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UGL NEWS Fiat vuole liberarsi dei ‘pesi morti’

È netta «la convinzione che la Fiat intende presentarsi all'appuntamento del 2004 nelle condizioni più "appetibili" nei confronti dell'acquirente attualmente interessato ».

Questo è stato il commento
del segretario
nazionale dell’Ugl
M e t a l m e c c a n i c i,
Domenico Fresilli, al termine
del tavolo odierno
sulla crisi del Lingotto.
«L’unica certezza, espressa
dagli stessi dirigenti dell’azienda,
è che, alla fine di
questo ciclo di pesante
ristrutturazione, 4.500
lavoratori non rientreranno
più negli stabilimenti».
«Davanti al rifiuto di Fiat
di ricorrere ai contratti di
solidarietà e alla rotazione
dei lavoratori in cassa integrazione,
distribuendo così
i sacrifici fra tutti e rendendoli,
per questo, meno
pesanti, di anticipare l’uscita
dei nuovi modelli per
attutire l’impatto negativo
del piano e di riportare in
Italia le produzioni attualmente
all’estero si dimostra
l’inutilità di questi
incontri perché è chiara
l’intenzione di Fiat di
volersi, al più presto, liberare
dei ‘pesi morti’.
Restando così le cose, il
destino di Arese e Termini
Imerese è segnato e temiamo
per quello di Cassino».

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