Intervista a Giancarlo Gabbianelli Sindaco di Viterbo

Intervista esclusiva per SUPEREVA a cura di Giuseppina Cellesca: Gabbianelli: uno dei Sindaci con il più alto indice di gradimento in Italia.

Qual è la sua storia politica, da dove viene Giancarlo
Gabbianelli?

Si può dire che vengo da lontano. Ho sempre militato nel MSI, con fortune alterne e lottando sempre in condizioni di minoranza, discriminazione, pregiudizio ed opposizione. Per me come per molti che vengono da quell’ambiente l’attività politica è sempre stata vissuta con grande intensità, passione, disinteresse e slancio ideale. Valori quanto mai attuali e sui quali bisognerebbe insistere più spesso: altrimenti i giovani di oggi rischiano di intendere la politica soltanto con un’ambizione che rischia di perdere di vista le sue finalità di servizio alla comunità.

Che cosa pensa dello scenario politico di oggi?

Finalmente abbiamo in Italia un Governo diverso da quelli degli ultimi 60 anni in cui predominavano spesso il compromesso ed in molti casi finalità tutt’altro che trasparenti. Ora, è evidente che non sempre quello che porta avanti l’attuale governo può essere gradito a tutti, tuttavia ha portato una ventata di novità, di energia e di voglia di fare. Per tirare poi un bilancio definitivo,che mi aspetto comunque positivo, credo che sarebbe giusto aspettare la fine della legislatura. Resta il fatto che la coalizione di centro-destra, pur nella sua differenziazione interna, mi sembra molto più solida e matura di quella di centro-sinistra che è completamente allo sbando.

E del ruolo di AN?

AN è maturata in fretta e sta offrendo, ad ogni livello politico, amministratori di qualità. Anche se ha anime interne molto varie che ne rappresentano la ricchezza culturale ed ideale, sta svolgendo saggiamente il suo ruolo ed ha una leadership che riesce ad essere con sicurezza un preciso punto di riferimento per tutto il partito.

Cosa significa per un uomo come lei dopo decenni di opposizione arrivare a ricoprire importanti incarichi amministrativi?

Tutti quelli che mi conoscono, avversari e non, sanno benissimo che non ho mai fatto politica per le poltrone o per raccogliere le briciole di chissà chi. Fare il Sindaco è per me una vera e propria missione spirituale, incentrata su spirito di servizio ed onestà: questo al di là di ogni retorica ipocrita. So bene che un giorno finirà, come tutte le cose della vita, ed allora il mio solo desiderio è quello di cercare di fare il meglio possibile per la mia città, con solerzia, dinamismo, coerenza e trasparenza.

Cosa vuol dire fare il Sindaco di una città come Viterbo?

Per me vuol dire dedicarsi anima e corpo ai problemi di una città, nel caso di Viterbo medio-piccola, ma con grandi potenzialità di crescita che cerchiamo di portare avanti, praticamente senza sosta. A livello personale ti cambia la vita e nel mio caso, forse per la passione che ci metto, accompagna le soddisfazioni ad una dose di stress non indifferente. Vuol dire anche, purtroppo, trascurare gli affetti più cari, gli amici più veri, le passioni di una vita. Bisognerebbe avere il dono dell’ubiquità per poter scindere vita pubblica e vita privata.

L’elezione diretta e le nuove leggi conferiscono ai Sindaci una maggiore indipendenza, è più facile amministrare ora rispetto al passato?

Sicuramente la situazione è un po’ diversa. Prima il sindaco era spesso il frutto dei giochi e delle manovre di palazzo, ora ha una maggiore autonomia e soprattutto ha un’autorità sicuramente maggiore: è investito direttamente dal popolo. Pensare però che i partiti intendano fare una marcia indietro nella gestione del potere è pura utopia.

Lei è uno dei Sindaci con il più alto indice di gradimento in Italia, cosa ne pensa?

È certamente una bella soddisfazione ma allo stesso tempo ti carica di una maggiore responsabilità: più sono le persone che credono in te, maggiore sarebbe la loro delusione se le cose non andassero per il verso giusto.

Come vive il rapporto con i cittadini?

Cerco di essere quello di sempre, di saper ascoltare, di essere vicino ai loro problemi. Cerco di essere sempre presente a tutti gli inviti che ricevo a tutte le manifestazioni che ci sono, per stare tra la gente, per conoscere i loro problemi ed i loro desideri. Non sempre però è possibile ascoltare tutti, non sempre è possibile risolvere ogni questione, purtroppo.

Cosa è cambiato nella sua vita privata?

È cambiato tutto. Come dicevo prima è cambiato il ritmo, i tempi, gli orari. La mia famiglia mi vede poco e male.

Riesce a ritagliarsi degli spazi personali?

Ogni tanto, ma certo se lascio il telefonino accesso, con il quale ho un rapporto di amore e odio dettato dalla necessità, posso star sicuro che suonerà in continuazione.

Il suo ruolo istituzionale ha dunque influenzato anche il suo rapporto con sua moglie.

Ovviamente. Ida è peraltro una persona molto saggia ed anche molto semplice, che non ama certo apparire o pavoneggiarsi sempre in pubblico nelle varie occasioni mondane che sono, per così dire, costretto a frequentare,dopo una giornata di duro lavoro. Molte volte lo fa perché così almeno possiamo stare insieme. Adesso si è abituata alle mie assenze ed allo stress che purtroppo mi porto a casa, all’inizio non è stato facilissimo.

E quello con sua figlia?

Vi racconto un aneddoto molto carino. Tanti anni fa, quando pensarmi sindaco di Viterbo era pura follia, mi fece promettere che se un giorno lo fossi diventato allora avrebbe potuto prendere a casa un gatto, animale che io non amavo molto. Ebbene tre anni fa, una settimana dopo la mia elezione, mi sono trovato a casa una batuffolo rosso che, per compiacermi, è stato chiamato Totti. Beh, dopo il mio sbigottimento iniziale, siamo diventati a breve grandi amici e devo dire che mi sono ormai totalmente ricreduto sui gatti, animali eccezionali che sanno trasmettere un amore ed un affetto incredibile in modo del tutto personale. Ora Totti fa parte della famiglia ed è adorato da tutti in casa.

La sua più grande passione dopo la politica?

Il calcio: sono tifosissimo della Roma! Non mi perdo una partita. Le vedo a casa, in comodità, insieme a Federica, mia figlia, il gatto Totti ed un caro vicino di casa.

Le vacanze ideali?

Adoro il mare dunque dico Sardegna. Possibilmente in pace e col cellulare spento per la maggior parte del giorno.

Il libro o l’autore preferito?

Sono rimasto entusiasta de “L’ultima Legione” di Valerio Massimo Manfredi, che ho letto questa estate. Ho anche una grande ammirazione personale per Carlo Mazzantini.

Il politico che stima maggiormente?

Fini per gli italiani e Chirac per gli europei.

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