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"Per An un direttorio a coordinare il partito"

La proposta del ministro Alemanno secondo cui la guida del partito non può essere compatibile con incarichi di governo, "ma forse un sottosegretario...".

ROMA - “Per dare corpo all’unità di An e porre fine alle polemiche, occorre nominare una terna di dirigenti di alto profilo per coordinare il partito”. Parole di Gianni Alemanno, ministro per le Politiche agricole ed esponente della destra sociale, secondo il quale però un ruolo organizzativo non è compatibile con incarichi di governo di primo piano, come quello di ministro. Inoltre “non è più rinviabile la convocazione della conferenza organizzativa di An”, mentre per altri incarichi di governo o parlamentari (come sottosegretario o capogruppo), “si può vedere”. “Bisogna rifiutare drasticamente la strada delle polemiche interne che - afferma Alemanno - indeboliscono il partito in questa fase decisiva. An ha fatto complessivamente un buon lavoro, che non può essere sciupato per qualche bega di federazione”.

Le indiscrezioni circa l’intenzione di An di puntare ad un ricambio al ministero dell’Economia “non hanno nessun fondamento, almeno per quanto mi riguarda. Quell’attacco a Tremonti non mi può essere attribuito, neanche indirettamente”. “La verifica che noi vogliamo è sui contenuti non sulle persone. Dobbiamo riuscire ad aprire la fase due del governo Berlusconi - sottolinea Alemanno - proponendo un nuovo modello economico-sociale di riferimento”. Per fare questo bisogna seguire “tre punti”, tre direttrici su cui muoversi: “una serie di sacrifici controllati per reperire le risorse necessarie allo sviluppo”; in secondo luogo “un impegno partecipativo e concertativo per condividere gli obiettivi su cui indirizzare queste risorse”; infine la necessità di “individuare nella qualità produttiva il riferimento complessivo per il nostro modello di sviluppo. Qualità che deve essere riconosciuta - spiega il ministro - come tratto distintivo di ogni nostro processo economico, culturale, formativo, ambientale”. In definitiva “la verifica deve essere una cosa seria - conclude - che deve realmente incidere sui prossimi tre anni di governo del centrodestra”.

Tratto da Il Nuovo 2.6.2003

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