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An, le donne chiedono potere

Brava Donna Assunta! siamo in tante a condividere queste cose. Molte di noi hanno dimostrato con i fatti, con il comportamento di una vita intera, che non è necessario essere femministe per essere donne autonome, capaci di fare tutto quelo che fanno gli Uomini, senza mai perdere di vista il fatto di "essere donna" in tutto ciò che esso comporta. Donna Assunta Almirante: candidati buoni o stavolta voto a sinistra........«Quando mi sono iscritta al Fronte della Gioventù, ero l’unica donna. A quei tempi a noi del Msi ci trattavano come gli ebrei, pure peggio, anzi»......

ROMA - «E adesso lascio la parola a un grande uomo: Ignazio La Russa», dice la conduttrice Monica Setta passando il microfono al personaggio-rivelazione della mattinata.
Eccolo lì, Ignazio La Russa , barbetta alla Italo Balbo e parlantina alla Fiorello. Ci sembra nato, nel talk-show: passeggia sul palco come facevano i cantanti confidenziali alla Jimmy Fontana, gratifica la platea, anche infliggendole qualche paternalismo che uno di sinistra non oserebbe mai perché lo sommergerebbero di fischi(«Ve lo dico da uomo: il sindacalismo femminista innervosisce»), fa salire sul palco sei o sette del pubblico.
Per un’oretta è La Russa versione Fiorello: un successo.
«Vedi, quelli di destra sono così, sanno parlare a braccio», ti spiega una trentenne napoletana dell’associazione Donna Protagonista che ha portato, in autobus, ventisei aderenti.
Il cinema romano è pieno di signore di An qui convenute per «Penelope e la rete, la donna protagonista nella società e nella politica». Una platea che non spreca un applauso, non concede una risata di cortesia: per chi non le convince, silenzio. La Russa invece piace e lo stanno a sentire, Maurizio Gasparri incassa la loro solidarietà di madri e perciò quando Anna La Rosa , direttrice delle tribune parlamentari, sollecita «un bell’applauso per il ministro che ha voluto il codice di autoregolamentazione per i minori in tv», le presenti concordano. Per il resto, ci sono anche interventi che cadono nel disinteresse. Non le freghi mica, queste signore, neppure se provi a proporre il demagogico partito delle donne.
Appena l’avvocato Annamaria Bernardini de Pace smonta il progetto con un solo concetto: «Basta con questa storia: noi vogliamo vincere nei partiti che ci sono», viene giù, come usa dire, il teatro.

A mezzogiorno, il dibattito è in pieno svolgimento.
Mancano Jonella Ligresti, la sessuologa Alessandra Graziottin, non verrà Lorella Cuccarini e, quel che più conta, non ci saranno le conclusioni di Gianfranco Fini .
Trattenuto da Fassino a Saint Vincent, è la versione ufficiale: scocciato perché a mobilitare le donne, stavolta, è stato il duo Gasparri-La Russa, spettegolano in corridoio.
Le due madrine dell’iniziativa, Maria Ida Germontani e Daniela Santanchè , comunque, non sembrano colpite dall’assenza: sono contente della platea stracolma ed educata.

S’è fatta l’una, intanto, e Ignazio La Russa si impadronisce del palco e del microfono. «Ve lo ricordate Vecchioni? Ve la ricordate quella vecchissima canzone, “Voglio una donna con la gonna?”. La vogliamo pure noi, ma dev’essere una donna che sappia mettersi i pantaloni quando serve, e poi, di pomeriggio, si rimetta la gonna». Una faticaccia, certo, ma ’Gnazio è sicuro che possiamo farcela: «Non è così difficile».
Acclamata, arriva sul palco donna Assunta Almirante , 77 anni, in elegante completo color champagne e sempre uguale a se stessa.
Ispirata dall’icona del partito, una Mariolina militante di Potenza parte con un vibrante amarcord: «Quando mi sono iscritta al Fronte della Gioventù, ero l’unica donna. A quei tempi a noi del Msi ci trattavano come gli ebrei, pure peggio, anzi». La platea non fa una piega.

Donna Assunta viene invitata ad esprimersi sulle scarse candidature femminili di An. A difesa delle donne, e non solo, la Vedova annuncia l’inannunciabile: «Se alle prossime elezioni mi piazzano nel collegio un personaggio che non amo, vo-te-rò per la si-ni-stra».
Qualche frisson e molti applausi solidali. La parola passa ad un’altra anziana militante. Comincia come nelle convention dei repubblicani americani: «Dio solo sa se non sono sempre stata di destra. Di estrema destra».
Applausi.
«Sono sempre stata anti-anti-anti comunista». Disinteresse. Segue, anche con lei, annuncio-choc: «Sono la zia di Vittorio Sgarbi. Possibile che l’abbiano mandato via dal governo mentre l’Ulivo s’è tenuto la Melandri?»

L’appello della zia di Sgarbi, comunque, non scuote la sala che tornerà a scaldarsi nel pomeriggio, di nuovo con Assunta Almirante nel dibattito moderato da Carlo Rossella , presenti anche Selma Dell’Olio , Angela Buttiglione , direttore del TGR, la ventenne Giorgia Meloni , capo dei giovani di An.
Daniela Santanchè lancia un’idea: donna Assunta diventi coordinatore delle prossime candidature del partito, una sorta di Claudio Scajola di An. La seduttiva vegliarda ringrazia, ma declina. Sa bene che Fini non gradirebbe. Perciò: «Cara Daniela, grazie, ma ho già visto che, dopo la tua proposta, Gasparri ha fatto il segno di chi se ne vuole andare…».

Maria Latella
Corriere della Sera 1.12.2002

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