Giorgio Almirante - quarta parte

Rieletto deputato della circoscrizione di Roma-Viterbo-Latina-Frosinone nelle elezioni politiche del 25 maggio 1958 con 49.828 voti di preferenza,

sostenne la politica di inserimento nel sistema democratico portata avanti da Michelini e aderì alla mozione del segretario per il VI congresso nazionale del MSI, che avrebbe dovuto tenersi a Genova nel luglio 1960; ma i drammatici fatti di Genova, che impedirono lo svoglimento del congresso, e la caduta del governo Tambroni riportarono il MSI ad un ruolo di opposizione radicale.

Nelle elezioni politiche del 28 aprile 1963 Almirante fu rieletto deputato della circoscrizione di Roma-Viterbo-Latina-Frosinone con 46.597 voti di preferenza. Al VII congresso nazionale del MSI (Roma, agosto 1963) si contrappose fortemente a Michelini, fino ad abbandonare i lavori del congresso con la sua corrente, non partecipando nemmeno alle votazioni finali. In quel momento, molti davano per certa l’uscita dal MSI di Almirante e dei suoi seguaci, i quali però, ancora una volta, ritennero che le ragioni dell’unità del partito dovessero prevalere sulla loro opposizione a Michelini. Tra le conseguenze della rottura dei rapporti tra la segreteria e la corrente almirantiana vi fu anche il cambiamento di proprietà del Secolo d’Italia: dopo che il giornale, ancora indipendente e diretto dal triumvirato Turchi-Anfuso-Almirante, era stato privato dei finanziamenti di partito di cui godeva, la sua società editrice fu rilevata da Michelini a nome del MSI, e dal 3 agosto 1963 il Secolo d’Italia divenne ufficialmente “quotidiano del MSI”, con lo stesso Michelini direttore.

In occasione dell’VIII congresso nazionale (Pescara, giugno 1965), le alleanze interne del MSI cambiarono: Michelini concluse all’ultimo momento con Almirante un accordo che non fu accettato da Pino Romualdi, tradizionale alleato di Michelini. A sua volta Almirante fu abbandonato da molti suoi seguaci, contrari all’intesa con il segretario. La lista Michelini-Almirante vinse largamente il congresso (428 voti contro 159 andati alla lista di Romualdi); Almirante tornò a far parte della direzione nazionale del MSI.

Nel corso delle legislature III (1958-63) e IV (1963-68) Almirante si distinse nelle battaglie ostruzionistiche in Parlamento contro l’attuazione dell’ordinamento regionale dello Stato: dalla battaglia contro l’istituzione della regione Friuli-Venezia Giulia (il 3 luglio 1962 egli pronunciò alla Camera, in proposito, un discorso di sette ore e 50 minuti) a quella contro la legge elettorale regionale, che fu combattuta alla Camera da MSI, PDIUM e PLI nell’ottobre 1967, e della quale Almirante fu il maggiore protagonista per numero e durata di interventi. Tali prove, come quelle da lui date nelle stesse legislature e in altre in discorsi contro la legge Scelba sul divieto della ricostituzione del Partito fascista (nel 1952 Almirante, introducendo la pratica dell’ostruzionismo nel Parlamento repubblicano, aveva parlato quattro ore ogni mattina per un mese alla commissione Affari interni della Camera), contro la riforma elettorale maggioritaria di De Gasperi (altra battaglia ostruzionistica nella I legislatura), in difesa dell’italianità di Trieste e dell’Alto Adige (il 16 gennaio 1971 pronunciò alla Camera un discorso di nove ore e un quarto - il più lungo della sua vita parlamentare, e il più lungo mai pronunciato fino a quel momento nel Parlamento italiano - contro il disegno di legge costituzionale che, modificando lo statuto del Trentino-Alto Adige, tendeva a privilegiare la popolazione altoatesina di lingua tedesca), contro la nazionalizzazione dell’energia elettrica e contro la riforma della scuola media, lo fecero riconoscere come uno dei migliori oratori del Parlamento italiano.

Nelle elezioni politiche del 19 maggio 1968 Almirante fu rieletto deputato della circoscrizione di Roma-Viterbo-Latina-Frosinone con 54.200 voti di preferenza. Apertasi il 5 giugno seguente la V legislatura, egli fu eletto presidente del gruppo parlamentare del MSI alla Camera.

Il 15 giugno 1969 morì Michelini, segretario nazionale del MSI da quindici anni. Di fronte al problema della successione alla guida di un partito in grave crisi (nelle elezioni politiche del 1968 era sceso al 4,5 per cento dei voti, suo minimo storico ad eccezione del risultato del 1948), il gruppo dirigente del MSI trovò una soluzione unitaria: il 29 giugno 1969 Almirante fu eletto segretario nazionale del MSI all’unanimità, per acclamazione, dalla nuova direzione nazionale appena eletta dal comitato centrale. Ridivenuto segretario dopo diciannove anni, egli lasciò la presidenza del gruppo parlamentare alla Camera (3 luglio); ed ebbe la soddisfazione di prendere il controllo, come editore, del suo vecchio giornale, il Secolo d’Italia.

