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PISA An incalza su Dringoli Forza Italia tace

Conclusa la pausa natalizia si apre ufficialmente la corsa alla poltrona di Palazzo Gambacorti. Le elezioni per il rinnovo dell'amministrazione locale si svolgeranno in una data ancora da definire compresa tra aprile e giugno.

— I partiti, dunque, hanno a disposizione ancora pochi mesi per approntare la «macchina da guerra» e ormai non hanno più tempo da perdere. Ma se l’Ulivo da mesi ha riproposto la candidatura dell’attuale sindaco Paolo Fontanelli, da parte della Casa delle Libertà tutto è ancora in alto mare. Tanto è vero che Alleanza Nazionale nei giorni scorsi ha sentito il bisogno di fare un passo in avanti senza attendere i «cugini» di Forza Italia che ancora non si pronunciano.
Il segretario provinciale di An Marco Meucci e il consigliere regionale Virgilio Luvisotti sono così usciti allo scoperto lanciando un sasso nello stagno per vedere l’effetto che fa. Il «sasso» si chiama Carlo Alberto Dringoli, ex candidato del centrodestra sconfitto nelle ultime amministrative, ideatore e capo del governo ombra e, in tempi passati, presidente dell’Unione Industriale.
Luvisotti e Meucci, dunque, hanno fatto sapere apertamente che il loro candidato è Dringoli, di fatto forzando la mano ai loro alleati tradizionali. Ma che cosa ne pensa Forza Italia? Non è un mistero che nei mesi scorsi almeno una parte del partito berlusconiano a Pisa sia sia messa alla ricerca di un nuovo candidato, offrendo la poltrona del Palazzo a vari personaggi pisani (dal presidente della Camera di Commercio Pier Francesco Pacini al chirurgo Franco Mosca) e non. Le risposte sembrerebbero essere state tutte negative, ma Forza Italia non ha mai sciolto le sue riserve su Dringoli. L’ultima parola dovrà probabilmente venir fuori dal congresso che si svolgerà il 1° febbraio.
Molte sono le fazioni che si combatteranno la leadership del club provinciale degli azzurri e probabilmente la risposta dipenderà da chi si aggiudicherà il palio della vittoria. Tuttavia la mossa di Alleanza Nazionale non sembra aver lasciato molta scelta ai berlusconiani. O si allineeranno sulla scelta di An, oppure saranno costretti a presentarsi alle elezioni in maniera divisa, e quindi sicuramente perdenti.

Valeria Caldelli

La Nazione 7.1.2003

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