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«Vittime dello stalinismo, il 9 novembre è la data ideale

per farne memoria Di Gustavo Selva Tratto dall'Avvenire del 28/02/2003 C'è un "dovere della memoria" al quale dobbiamo corrispondere sia per noi sia per le generazioni che verranno. Il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, lo ha ribadito più volte anche in occasione del ricordo dedicato allo sterminio degli ebrei nei lager nazisti. C'era già chi aveva detto che non bisognava "perdere la memoria" di tutti i crimini contro l'umanità, compiuti dai vari regimi politici e, durante il dibattito parlamentare che portò, nel luglio del 2000, all'approvazione della legge per l'istituzione del «giorno della Shoah», molti oratori non mancarono di citare le stragi, le deportazioni, le persecuzioni che furono condotte in nome del Comunismo nell'ex Unione Sovietica e in molte altre parti del mondo e che fino a quel momento, specialmente in Italia, il Pci aveva fatto in modo di mettere in ombra.

Secondo dati più volte citati e mai smentiti, si calcola che siano state da 85 a 90 milioni le vittime di un sistema caratterizzato dalla negazione dei diritti umani e delle elementari libertà civili e religiose.

Di tutto questo vi è ampia testimonianza nelle ricostruzioni storiche come nel Libro nero del Comunismo e nelle opere di illustri scrittori russi come Aleksandr Solzenicyn.
Fra gli orrori del comunismo debbono essere elencati quelli di cui si sono resi responsabili Mao Tse Tung in Cina, Pol Pot in Cambogia, uomini donne e bambini, annegati per fuggire dalla Cuba di Fidel Castro o dal Vietnam del sud “liberato” dai Vietkong.

E ancora le vittime delle repressioni nell’ex Cecoslovacchia, in Ungheria, Romania, Bulgaria, Albania ed ex Jugoslavia e negli altri paesi del “socialismo reale”.

Il terribile bilancio comprende anche gli italiani morti o comunque scomparsi nei campi di concentramento staliniani e, come per beffa, “riabilitati” dopo il XX Congresso del Pcus e, nel nostro paese, gli assassinati dai partigiani di Tito nelle Foibe del Carso Triestino.

Condivido senza riserve l’iniziativa «Memento gulag». Per questo ho presentato una proposta di legge suggerendo, come data, il 9 novembre, giorno della caduta del muro di Berlino, oppure il 13 aprile quando (13 aprile 1943) il mondo apprese del ritrovamento dei corpi dei ventiduemila ufficiali polacchi fatti assassinare dai sovietici e sepolti nelle fosse di Katyn.

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