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Così Castro isola i malati di Aids

Un reportage della Bbc svela i lati nascosti di uno dei più singolari programmi di prevenzione della malattia: i sieropositivi vengono internati in una struttura apposita L'AVANA - Si trova a pochi chilometri dall’Avana ma a guardarlo non immagineresti mai che si tratta del luogo in cui è stato messo a punto uno dei più “controversi” programmi di prevenzione dell’Aids. Così Stephen Gibbs, giornalista della Bbc, racconta il suo viaggio tra i malati di Hiv nella Cuba di Fidel Castro. Un viaggio che svela i curiosi piani del governo comunista: negli anni Ottanta, quando si sapeva ben poco del virus, Cuba cominciò a svolgere controlli a tappeto sulla popolazione. Coloro che risultavano siero-positivi, venivano portati in un luogo preciso, una sorta di ospedale specializzato in Hiv. Il nome di quel luogo, visitato dal corrispondente britannico della Bbc, è Los Cocos.(segue)

Quel posto ha permesso a Cuba di diventare uno dei luoghi al mondo in cui il contagio per Hiv è il più basso. L’interrogativo è come questi numeri siano stati ottenuti: Los Cocos è un luogo di isolamento, in cui i malati vengono emarginati come dei lebbrosi per non diffondere il virus, o è un luogo all’avanguardia, dove Cuba è riuscita a fronteggiare l’mergenza. Propendono ovviamente per la prima ipotesi le organizzazioni per i diritti umani. “Da sempre siamo contrari a questa sorta di quarantena” - dice Peter Pit, direttore esecutivo di UnAids -. Ci sono norme e valori che dovrebbero essere rispettati”, aggiunge Piot, lasciando intendere che i malati di Aids non possono essere trattati come degli appestati. In questo modo, tuttavia, Cuba ha fronteggiato un’epidemia che i Paesi vicini non sono riusciti a fermare: i dati del contagio nei Carabi sono più bassi solo nei confronti dell’Africa sub-sahariana. E questi numeri sono stati raggiunti copiano i medicinali patentati dell’Europa e del resto del mondo e offrendo (a fronte di stipendi da fame dati ai medici) trattamenti degni dei Paesi più ricchi del mondo.

Il principale problema – ricorda tuttavia il giornalista – è rappresentato dal turismo, da quei viaggi per il sesso che sono ormai un’abitudine a Cuba. Ma forse proprio da lì potrebbero arrivare i principali problemi per il programma di Castro: fama e disperazione sono all’ordine del giorno e sarà difficile fermare una donna che in una sola ora di sesso riesce a guadagnare più di quanto non otterrebbe in un mese di lavoro regolare.

(16 AGOSTO 2003; ORE 13:20)

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