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Gigli presenta il conto ad An: «A noi metà degli assessorati

di MASSIMO CHIARAVALLI - tratto da Il Messaggero di Viterbo Dove eravamo rimasti? «A una trattativa interrotta perchè si proponeva un equilibrio in giunta penalizzante per Forza Italia». La lezione di politica nel maggiore partito della città si svolge senza cattedra ma con un docente molto preparato: Rodolfo Gigli. Che con tutta la diplomazia di cui è capace riaccende una miccia spenta quando la situazione - prima dell’esito delle urne - era ben diversa. Oggi infatti «tutto è cambiato», leggi Fi al 28 per cento, e la supremazia, «decisa dalla gente, non da noi, deve valere per quello che è. Non siamo attaccati alle poltrone, ma la politica si fa con i posti di potere, altrimenti meglio darsi alla filosofia». E il concetto di platonico non ha nulla: metà dei voti da qui arrivano, metà degli assessorati - urbanistica in primis - qui si devono fermare.
















asessoati»

La premessa è appannaggio dei due coordinatori, Giovanni Arena e Candido Socciarelli. Puntano a mettere in giusto rilievo un dato in controtendenza rispetto al resto d’Italia. «Ovvero due consiglieri, per un totale di 12, e un 7 per cento in più del ’99. Siamo i leader della coalizione e non è casuale». Il presidente della Provincia, Giulio Marini, ringrazia «chi ha lavorato nel partito, portandoci a conquistare realtà importanti nella Tuscia da decenni in mano al centrosinistra. Così anche Palazzo Gentili potrà operare meglio». Poi sale in cattedra lui, Nando Gigli, e si va dritti alla sostanza: più che ballare stavolta le danze le dirige, confermandosi leader del partito leader. Tra stoccate dirette e concetti espressi tra le righe, tra bastone e carota, mette i puntini su tutte le i lasciate senza. Mai un riferimento diretto, eppure il destinatario è sempre chiaro e limpido. «Quando qualcuno dei nostri alleati si accreditava al 30 per cento la mia risposta era solo: vedremo». Fi cresce a dismisura, però «non ci fa certo piacere che, ad esempio, An sia calata». Certo, è solo un esempio. Resta il fatto che «esultiamo anche noi per l’affermazione del sindaco, ottenuto grazie al nostro contributo, preponderante e determinante». Diretto e conciso. Poi esprime un piccolo cruccio. «Ci dispiacerebbe se il nostro risultato non fosse riconosciuto, qualcosa è cambiato e se ne deve prendere atto. Per capirlo bastano gli elementi base dell’aritmetica». O meglio. «Ci era stato consegnato un preventivo firmato da Nuovo Psi, An e Udc che ci penalizzava». E adesso Nando balla, presentando il saldo finale. «Qualcuno aveva detto: non capiscono che a Viterbo si fa solo ciò che diciamo noi. Ma il segnale della gente è evidente e dobbiamo esserne interpreti. Altrimenti non ci scandalizzerebbero decisioni diverse». Esempio? «Un appoggio esterno». Assessorati: 8 o 10? Socciarelli. «Sono più che sufficienti 8 ma se ne può discutere. E almeno la metà spettano a noi». Quali? Si sacrifica Arena. «Sull’urbanistica non si transige». Per lui si punta sulla carica di vice sindaco. Gigli apre infine ad eventuali assessori esterni, ovvero tra i non candidati. Si chiude confermando la massima collaborazione a Gabbianelli, fermo restando che «la politica si fa con gli strumenti di potere». Suona la campanella, sul registro degli assenti il professore segna An. Ma la lezione era tutta per loro.

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