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La premessa è appannaggio dei due coordinatori, Giovanni Arena e Candido Socciarelli. Puntano a mettere in giusto rilievo un dato in controtendenza rispetto al resto d’Italia. «Ovvero due consiglieri, per un totale di 12, e un 7 per cento in più del ’99. Siamo i leader della coalizione e non è casuale». Il presidente della Provincia, Giulio Marini, ringrazia «chi ha lavorato nel partito, portandoci a conquistare realtà importanti nella Tuscia da decenni in mano al centrosinistra. Così anche Palazzo Gentili potrà operare meglio». Poi sale in cattedra lui, Nando Gigli, e si va dritti alla sostanza: più che ballare stavolta le danze le dirige, confermandosi leader del partito leader. Tra stoccate dirette e concetti espressi tra le righe, tra bastone e carota, mette i puntini su tutte le i lasciate senza. Mai un riferimento diretto, eppure il destinatario è sempre chiaro e limpido. «Quando qualcuno dei nostri alleati si accreditava al 30 per cento la mia risposta era solo: vedremo». Fi cresce a dismisura, però «non ci fa certo piacere che, ad esempio, An sia calata». Certo, è solo un esempio. Resta il fatto che «esultiamo anche noi per l’affermazione del sindaco, ottenuto grazie al nostro contributo, preponderante e determinante». Diretto e conciso. Poi esprime un piccolo cruccio. «Ci dispiacerebbe se il nostro risultato non fosse riconosciuto, qualcosa è cambiato e se ne deve prendere atto. Per capirlo bastano gli elementi base dell’aritmetica». O meglio. «Ci era stato consegnato un preventivo firmato da Nuovo Psi, An e Udc che ci penalizzava». E adesso Nando balla, presentando il saldo finale. «Qualcuno aveva detto: non capiscono che a Viterbo si fa solo ciò che diciamo noi. Ma il segnale della gente è evidente e dobbiamo esserne interpreti. Altrimenti non ci scandalizzerebbero decisioni diverse». Esempio? «Un appoggio esterno». Assessorati: 8 o 10? Socciarelli. «Sono più che sufficienti 8 ma se ne può discutere. E almeno la metà spettano a noi». Quali? Si sacrifica Arena. «Sull’urbanistica non si transige». Per lui si punta sulla carica di vice sindaco. Gigli apre infine ad eventuali assessori esterni, ovvero tra i non candidati. Si chiude confermando la massima collaborazione a Gabbianelli, fermo restando che «la politica si fa con gli strumenti di potere». Suona la campanella, sul registro degli assenti il professore segna An. Ma la lezione era tutta per loro. |

GiuseppinaAn








