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  • ABORTO: GASPARRI, 194 VA MODIFICATA MA NO A 'VIA TARIFFARIA'

    (AGI) - Roma, 10 ago. - La legge 194 sull'aborto "dovrebbe essere modificata in termini meno permissivi", ma la "via tariffaria" ipotizzata dall'esponente di FI, Antonio Gentile che propone il pagamento di un ticket per le interruzioni di gravidanza, "non e' assolutamente praticabile". Lo ha detto il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, durante un filo diretto a Radio Radicale. "Non credo che si modifichera' la legge - precisa Gasparri - anche se io credo che si debba fare: certamente - aggiunge - non e' pensabile che con l'introduzione di un ticket si faccia una sorta di prezziario su una questione cosi'". Tuttavia, continua l'esponente di An, il "dibattito e' lecito e non accetto l'intergralismo di chi vuole impedirlo. Chi agisce cosi' e' un talebano". (AGI) - 101208 AGO 04 COPYRIGHTS 2002-2003 AGI S.p.A.

  • Aborto farmacologico: sempre omicidio è, ma quanti sono i morti.

    " C'è qualcuno che si chiede ormai quante sono queste morti causate ogni giorno in Italia? Sicuramente più che in ogni altra guerra. E' drammatico osservare la cultura della morte che fa parte della nostra società e che non fa più nessuna notizia, eppure sono morti anche queste! Ammazzati nel modo più vile. C'è poco da inventarsi come scuse: è così. Per i nostri piccoli comodi siamo disposti ad uccidere. Uccidiamo con l'aiuto di leggi ingiuste e vergogonose che tutelano solo il più forte." Ecco l'articolo tratto da Porter.it E' polemica sulla sperimentazione all'ospedale ginecologico Sant'Anna di Torino dell'Ru 486, la pillola per l'aborto farmacologico già utilizzata da una decina d'anni in gran parte dell'Europa. A partire da ottobre, la sperimentazione coinvolgerà 400 donne su cui saranno confrontati gli effetti di due diversi dosaggi. Per legge la somministrazione della pillola, che permette di evitare l'intervento chirurgico, sarà possibile solo in ospedale. Dunque arriva anche in Italia la controversa Ru 486. E già tira aria di battaglia: se da una parte i Radicali, favorevoli all'introduzione del farmaco, plaudono alla sperimentazione; dall'altra Alleanza Nazionale che, per voce del parlamentare torinese nonché presidente provinciale del partito Agostino Ghiglia, ha già scritto al ministro Girolamo Sirchia chiedendo il ritiro immediato dell'autorizzazione a sperimentare "la pillola della morte, che giustificherà l'aborto scaccia-pensieri".

  • Berlato Coordinatore Responsabile Agricoltura UEN

    L'ON. SERGIO BERLATO CONFERMATO COORDINATORE RESPONSABILE PER IL SETTORE AGRICOLTURA DI TUTTE LE DELEGAZIONI NAZIONALI DEL GRUPPO U.E.N.

  • ELEZIONI: RIPARTE DALL’EUROPA LA SFIDA DI AN PER LA NUOVA ITALIA

    tratto da Azione Giovani Ci è andata bene. Quando gli exit poll hanno evidenziato la “forchetta” di alleanza Nazionale a tutti noi è corso un brivido lungo la schiena: quel 10 e mezzo per cento somigliava paurosamente agli spettri dell’abbraccio mortale con Segni e l’Elefantino: poi, pian piano, cresceva la consapevolezza di un risultato importante, reso ancora più decisivo nel confronto interno allo schieramento con Forza Italia. Dalle urne esce, certo, una Alleanza Nazionale a due velocità: forte, fortissima al Centro Sud, molto meno al Nord, dove si paga l’errata interpretazione di una politica “sudista” del nostro partito e liste, oggettivamente, più deboli rispetto alle corazzate che abbiamo messo sul terreno nel resto dei collegi elettorali.

