Questo sito contribuisce alla audience di

Il Secolo copia l'Unità e si scopre storaciano

Ma il Secolo con chi sta? Con Gianfranco Fini o con Francesco Storace? Il dilemma ci incuriosisce dopo aver letto il quotidiano di An in questi giorni. Giovedì scorso, per esempio, il Secolo d'Italia dedicava alla manifestazione dell'Hilton un articolo di taglio basso e di scarso rilievo, un pastone asettico capitato lì, in fondo alla pagina, forse per una questione di tempi di chiusura del giornale (al Secolo si va via alle nove di sera, mentre Storace ha parlato un'ora dopo), forse per una valutazione politica (la diarchia che regge la direzione del quotidiano, Gennaro Malgieri direttore e Flavia Perina vicedirettore responsabile, è infatti di osservanza finiana). Ieri, venerdì, c'è stata invece una chiara adesione alle posizioni (identitarie? nostalgiche?) del governatore del Lazio venute fuori dalla convention dell'Hilton. Ovvero un lungo articolo firmato da Annalisa Terranova in cui si comincia con una critica agli altri quotidiani: «Quello che i giornali, nelle cronache a caldo della serata, non hanno saputo o voluto cogliere, concentrandosi sulle future intenzioni di Storace e non sulla gente che ha risposto al suo appello, è stato il segnale lanciato da iscritti ed elettori». Viva la gente, la base, gli elettori, gli iscritti, allora, e uno a zero per Francesco contro Gianfranco. La cronista tenta poi di comunicare l'atmosfera respirata magicamente all'Hilton e scrive: «La convention si è aperta con un video di Giorgio Almirante che diceva “siamo un popolo di lotta” tra applausi e bandiere fluttuanti». A questo punto, di fluttuante, c'è però anche un altro siluro per il presidente del partito. Chiosa infatti Terranova: «Si guarda indietro, insomma, perché se si guarda avanti non si scorge bene l'approdo. E' una crisi reale, dunque, tutt'altro che una manovra di corrente». Hanno voglia, quindi, i vari colonnelli finiani a sminuire il peso di quanto accaduto all'Hilton, per capire che in An si è aperta una «crisi reale», ieri bastava leggere il Secolo d'Italia, di cui il vicepremier è anche l'editore. L'unico paragone che ci viene mente è quello con l'Unità, saldamente nella mani della minoranza dei ds. Con la differenza, però, che al Secolo quell'articolo è forse il frutto di una svista, forse no. In ogni caso, almeno per un giorno il Secolo ha fatto come l'Unità. Viva la libertà di stampa, altro che fascismo. tratto dal Riformista

..

Ultimi interventi

Vedi tutti