidiano militare «The Stars and Stripes» del 14 maggio 1973, nel quale si racconta che proprio il rappresentante diplomatico americano aveva chiesto nel 1970 di «rinnovare i finanziamenti segreti al maggiore partito politico italiano», ovvero la Democrazia Cristiana. Quelle accuse di Martin, su fondi per sei milioni di dollari arrivati ad una cinquantina di politici democristiani, si ritrovano in una miriade di ritagli di giornali conservati dentro le cartelline, assieme ai documenti con le contromosse di Andreotti. La più importante è una lettera all'ambasciatore degli Stati Uniti a Roma John Volpe, il 26 gennaio 1976, nella quale il leader Dc informava Washington di aver fatto approvare alla direzione del suo patito una richiesta al presidente americano affinché «non si serva del veto per impedire che vengano pubblicati dal Congresso documenti relativi ad attività della Cia in Italia e in Angola».