  • ELEZIONI: PROVINCIA MILANO - LA RUSSA, UN SUICIDIO ANDARE DIVISI

    MAI PIU' AN-UDC-FI DA UNA PARTE E LEGA DALL'ALTRA Roma, 28 giu. - ''O tutti insieme o separati, alle prossime amministrative''. Cosi', in un'intervista al 'L'Unita' Ignazio La Russa, coordinatore di Alleanza Nazionale, commenta i risultati elettorali, che vedono la sconfitta della Cdl alla provincia di Milano. ''I giochi erano gia' fatti - continua - con la Lega che e' andata da sola al primo turno al massimo avremmo potuto vincere per un pelo.

  • Gigli presenta il conto ad An: «A noi metà degli assessorati

    di MASSIMO CHIARAVALLI - tratto da Il Messaggero di Viterbo Dove eravamo rimasti? «A una trattativa interrotta perchè si proponeva un equilibrio in giunta penalizzante per Forza Italia». La lezione di politica nel maggiore partito della città si svolge senza cattedra ma con un docente molto preparato: Rodolfo Gigli. Che con tutta la diplomazia di cui è capace riaccende una miccia spenta quando la situazione - prima dell’esito delle urne - era ben diversa. Oggi infatti «tutto è cambiato», leggi Fi al 28 per cento, e la supremazia, «decisa dalla gente, non da noi, deve valere per quello che è. Non siamo attaccati alle poltrone, ma la politica si fa con i posti di potere, altrimenti meglio darsi alla filosofia». E il concetto di platonico non ha nulla: metà dei voti da qui arrivano, metà degli assessorati - urbanistica in primis - qui si devono fermare.

  • Gasparri: An fa sul serio e Silvio lo sa, rimpasto non è una par

    ROMA - Ministro Gasparri, di nuovo la verifica... Non temete che finisca come le altre volte, cioè con un nulla di fatto? «Far evaporare di nuovo tutto sarebbe un grave errore». Che cosa fareste in questo caso? «Lasciare che non accada niente è un lusso che non ci possiamo permettere per la credibilità del nostro partito». Quindi, siete anche disposti a uscire dal governo, limitandovi all’appoggio esterno? AN, CONVOCATA L’ASSEMBLEA NAZIONALE AN HA LE CARTE IN REGOLA PER CONTARE DI PIU'

  • Le altre notizie di ieri e oggi

    IL RETROSCENA "la devolution" La presidente di An replica al senatore Franco Bevilacqua Apparizione Padre Pio su Cristo Abissi, statua torna in mare Europee: Buontempo, An corpo malato che va curato «Politica economica da cambiare» Piermario Vimercati giovane consigliere a Villa Guardia FINI AL PREMIER: FAI DA GARANTE Elezioni regionali in Sardegna Il dopo Melfi Lega a Fini: ''Tremonti non si tocca'' Viterbo: Allegrini riconosciuto dagli elettori il ruolo guida.. PREFERENZE I RISULTATI DI AN NELLE CINQUE CIRCOSCRIZIONI APRIRE A DESTRA? O PIUTTOSTO AL CENTRO? AN SI INTERROGA SU COME

  • IL RETROSCENA "la devolution"

