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Sanità, decreto taglia spese An soddisfatta dei correttivi

Il decreto taglia spese emanato a suo tempo dall'assessore regionale alla Sanità Ettore Cittadini avrà effetti meno pesanti sul settore in provincia anche a seguito dell'azione svolta dai deputati di Alleanza nazionale, che ha consentito di apportare dei correttivi, soprattutto in materia di blocco delle assunzioni e di incremento dei fondi per i servizi in convenzione esterna e di sanità privata.

Tratto da: La GZZETTA DEL sUD 7.1.2003

Giuseppe Calabrese

Il gruppo parlamentare di An all’Ars ha ottenuto, infatti, «la soppressione degli articoli riguardanti il blocco delle assunzioni e – sottolinea il responsabile del settore sanità di An dottor Nunzio Storaci – ed il contenimento entro limiti accettabili dell’aumento del finanziamento per la sanità convenzionata esterna e privata». Storaci fa presente che il blocco di tutte le assunzioni avrebbe portato all’«inevitabile paralisi per molti reparti e servizi ospedalieri». Ma c’è un altro aspetto, non meno significativo dei primi, sul quale i deputati di An all’Assemblea regionale hanno anche lavorato, in modo da evitare penalizzazioni per l’utenza: la soppressione di diverse guardie mediche, in misura pari al 40%, che «avrebbe arrecato – rileva il responsabile del settore sanità di An – seri disagi alla popolazione tutta».
Il risultato è stato invece quello di avere definito una nuova regolamentazione dei servizi di guardia medica, che «prevede solo l’accorpamento delle strutture – precisa il dottor Storaci – che operano nel raggio di 10 chilometri», portando così ad «una razionalizzazione del sistema che lascia inalterata la sua funzionalità», senza comportare ulteriori disagi per gli utenti. L’azione assunta dal gruppo di An all’Ars ha perseguito essenzialmente due obiettivi: le economie di spesa nel settore in Sicilia non si possono tradurre nel venir meno del carattere pubblico dei servizi, a tutto vantaggio della sanità privata. Mentre i tagli, sia pure necessari, non devono in alcun modo comportare disservizi per i cittadini, semmai evitare sprechi che alla fine finiscono per ritorcersi contro gli stessi destinatari dei servizi sanitari.

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