
Si tratta di un Ente che ha una sua specifica identità non assimilabile ad alcun altro istituto previdenziale pubblico e/o privato.
L’Inail presenta straordinarie possibilità di sviluppo che possono attuarsi con un ampliamento molto significativo della sua missione.
Un esempio su tutti: la legge istitutiva dell’Infail (Istituto Nazionale Fascista Infortuni sul Lavoro poi divenuto Inail) prevede la tutela del lavoratore, senza ulteriore specificazione, dagli infortuni.
Ciò significa che l’Inail dovrebbe coprire tutti coloro che svolgono un’attività lavorativa, dipendente o autonoma che sia.
Si va dunque dai liberi professionisti ai vigili urbani, due categorie che non risultano attualmente coperte.
La cosa importante, però, è che l’Inail ha tre compiti principali: prevenire, tutelare e reinserire l’infortunato nel circuito lavorativo e sociale.
Va sottolineato che l’Inail costituendo un esempio della cultura sociale italiana potrebbe rappresentare anche un riferimento per tutti coloro che sono mortificati dal lavoro nero e sommerso.
Non solo in Italia, ma anche nei Paesi europei dell’Europa orientale che entreranno prossimamente nell’Unione, nonché dei numerosi altri dove si pratica il dumping sociale. Occorre predisporre progetti per il graduale rientro nella tutela dei diritti dei lavoratori.
Come dovrebbe attuarsi una reale riforma dell’Inail e degli altri istituti previdenziali nazionali nell’ambito della generale ristrutturazione del sistema pensionistico italiano?
Bisogna accorpare quegli enti che non hanno una specificità definita e che quindi non appaiono particolarmente specializzati, realizzando così sinergie ed economie di scala. Nel caso di specie l’articolata missione dell’Inail esclude una riforma di questo tipo vista la sua identità molto caratterizzata.
Quale ruolo può svolgere oggi l’Inail sul fronte della solidarietà e dell’azione sociale che gli Enti pubblici devono essere capaci di poter offrire ai cittadini?
A parte quanto già detto mi sembra che il ruolo degli enti pubblici debba essere esercitato nel campo delle nuove forme del lavoro, in particolare per quanto riguarda il saper coniugare il nuovo sviluppo con la tutela dei diritti. A tale riguardo penso a modelli contrattuali che prevedano la partecipazione alla gestione dei dipendenti, nonché alla ripartizione degli utili. Questo soprattutto per i giovani potrebbe consentire alle imprese di corrispondere salari di entità pari al minimo vitale e soggetti agli oneri sociali, ma anche di incrementare l’entità delle retribuzioni, senza oneri né fiscali né sociali in funzione della produttività realizzata. Sono impegnato a fare in modo che si creino nell’Inail le condizioni di una “comunità aziendale” che osservi prima di ogni altro le norme sugli infortuni e le malattie professionali. L’Inail ha risarcito nei giorni scorsi il primo caso italiano di mobbing, ma è lecito chiedersi se al suo interno vi siano comportamenti destinati ad evitare comportamenti simili a quelli che l’ente risarcisce.
Il nuovo Welfare passa da una nuova funzione degli Istituti previdenziali?
È chiaro che ogni ente deve eliminare i suoi punti critici, ma la novità potrebbe essere quella di integrazioni operative che sviluppino collaborazioni virtuose senza peraltro attentare minimamente alla specificità di ciascun ente.

GiuseppinaAn