    da Il Mattino CLAUDIO SARDO Roma. L'altra notte, dopo il vertice dei leader del Ppe, Silvio Berlusconi ha incrociato Francesco Storace nella hall dell'hotel Conrad di Bruxelles. «Caro Francesco - gli ha detto - non dovete ostacolare la devolution. La riforma può essere migliorata, ma farla fallire non è vostro interesse. Se non passa la devolution, la Lega uscirà dal governo e andremo tutti a casa. Anche voi». Ancora Berlusconi non aveva licenziato la nota in cui si fa garante del varo della devolution entro la fine della legislatura, condizione per ottenere il sostegno della Lega nei ballottaggi. Ma tra gli alleati tutti sapevano che il premier avrebbe lanciato il segnale, atteso dai leghisti. E Storace, che dentro An è il paladino dell'anti-leghismo, ha assicurato Berlusconi che nessuno nel suo partito rema contro il governo. Ieri, comunque, la nota del premier e l’immediata risposta della Lega hanno irritato Gianfranco Fini. Era stato lui ad aprire di nuovo la verifica, chiedendo una nuova squadra e un nuovo programma, e il primo atto di Berlusconi è stato un messaggio d'amore alla Lega. Fini è pressato all'interno del suo partito: l'ala sociale di Alemanno e Storace, vincitrice della battaglia delle preferenze alle europee, chiede più spazio e correttivi più robusti alla politica economica e alle riforme. Ma l'esser partito per primo può aver dato a Fini, ancora una volta, uno svantaggio tattico. Molto più prudente è invece l'Udc. Ieri pomeriggio, il premier ha telefonato a Marco Follini. È stato il primo contatto dopo le elezioni. I due hanno fissato un appuntamento per martedì. Ma Follini continua a non fare alcun cenno al rimpasto. Anzi, sta addirittura meditando se lasciare il seggio di Montecitorio per quello di Strasburgo (che è incompatibile con la carica di ministro). Tempo fa, fu Berlusconi a chiedere a Follini di entrare al governo. Ora l'Udc prepara la sua offensiva sul Dpef, il piano fiscale e, ovviamente, sulle riforme costituzionali, dove non sembra intenzionata a fare sconti alla Lega. Berlusconi è preccupato. Se Fini minaccia l'appoggio esterno come misura estrema, nel caso le richieste di An fossero ancora una volta inascoltate, il premier qualche volta si sfoga con i suoi, dicendo che è pronto a lasciare tutto e tornare al lavoro d'imprenditore. Sono i tempi a rendere i problemi sempre più complicati. Giulio Tremonti deve presentare all’Ecofin del 5 luglio un piano di tagli, sufficiente per far rientrare il deficit sotto il 3% del Pil. E la Lega pretende che la devolution approdi in aula subito dopo i ballottaggi. Se la Camera non approverà la riforma entro settembre, ha ripetuto Calderoli a Berlusconi ieri al telefono, salteranno tutti i piani. Compreso quello, tanto caro a Umberto Bossi, di rinviare le regionali dal 2005 al 2006. Obiettivo condiviso da Berlusconi, ma molto arduo. Sul punto Storace ha detto: «Le elezioni si possono rinviare solo con il consenso di tutti». Ma il centrosinistra non ci sta.

  • La presidente di An replica al senatore Franco Bevilacqua

    La risposta di Maria Limardo «NON è certo rassegnando tardive dimissioni e invitando tutti gli altri esponenti della Cdl a fare altrettanto che si possono affrontare e risolvere i problemi della coalizione, tanto meno la carenza di risultato nel capoluogo può mai essere addossata al sindaco Elio Costa». Così la presidente provinciale di Alleanza nazionale Maria Limardo replica al senatore Franco Bevilacqua, le cui parole sono giudicate come «gratuite accuse peraltro scagliate da chi è rimasto volutamente lontano dal partito e dalle scelte operate e del tutto assente dalla campagna elettorale». Maria Limardo condivide invece «l'analisi relativa al raffronto tra il dato europeo ed amministrativo», ma precisa che la differenza è data dal fatto che mentre per le europee il partito si è presentato sotto «l'unico simbolo che gli elettori hanno chiaramente individuato», alle amministrative «la presenza di una lista ispirata e sostenuta da Franco Bevilacqua, per come di pubblico dominio, ha suscitato sconcerto e disorientamento fra gli iscritti e i simpatizzanti di Allenza nazionale. In definitiva - sostiene Maria Limardo - la formazione di quella lista, lungi dall'ampliare la base del consenso dei nostri candidati ha di fatto provocato una ridistribuzione degli stessi voti del partito, assottigliando il consenso dei nostri candidati». Maria Limardo coglie infine l'occasione per ringraziare Saverio Mancini, i presidenti di circolo e gli elettori di An.