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  • Bush contro gli Ufo: dalla base Luna una guerra segreta

    tratto da La Stampa - PAUL HELLYER ALL’UNIVERSITÀ DI TORONTO: «È COMINCIATO TUTTO NEL 1947...» Un ex ministro canadese rivela: «Gli Usa stanno preparando la difesa intergalattica 26/11/2005 NEW YORK. Gli Ufo volano da oltre mezzo secolo in totale libertà sui cieli del nostro pianeta, il governo degli Stati Uniti sviluppa armi segrete per fronteggiare possibili attacchi provenienti dal cosmo, da un giorno all'altro potrebbe scoppiare una guerra intergalattica e il vero motivo per cui è stato ordinato alla Nasa di realizzare una base sulla Luna entro il 2020 è la volontà della Casa Bianca di monitorare da vicino i velivoli extraterrestri che vanno e vengono dalla Terra. Non si tratta della trama di un libro di fantascienza ma di quanto ha affermato Paul Hellyer di fronte a un pubblico di studenti all'Università di Toronto durante un simposio sulla «Exopolitics».

  • AUTONOMIA DELLO SPERPERO

    da Il Giornale di oggi - Allegria, si continua a sperperare. Guardateli come sono contenti. Ma sì, loro, i sindaci, i presidenti di Regione e alcuni esponenti di quella sinistra passata senza batter ciglio dallo sventolio della bandiera rossa alla difesa dell'auto blu. Sprizzano gioia da tutti i pori delle loro mani bucate: hanno interpretato la sentenza pronunciata l'altro giorno dalla Corte Costituzionale come una specie di via libera al bengodi della spesa pazza. Un lasciapassare dello sperpero d'oro. Un semaforo verde sulla strada delle consulenze multiple, che arriva a pagare ricchi gettoni a esperti di sardine (regione Emilia Romagna), esperti in contemplazione del paesaggio (regione Toscana), esperti di rastrelliere per biciclette (comune di Firenze) ed esperti per l'abbronzatura (comune di Roma). Del resto il principio è noto: non fare previsioni, lasciale fare agli esperti che le sbagliano meglio. L'importante, si capisce, è che l'assessore abbia la tintarella giusta. La Corte Costituzionale non ha detto esattamente questo, ma a loro che importa?

  • Vendola, 345mila euro per una gita di 4 giorni

    da Il Giornale - Giuseppe Salvaggiulo da Milano «La sentenza della Consulta è di grande rilievo, mette in mora questo governo rispetto a insopportabili e continue invasioni di campo e lesioni democratiche dell'autonomia regionale. (...) Vengono stigmatizzate la sicumera e l'arroganza supponente di Berlusconi e Tremonti che hanno preteso e continuano a pretendere di definire le scelte degli enti locali». Il governatore pugliese Nichi Vendola esulta per la sentenza della Corte costituzionale che lunedì ha bocciato i limiti alle spese delle Regioni per consulenze,convegni e missioni all'estero, stabiliti da governo e Parlamento un anno fa. Eppure la trincea democratica delle missioni all'estero organizzate dalle Regioni costa. E Vendola lo sa. Per il viaggio negli Stati Uniti a cui il governatore ha partecipato un mese fa, la sua giunta ha stanziato 345mila euro. Cioè più di 86mila euro per ciascuno dei quattro giorni di durata. La missione a Washington, era prevista nel «Programma di internazionalizzazione e marketing territoriale 2005» approvato dalla precedente giunta Fitto.

  • FINI È ROCK, PRODI È LENTO

    Prendiamo a prestito il tormentone di Adriano Celentano per commentare la dichiarazione televisiva con la quale il leader di Alleanza Nazionale ha definito le condizioni politiche ed elettorali che potrebbero portare alla scelta della sua persona come presidente del Consiglio dei Ministri. Una dichiarazione lineare e di assoluto buon senso, come è nello stile di Fini, che ci pare abbia anche realizzato un “effetto Andersen”. Come il bambino della celebre favola che con il suo candore svela l’inganno dei vestiti nuovi dell’imperatore, il nostro vicepremier ha chiarito l’artificiosità e la natura propagandistica delle primarie dell’Unione, legando ancora una volta le questioni della governabilità e della rappresentatività in quel rapporto necessario di cui vivono le grandi democrazie. Cosa ha detto Fini? Che grazie alla legge elettorale proporzionale e allo schema bipolare garantito dal premio di maggioranza alla coalizione più suffragata (e sta in questo la novità assoluta rispetto alla Prima Repubblica) l’indicazione del Presidente del Consiglio può essere decisa direttamente dagli elettori senza alcun gioco di prestigio ambiguo o confusionario. Perché è di palese evidenza, se Alleanza Nazionale dovesse ottenere più voti di Forza Italia è ad essa che spetterebbe la prima parola sulla premiership (e lo stesso vale per l’Udc), salvo l’assenso delle altre forze della coalizione e le prerogative del Capo dello Stato.

