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Rutelli: "Destra in crisi, subito la lista unica"

"che faccia tosta!! Rutelli sferza la Margherita a decidere in fretta sul "listone": "Nessuna egemonia Ds, ma insieme alla guida di un processo per una riscossa che è vicina". "Anche D'Alema ci ha dato ragione". (segue)

LERICI - Bisogna farsi trovare pronti se e quando il governo cadrà. Perché non c’è alternativa alle elezioni anticipate. Ed è questo il motivo che deve spingere la Margherita - ma anche tutto il centrosinistra - ad aprire una riflessione senza veti pregiudiziali sulla lista unica dell’Ulivo. E’ un Francesco Rutelli consapevole delle difficoltà interne all’alleanza ma anche convinto che la strada tracciata da Prodi è l’unica capace di ottenere una concreta percezione da parte degli elettori, quello che chiude con un appassionato intervento la festa della Margherita a Lerici.

La Margherita non morirà, dice Rutelli a chi nel suo partito resta riluttante ad accettare l’idea della lista unica e paventa una egemonia da èarte Ds. “Non si tratta di essere inglobati da qualcuno - ripete Rutelli - ma di costruire un nuovo progetto. I cattolici-democratici e i riformisti devono stare assieme alla guida di un processo non subirlo, ma crearlo e dargli la conformazione giusta”. E rassicura i militanti: “Io non abbandono la Margherita, non ho nessuna intenzione di interrompere un progetto così importante che iscrive in un lungo cammino così come ha detto Prodi. Un grande partito serio queste cose le discute e le decide nelle sue sedi democratiche”.

Apriamo le porte della Margherita e vediamo cosa ci chiedono davvero gli elettori, dice Rutelli: “Ci dicono: non mollate sulle ragioni che vi hanno spinto a nascere e non abbandonate il cammino unitario”. E invita gli ex Dc De Mita, Mancino, Bianco, che hanno preannunciato di volersi “mettere in proprio “e hanno messo in discussione (De Mita) la capacità di Prodi di fare politica: ad abbassare i toni, a rinunciare alle polemiche per far prevalare il ragonamento: “Percorriamo questo cammino senza asprezze tra noi. Chiedo a chi ha un carico di esperienze ed ha avuto responsabilità in passato di rispettare tutte le posizioni. Camminiamo insieme con umiltà rispettando le idee di chi cammina accanto a noi”.

E torna a promettere, come aveva detto anche ieri, che non ci saranno scelte verticistiche, che la base sarà ascoltata e che sarà il congresso (non straordinario, però) a ratificare la decisione: “Sulla lista unica - chiarisce ancora una volta Rutelli - la decisione sarà frutto di una grande consultazione democratica: già è in corso la stagione congressuale, decideremo i tempi in cui fare il congresso”. Rutelli ripercorre quanto avvenuto negli ultimi due anni, dopo le elezioni, “anni difficili e tormentati, ma anche di crescita: abbiamo vinto tutti gli appuntamenti elettorali importanti e siamo su una rampa di lancio per una riscossa che ci sarà. La proposta Prodi non ci può spaventare, ci sfida e dobbiamo mettere in fila i pro e i contro e partire però dall’Europa su cui si gioca il futuro dell’Italia”.

Ieri è arrivato il sì a tutto tondo di D’Alema e Parisi. Una vera e propria “svolta”, la definisce Rutelli: “Ieri la cosa importante è che D’Alema ci ha mostrato la sua convinzione e ha riconosciuto a Parisi e Prodi che avevano ragione negli anni passati e questa é una svolta nei nostri rapporti politici. La sinistra è andata al governo quando ha fatto parte dell’Ulivo e anche la sinistra radicale fa parte dell’alleanza. Ma noi vogliamo una alleanza non condizionata dalla sinistra radicale e non egemonizzata dalla sinistra. Non abbiamo fatto polemiche con i Ds quando a loro interno c’erano dei problemi e sembrava che il loro congresso non finisse mai. C’é stato rispetto assoluto da parte nostra”.

Quindi, l’alleanza sposta a sinistra la coalizione? “No consolida un impianto di centrosinistra e lo assesta. Si tratta, come hanno detto Parisi e D’Alema, di procedere con delle cooperazioni rafforzate tra forze che mantengono la loro identità che si presentano con un progetto entusiasmante che parla con chiarezza”.

Anche perché, prevede Rutelli, “la caduta di Berlusconi avverrà solo attraverso il voto. Se vinceremo le amministrative di primavera e le europee, sarà difficile che il governo resista, ma li sarà in campo la questione di un ricambio democratico”. Se cade il governo Berlusconi - gli chiede Gad Lerner che lo intervista dal palco di Lerici - si va ad elezioni anticipate? “Assolutamente sì e subito”, risponde Rutelli”. E i rischi ci sono. Sulle pensioni, dice Rutelli, “l’unica cosa che hanno capito i cittadini è una conclusione semplice: prima vado via e meglio è. Anche in questo si sono dimostrati caotici e controproducenti”. Un governo, attacca Rutelli, “di bugiardi e incapaci che usano l’avversario di turno per nascondere i propri fallimenti. Non dispero che porteranno in tv anche un astrologo a dire che la vicinanza di Marte con la terra esercita una influenza catastrofica sulle famiglie e l’economia italiana. Tanto più che Marte - ironizza Rutelli - è pure il pianeta rosso…”.

Rutelli attacca in particolare “Tremonti che da sempre la colpa a qualcun altro: prima c’era il famoso buco, poi è arrivato il suo che sembra la Fossa delle Marianne. Poi ce la siamo presa con la Cina e oggi diciamo che la responsabilità dell’inflazione è dell’Europa. Ma non c’é nessuno che si chiede perché tra i paesi europei solo in Italia c’é stato un incendio dell’inflazione”. “Sorprendenti” Rutelli trova poi le dichiarazioni di Pera secondo cui le riforme possono essere fatte a maggioranza: “Sarà certo una posizione presa in una sede di partito, ma nelle sedi istituzionali si ricordi che non si possono fare le riforme ad uso e consumo della maggioranza. Le riforme a maggioranza sono un male per tutti perché questa destra andrà presto all’opposizione”.

(7 SETTEMBRE 2003; ORE 15:50)

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