La seconda segreteria Almirante mirò fin dall’inizio all’unità delle destre, trattando a tal fine con i monarchici del PDIUM e con indipendenti di centro-destra. Nelle elezioni regionali del 7 giugno 1970 il MSI ebbe una discreta ripresa, ottenendo nelle regioni a statuto ordinario il 5,3 per cento dei voti. Almirante - confermato segretario all’unanimità dal IX congresso nazionale del MSI (Roma, novembre 1970), in cui lanciò le parole d’ordine “alternativa al sistema” e “destra nazionale” e propose la formazione di un “Fronte articolato anticomunista” con altre forze politiche (che fu poi la Destra nazionale) - portò il suo partito ad eccellenti risultati nelle elezioni regionali siciliane e amministrative del 13 giugno 1971: il 16,3 per cento dei voti in Sicilia e il 16,2 per cento a Roma, dove il segretario nazionale si era candidato al consiglio comunale come capolista.

Nel febbraio 1972, in vista delle elezioni politiche anticipate, il PDIUM decise di allearsi con il MSI nella costituenda Destra nazionale. Per le elezioni politiche del 7 maggio 1972 il MSI e il PDIUM presentarono, sotto il simbolo del primo partito, liste comuni e particolarmente forti, nelle quali figuravano indipendenti di prestigio, ufficiali di tutti i gradi, funzionari di polizia e, per la prima volta, reduci di entrambe le parti che avevano combattuto la guerra civile del 1943-45 (volontari della RSI, ex combattenti regolari del “regno del Sud” e partigiani monarchici). Ventidue anni prima della fondazione del Polo per le libertà, fu quello il primo tentativo di costituire uno schieramento di centro-destra che superasse le divisioni della guerra civile. Il 7 maggio la Destra nazionale ottenne l’8,7 per cento dei voti, 56 seggi alla Camera e 26 seggi al Senato: un successo che parve storico. Almirante fu rieletto deputato nelle due circoscrizioni in cui si era candidato come capolista: in quella di Roma-Viterbo-Latina-Frosinone con 218.642 voti di preferenza e in quella di Milano-Pavia con 59.235 voti di preferenza; optò per Roma. Nel luglio seguente il PDIUM decise di confluire definitivamente nel MSI, che nel primo giorno del suo X congresso nazionale (Roma, 18-21 gennaio 1973) adottò la nuova denominazione MSI-Destra nazionale. Il 22 gennaio 1973 la nuova direzione nazionale elesse per acclamazione Almirante segretario nazionale del MSI-DN.

Il successo della Destra nazionale non determinò svolte nella politica italiana, ma fece intensificare la già dura campagna contro Almirante e il suo partito che le forze dell’”arco costituzionale” conducevano con ogni mezzo dal 1971, precisamente dai giorni seguenti la grande avanzata missina nelle elezioni siciliane e amministrative del 13 giugno di quell’anno (il 21 giugno 1971 era iniziata la faziosa campagna giornalistica sull’Almirante “fucilatore” del 1944, alla quale il diffamato rispose per vie legali pur sapendo di non poter ottenere piena soddisfazione dai tribunali della Repubblica): il 28 giugno 1972 la procura della Repubblica di Milano chiese alla Camera l’autorizzazione a procedere contro il segretario nazionale del MSI per il reato di ricostituzione del disciolto Partito fascista. Al leader di un partito di opposizione che non raggiungeva il 10 per cento dei voti veniva addebitata tutta la responsabilità politica, e addirittura quella penale, di fenomeni che sconvolgevano l’Italia: la violenza politica (in grandissima parte di sinistra e rivolta contro militanti e sedi della destra) e il terrorismo. Negli anni seguenti la tensione aumentò sempre più, ed esclusivamente a danno del MSI-DN, che fu il partito più colpito dalla violenza e dal terrorismo: dal 1970 al 1983 ebbe venti morti, di cui ben tredici a Roma. Il 24 maggio 1973 la Camera concesse, con 484 voti contro 60, l’autorizzazione a procedere contro Almirante per quel reato politico e anzi ideologico; ma l’inchiesta sulla presunta ricostituzione del PNF, trasferita alla procura della Repubblica di Roma per competenza territoriale ed estesa dal luglio 1975 a tutto il gruppo dirigente missino del periodo 1969-72, non fu mai portata a termine.

Iolowcost

Una vita a basso costo?

Visita subito il nostro portale!

Ultimi interventi

Vedi tutti

Link correlati