  • FINI È ROCK, PRODI È LENTO

    Prendiamo a prestito il tormentone di Adriano Celentano per commentare la dichiarazione televisiva con la quale il leader di Alleanza Nazionale ha definito le condizioni politiche ed elettorali che potrebbero portare alla scelta della sua persona come presidente del Consiglio dei Ministri. Una dichiarazione lineare e di assoluto buon senso, come è nello stile di Fini, che ci pare abbia anche realizzato un “effetto Andersen”. Come il bambino della celebre favola che con il suo candore svela l’inganno dei vestiti nuovi dell’imperatore, il nostro vicepremier ha chiarito l’artificiosità e la natura propagandistica delle primarie dell’Unione, legando ancora una volta le questioni della governabilità e della rappresentatività in quel rapporto necessario di cui vivono le grandi democrazie. Cosa ha detto Fini? Che grazie alla legge elettorale proporzionale e allo schema bipolare garantito dal premio di maggioranza alla coalizione più suffragata (e sta in questo la novità assoluta rispetto alla Prima Repubblica) l’indicazione del Presidente del Consiglio può essere decisa direttamente dagli elettori senza alcun gioco di prestigio ambiguo o confusionario. Perché è di palese evidenza, se Alleanza Nazionale dovesse ottenere più voti di Forza Italia è ad essa che spetterebbe la prima parola sulla premiership (e lo stesso vale per l’Udc), salvo l’assenso delle altre forze della coalizione e le prerogative del Capo dello Stato.

  • FINI È ROCK, PRODI È LENTO

    Prendiamo a prestito il tormentone di Adriano Celentano per commentare la dichiarazione televisiva con la quale il leader di Alleanza Nazionale ha definito le condizioni politiche ed elettorali che potrebbero portare alla scelta della sua persona come presidente del Consiglio dei Ministri. Una dichiarazione lineare e di assoluto buon senso, come è nello stile di Fini, che ci pare abbia anche realizzato un “effetto Andersen”. Come il bambino della celebre favola che con il suo candore svela l’inganno dei vestiti nuovi dell’imperatore, il nostro vicepremier ha chiarito l’artificiosità e la natura propagandistica delle primarie dell’Unione, legando ancora una volta le questioni della governabilità e della rappresentatività in quel rapporto necessario di cui vivono le grandi democrazie. Cosa ha detto Fini? Che grazie alla legge elettorale proporzionale e allo schema bipolare garantito dal premio di maggioranza alla coalizione più suffragata (e sta in questo la novità assoluta rispetto alla Prima Repubblica) l’indicazione del Presidente del Consiglio può essere decisa direttamente dagli elettori senza alcun gioco di prestigio ambiguo o confusionario. Perché è di palese evidenza, se Alleanza Nazionale dovesse ottenere più voti di Forza Italia è ad essa che spetterebbe la prima parola sulla premiership (e lo stesso vale per l’Udc), salvo l’assenso delle altre forze della coalizione e le prerogative del Capo dello Stato.

  • Partiti in rete, “leganord.org” tra i più visitati

    da La Padania : classifica internazionale "Attivamoci, dobbiamo batterla, non siete d'accordo?" Abbiamo provato a verificare la “credibilità” dei siti dei partiti politici italiani nella rete e per farlo abbiamo cercato di capire qual è il loro grado di “performance” tra i navigatori internet. Ad aiutarci ci ha pensato Alexa.com, un sito collegato con Amazon.com che consente di verificare il “traffico” delle pagine web tra gli utenti. Una cosa va precisata: sebbene i risultati di Alexa non possano essere considerati come una misura assoluta della popolarità, della credibilità e della classifica di un sito, possono essere un indicatore utile per misurare le performance di un sito nel tempo. Si sa che i risultati di Alexa possono essere falsati e influenzati con delle tecniche poco corrette. Fatta questa distinzione va precisato che non devono essere confusi i risultati della classifica dei siti internet nel ranking internazionale con la popolarità dei partiti politici nell’elettorato. Infatti, non si può confondere il corpo elettorale con gli utenti della rete. Un’altra precisazione. Fino a pochi mesi fa, molti siti di partiti politici italiani avevano una posizione migliore prima del boom di internet in Cina. Questo exploit ha determinato il crollo di molte pagine web italiane nel ranking internazionale. Inoltre, è frequente che i partiti di maggioranza possano contare meno presenze nei loro siti ufficiali. Il caso degli Stati Uniti è calzante: il partito democratico è al 30.188esimo posto, mentre il Partito Repubblicano è al 132.425esimo. Il rapporto da uno a quattro nella rete differisce da quello elettorale. Fatte queste doverose precisazioni nessuno deve restare sorpreso se il primo partito politico italiano che appare nel ranking internazionale è quello dei Radicali italiani, situato nella 145.953esima posizione. Il sito del partito di Daniele Capezzone precede di molto quello della Margherita di Francesco Rutelli che si piazza al posto numero 227.618. Ma è bene sottolineare che l’indirizzo web è in netta ripresa. Il primo partito della Cdl nel ranking internazionale è invece quello della Lega Nord. Il sito leganord.org, si piazza alla 367.143esima postazione e al terzo posto tra i partiti italiani. Rifondazione.it è al 513.240esimo posto e in grave flessione. Peggio che mai per il partito virtuale di riferimento di Romano Prodi. Ulivo.it si attesta quinto tra i partiti italiani dietro il sito di Rifondazione comunista nella 551.495esima posizione. Alleanza nazionale (al sesto posto tra i partiti italiani) resta lontana rispetto al sito dell'’Ulivo. Nel “calderone” web dei partiti politici italiani troviamo poi il partito di Alfonso Pecoraro Scanio che ha grande dimestichezza con la natura, ma un po’ meno con la rete. Il suo sito si attesta al 1.205.498esimo posto ed è in continu discesa. Per i partiti di centro c’è un attenzione particolare da parte dei navigatori degli altri partiti politici. Da “Il Velino”

