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Il rimpasto «morbido» di Storace

Tensione alla Pisana per i 4 nuovi incarichi. Vertice degli «azzurri», poi il sì: rifiutare avrebbe portato a elezioni anticipate Verzaschi alla Sanità, Saraceni va all’Ambiente. Altro scambio di poltrone Gargano-Aracri..(segue) LAZIO: FOGLIETTA, STORACE HA COMPATTATO MAGGIORANZA

È passata la linea di Storace: Marco Verzaschi (Ambiente) e Vincenzo Saraceni (Sanità) si scambiano le poltrone. Lo stesso fanno Giulio Gargano (Personale) e Francesco Aracri (Trasporti e lavori pubblici).
Dopo la sconfitta alle elezioni provinciali e due settimane di verifica politica nella giunta regionale, con il «governatore» del Lazio che ha minacciato perfino le dimissioni, la Casa delle libertà comincia a reagire. Il presidente della Regione, Francesco Storace, affiancato da Saraceni e Verzaschi, ha spiegato ieri i motivi dello scambio di deleghe al termine di un incontro in giunta alle 21.30:
«Abbiamo trovato una soluzione soddisfacente per dare nuovi stimoli ad alcuni assessori che comunque avevano lavorato bene in giunta: ho chiesto un segnale di reazione al centrodestra e l’ho avuto».
Storace ha particolarmente ringraziato Saraceni e Aracri «per il lavoro svolto, ma servono nuovi stimoli per poter dedicare al centrodestra nuove energie intellettuali. Comunque non c’era bisogno di mettere a soqquadro una giunta che ha lavorato bene». La Cdl «deve promuovere un programma di fine legislatura per recuperare il consenso - precisa Storace - Per farlo il centrodestra deve parlare di più con i cittadini, con umiltà. E gli assessori hanno accettato questa sfida».

Saraceni se la cava con una battuta: «Questa è la squadra del presidente: Storace è l’allenatore e lui dà i ruoli». E Verzaschi già parla del futuro: «I problemi nella sanità sono tanti, ma Enzo Saraceni ha già fatto molto». Il gruppo di Forza Italia, in una nota, ha voluto ricordare il ruolo svolto nella verifica dal coordinatore nazionale di FI, Claudio Scajola, e dal responsabile regionale di FI, Antonio Tajani.

Il primo sarebbe stato il più deciso ad appoggiare la linea di Storace.
Ieri mattina il presidente Storace ha cominciato la riunione di giunta alle 10.30 proponendo un rimpasto «morbido», cioè solo un doppio scambio di assessorati tra Verzaschi e Saraceni, entrambi di Forza Italia, e tra Gargano e Aracri, entrambi di An. Il «governatore», però, ha chiesto anche «la disponibilità di tutti gli altri assessori per un eventuale giro di deleghe», facendo capire che i giochi non erano ancora chiusi. A quel punto gli assessori di Forza Italia hanno chiesto «tempo» per esaminare la situazione con i vertici nazionali e regionali del partito.

Poco prima delle 14 la giunta è stata sciolta e riaggiornata alle 21.

Il «governatore» del Lazio, un po’ accigliato, non ha voluto dire una parola sull’andamento della seduta. Per lui ha parlato il suo portavoce, Alessandro Foglietta: «Storace ha apprezzato il clima di reciproca fiducia tra lui e gli assessori». La riunione, però, al di là delle dichiarazioni ufficiali, era stata a dir poco infuocata. Francesco Aracri, uno dei primi ad uscire dalla sala, era molto scuro in volto. L’Udc avrebbe voluto rinviare a oggi la discussione «per permettere un’analisi serena della verifica», ma Storace ha insistito per chiuderla al più presto. Dopo una lunga riunione degli esponenti di Forza Italia sul tavolo c’erano due ipotesi: accettare il rimpasto di 4 assessori, oppure aprire una profonda crisi nella Casa delle libertà e rischiare le elezioni anticipate. Gli azzurri alla fine hanno scelto quello che forse è il male minore.
Tratto dal Corriere della Sera

Francesco Di Frischia

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