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Quel malessere sottovalutato

la denuncia Il segretario dell'Ugl, Zaza, indica nel lavoro e nella sicurezza le principali spie sociali «Gli enti locali fanno abbastanza per evitare il degrado sociale?»

Foggia -
La recente visita della commissione Antimafia, ha aperto un ventaglio di riflessioni e di proposte, provenienti dalle più variegate categorie produttive e sociali, che meritano un approfondimento sul processo di presunto degrato economico e sociale verso cui si sarebbe pericolosamente diretta la società foggiana. La stura a tali considerazioni viene, peraltro, introdotta dalla classifica sul benessere del ‘Sole 24 Ore’ che accredita la Capitanata dell’ultimo posto.

Segnale che, secondo la segreteria provinciale dell’Ugl, rappresenta il presupposto e la spia dell’«imbarbarimento della società civile foggiana» che trova la sua «causa principale nel costante aumento della disoccupazione». L’Ugl calcola in oltre 100mila i senza-lavoro, problema che «unito a una ormai cronica carenza di infrastrutture, ad una clandestinità dilagante e a una siccità perpetua, creano i presupposti per un vero e proprio esercito di disperati disposti a tutto».

Il segretario dell’Ugl, Alberto Zaza, ha consegnato il suo rapporto agli atti della commissione Antimafia, insieme a una serie di considerazioni sul peso politico e istituzionale degli enti locali retoricamente indicato come concausa del degrado incipiente: «viene e spontaneo chiedersi se le istituzioni e gli enti locali stiano veramente facendo del proprio meglio per far sì che la nostra provincia possa raggiungere ben altri primati».

E di seguito vengono elencati i motivi di tale situazione, che l’Ugl fa risalire all’eccessiva tolleranza, per non dire sottovalutazione, dei problemi: «il tessuto sociale della nostra provincia è profondamente leso da continui atti di intolleranza e indifferenza verso episodi quotidiani di microcriminalità e teppismo che fanno vacillare la credibilità verso le istituzioni, aprendo le frontiere del dubbio. Il Tribunale di Foggia è al collasso per carenza di personale e di giudici; quando non c’è la certezza della pena non si può pretendere la collaborazione dei cittadini e non si possono additare gli stessi con il termine di “omertosi”, lasciandoli in balìa di ogni ritorsione».

L’Ugl teme che tale stato di cose finisca per scoraggiare gli imprenditori che intendano investire in Capitanata. Auspica, pertanto, «maggiore presenza di forze dell’ordine sul territorio, l’invio di nuovi giudici, meno tolleranza verso i reati minori, l’inserimento nei programmi scolastici dell’insegnamento dell’educazione civica». «Crediamo - conclude Zaza - che quanto richiesto, unitamente a una profonda coscienza civica operativa da parte di tutti noi, possa consentirci di raggiungere il traguardo della sicurezza e della crescita occupazionale».

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