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L'esercito britannico apre ai partner dei caduti gay

Non solo mogli e mariti regolarmente sposati avranno diritto alla pensione di guerra e ad altri benefici, in caso di morte del coniuge. Il governo Blair ha incluso anche i conviventi, etero e gay Tratto da Il Nuovo 22.3.2003 di Alessandro Condina

LONDRA – Oltre che nel diritto internazionale – con la dottrina della guerra preventiva – il conflitto in Iraq porta un’enorme novità anche nel costume. L’esercito britannico, infatti, riconosce le coppie di fatto, sia etero sia omosessuali, e concederà la pensione di guerra ai partner non sposati, anche gay e lesbiche, dei soldati uccisi durante il conflitto.

Lo ha annunciato il viceministro della Difesa, Lewis Moonie, in un rapporto scritto rivolto al parlamento, in cui il governo Blair riconosce il problema dei conviventi non sposati, che non avevano diritto alla pensione.

Per questo, l’esecutivo ha deciso, con effetto immediato, che i benefici, riconosciuti finora solo alle coppie regolarmente sposate, saranno estesi anche alle coppie di fatto. Il compagno o la compagna di un caduto, così, avrà diritto a una quota della pensione fino al 90%.

L’assegnazione, però, non sarò mai automatica: saranno valutati una serie di parametri, fra cui la dipendenza economica, la presenza di figli e gli impegni presi in comune, come prestiti e mutui.

L’esercito americano, invece, non riconosce gli stessi diritti; i soldati Usa possono solo sottoscrivere speciali assicurazioni e sceglierne il beneficiario, ma il diritto alla pensione è riservato alle coppie regolari.

(22 MARZO 2003, ORE 16:00)

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