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Espone bandiera della pace, presidente municipio denunciato

Fabio Bellini, responsabile del XVI: "Quel vessillo non lo tolgo". Fabrizio Santori, il consigliere di An che ha presentato l'esposto: "Esposizione impropria in un palazzo delle istituzioni". di Simone Navarra - tratto da Il Nuovo 22.3.2003

ROMA - Denunciato per aver esposto una bandiera della pace. L’insolita azione giudiziaria vede al centro il presidente del Municipio Roma XVI, Fabio Bellini, Ds. “L’esposto-denuncia è stato presentato dal consigliere Fabrizio Santori, di Alleanza Nazionale - spiega Bellini -. Insieme a me, sono stati denunciati anche tutti coloro che hanno votato l’ordine del giorno, approvato dal nostro Consiglio il 26 febbraio, che dichiarava la posizione della maggioranza in Municipio a favore della pace, l’esposizione della bandiera e l’adesione alla grande marcia della pace di Monteverde del 28 febbraio, che ha radunato settemila persone e più di 120 associazioni, tra cui Emergency, Amnesty International e l’Associazione nazionale partigiani italiani”.

Santori ribatte sicuro. “La denuncia risale alla mattina del 28 febbraio, quando ho presentato l’esposto presso la caserma dei carabinieri “Gianicolense”, al commissariato della polizia “Monteverde” e al Prefetto tutti coloro che si erano fatti promotori ormai da più di 10 giorni di una iniziativa in contrasto con la legge: quella di esporre la bandiera della pace viola-blu-azzurro-verdino-giallo-arancione-rosso su una finestra dell’edificio pubblico del municipio, sito in via Fabiola 14″. E’ “curioso” quindi che la pubblicizzazione da parte del presidente Bellini avvenga ora. “Forse per sfruttare la coincidenza delle manifestazioni”. Nel merito Santori spiega: “Ritengo tale iniziativa riprovevole che conduce i palazzi delle istituzioni al pericolo di essere usati per esporre bandiere che rappresentano idee, opinioni, gesti che non hanno nulla a che fare con i simboli della Repubblica e che ne vanno ad inficiare la loro stessa identità”.

In buona sostanza l’esposto-denuncia chiede il rispetto della “Legge 5 febbraio 1998 n. 22 e del Dpr n. 121 del 7 aprile 2000 recante il Regolamento che disciplina l’uso delle bandiere della Repubblica italiana e dell’Unione europea da parte delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici”. “Naturalmente la legge ed il regolamento – prosegue Santori – prevedono una serie di prescrizioni ed adempimenti tesi alla disciplina delle bandiere, ma qui è utile, per non dire doveroso, sottolineare la impossibilità di esporre bandiere non istituzionali accanto a quelle previste dalla legge. Di più: tale disposizione normativa fu voluta dallo stesso Romano Prodi in polemica con la Lega che esponeva i suoi vessilli verdi”.

“Quella del consigliere Santori è una condanna inaccettabile nei confronti del simbolo della pace, per la quale dovrebbe impegnarsi ogni governo, anche locale. È inquietante quest’avversione nei confronti del vessillo che interpreta il sentimento corale della nostra città”, commenta invece Bellini. Santori attacca: “Ha ancora un valore la legge? O il rispetto delle istituzioni che si sublima nei simboli della Nazione e dello Stato previsti dalla Costituzione richiede forse uno sforzo eccessivo di serietà? La pace è un sentimento che non va strumentalizzato con una bandiera”.

(22 MARZO 2003; ORE 11:45)

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