  • I consiglieri regionali non sono onorevoli

    COMUNICATO STAMPA Azione Giovani: «I consiglieri regionali non sono onorevoli, basta con il millantato credito» «Non perdono occasione i neo eletti consiglieri regionali per fregiarsi del titolo di "onorevole". Peccato che è un titolo che a loro non spetta, visto che viene riconosciuto dalla Legge italiana solo ai parlamentari nazionali ed agli amministratori locali della Capitale». In una nota inviata alla stampa il coordinamento cittadino di Azione Giovani accende i riflettori su una cattiva abitudine che sta dilagando tra i novelli consiglieri regionali. «Si notano in strada manifesti, con in grassetto e bella evidenza l' "on." che precede il nome, ma basta ascoltare anche per telefono le segretarie dei consiglieri regionali: "segreteria dell'onorevole..........., chi è al telefono?". A rendere ancora più goffa la cosa è che questa pratica, che prefigura un vero e proprio reato di millantato credito, è diffusa in maniera ampia e trasversale tra tutte le forze politiche». «Ci auguriamo -conclude la nota di Azione Giovani- che il presidente Bassolino e il leader dell'opposizione Bocchino si uniscano in un appello ad una maggiore responsabilizzazione. Almeno loro due, "onorevoli" lo sono per davvero...». ------------------------ il coordinatore cittadino di AG Pasquale Spina

  • Nozze di classe per Bertinotti jr

    Duccio sposa figlia di consigliere An Per il pullover di cachemire facave un po' caldo. Ma alle nozze del figlio il leader di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti non ha rinunciato alle Church, due gioielli da 700 euro ai piedi, e a una raffinatezza quasi stucchevole. In fondo nella Sala Rossa del Campidoglio Duccio Bertinotti ha sposato Simona Olive, figlia di Amerigo uno degli esponenti più in vista di Alleanza Nazionale e non era davvero il caso di sfigurare...

  • Sms, ovvero Solo Messaggi di Sinistra

    dal Secolo di oggi MASSIMILIANO MAZZANTI : CHE COSA significa l’acronimo sms? Luigi Mariani, giovane aspirante giornalista bolognese, non ha dubbi: lo Messaggi di Sinistra! Provare per credere, dice il ragazzo, autore della simpatica scoperta: il cosiddetto T9 – il sistema di vocabolario automatico veloce che consente di ricostruire le parole di senso compiuto quando inviano sms ad amici e conoscenti – scrive perfettamente tutti i nomi dei politici e dei giornalisti dell’Unione, anche quando ai nomi non corrisponde un stantivo o un aggettivo. Ecco, allora, che, qualora ce ne sia bisogno,non bisognerà perdere nemmeno un secondo per scrivere Fassino, D’Alema, Rutelli,Bertinotti, Cossutta, Salvi, Franceschini, Veltroni, Berlinguer, Bersani, Angius, Occhetto. Al contrario, sarà necessario ricorrere al “tradizionale” – cioè, la composizione lettera per lettera – per i politici di centrodestra, eccezion fatta per Berlusconi (il premier è stato salvato), per Fini e Casini (i cui cognomi, però, hanno anche significato comune) e per Gasparri (l’autore del T9, evidentemente, ha ben pensato di non suscitare le eventuali ire del ministro delle comunicazioni). Non provateci neppure, insomma, a scrivere Schifani, Alemanno, Follini, Storace, Calderoli o Cicchitto: il vostro cellulare vi risponderà che non esistono. E non è solo la politica ad albergare tabilmente nel taschino delle nostre giacche: in ogni istante,via telefono, siamo accompagnati da noti e “rossi” magistrati quali Violante, Boccassini; da giornalisti come Santoro,Biagi, Scalfari, Sposini e finanche la Gruber,ma mai da Socci o Belpietro; non mancano, infine, filosofi come Cacciari Vattimo e politologi come Sartori. Ah, per altro, il T9 è aggiornatissimo, almeno fino alle due ultime e recenti tornate amministrative: conosce benissimo Bassolino sa, anche il cellulare è stato comprato prima del giugno 2004, che il nuovo sindaco di Bologna è Cofferati. E il suo predecessore,Guazzoloca? Se provate a scriverlo,vi comparirà sul mini-monitor Guazza poi, quando digiterete la L, interromperà la lettura della parola. Non c’è speranza,quindi, almeno sul cellulare, l’ultima parola ce l’avrà sempre l’Ulivo!