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Fara: - An: Giù le mani dall’ex Croce rossa

Lassù tra i pini e sulla collina di fronte al borgo farense, c'è il complesso dell'ex Croce rossa, quaggiù, tra i comuni mortali che si occupano di politica e di amministrazione, c'è invece una feroce polemica su quell'immobile che l'ultimo Consiglio comunale, con una delibera, ha reso accessibile ai privati, "in affitto, con patto di futura vendita".

di SILVIA LA TORRE
Tratto da Il Messaggero 9.3.2003

E se il sindaco Tersilio Leggio avverte che a Fara è ora di confrontarsi con il resto del “mondo civile” e che intende trasformare quel complesso in un polo turistico ricettivo funzionale ai borghi di Fara e Farfa e bilanci l’insediamento coresino industriale dell’Asi, l’opposizione apre le ostilità a suon di manifesti.

“Dopo aver sperperato cinque miliardi e ottocentododici milioni delle vecchie lire per l’acquisto del complesso ex Croce rossa, dopo averci riempito per vent’anni di debiti per pagarlo - dice il manifesto di An affisso in tutto il territorio comunale - dopo essere riusciti a perdere i finanziamenti per il Giubileo, con il Comune, la Provincia e il Governo di Sinistra, dopo che saremo costretti a pagare per il contenzioso con la ditta che aveva vinto l’appalto per la ristrutturazione - continua An - ora si dà in affitto l’immobile con patto di futura vendita”.
Insomma, è questo punto della delibera che non va giù all’opposizione che aggiunge: «Va bene la gestione ai privati, ma non la vendita. Siamo anche per un contratto trentennale di affitto o per un comodato con vincolo d’uso e di restituzione, ma il prestigioso immobile deve restare di proprietà del Comune».

Alle proteste di An e del resto dell’opposizione si aggiunge anche il Circolo Azione giovani “Destra Giovanile” di Fara Sabina, guidato da Davide Basilicata, che dichiara: «Noi giovani di destra ci opporremo con ogni mezzo alla “svendita” del nostro Comune. Per questo insieme ad An abbiamo deciso di fare una raccolta di firme per sensibilizzare la popolazione».

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