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Austria, esplode il caso dell'onorificenza a Fini

Riess-Passer si difende: «Io non c'entro niente» Complice anche la campagna elettorale ormai entrata nel vivo, non si placa in Austria la polemica sulla concessione, da parte del presidente Thomas Klestil, di un'alta onorificenza al vicepremier italiano Gianfranco Fini in occasione della visita ufficiale in Italia nel settembre scorso...

Ieri il vicecancelliere austriaco, Susanne Riess-Passer della Fpö, i liberalnazionali di Haider, ha negato da Vienna di essere intervenuta presso il presidente Klestil affinché fosse concessa a Fini l’onorificenza austriaca, consegnata a Roma nel settembre scorso. La signora Riess-Passer ha definito “assolutamente false e arbitrariamente inventate” le affermazioni della rivista di estrema destra “Zur Zeit” dell’ex consigliere di Joerg Haider, Andreas Mölzer, a proposito di un suo intervento su Klestil per chiedergli di dare a Fini una importante onorificenza per meriti acquisiti nei confronti dell’Austria. Riess-Passer ha promesso che farà causa per il risarcimento dei danni civili.

Sulla base delle affermazioni dell’ultimo numero di “Zur Zeit”, l’Obmann della Svp Siegfried Brugger ha definito “completamente riabilitato” il ministro degli Esteri austriaco, Benita Ferrero-Waldner. Contro quest’ultima, e dopo che in un comizio a Bolzano poco prima del referendum su Piazza della Vittoria lo stesso Fini aveva mostrato l’onorificenza appena ricevuta, si erano appuntate nelle scorse settimane le critiche, soprattutto della Svp. Poichè le onorificenze attribuite dal presidente della Repubblica austriaco durante le sue visite all’estero devono essere approvate dal governo in carica, e poichè la lista delle persone da insignire viene normalmente preparata dall’ambasciata nel paese in questione che le trasmette al ministero degli Esteri a Vienna, attualmente retto dalla signora Ferrero-Waldner, su di lei era ricaduta la responsabilità di avere proposto Fini per la “Grande onorificenza in oro con nastrino” austriaca.

L’Austria, in base agli accordi di Parigi del 1945, ha avuto per tutto il dopoguerra il ruolo di “paese protettore” della minoranza di lingua tedesca in Italia, che ha svolto sia per la realizzazione del “pacchetto” dell’autonomia del 1969, sia per il rilascio della “quietanza liberatoria” davanti all’Onu che nel 1992 pose fine alla vertenza tra Austria e Italia per l’Alto Adige.

Mölzer, l’editore di “Zur Zeit”, ieri ha difeso la veridicità delle notizie sull’intervento di Riess-Passer su Klestil attribuendole a «voci in circolazione da tempo a Vienna».
Hans Magenschab, portavoce della presidenza della Repubblica austriaca ha invece rifiutato ogni commento: «Si tratta di una questione della signora vicecancelliere - ha detto Magenschab - che deve chiarire le cose con il giornale “Zur Zeit”».

Alto Adige, BOLZANO 12.11.2002.

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