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Abolizione del servizio di leva Giorgia Meloni: era ora!

MELONI: "ERA ORA... FINALMENTE I GIOVANI POTRANNO SERVIRE LA NAZIONE NON PER COSTRIZIONE, MA PER SCELTA" Roma. Una battaglia storica per i giovani di destra, un bersaglio centrato per riqualificare la difesa italiana, malgrado l’ipocrisia della sinistra che per anni ha cercato di demilitarizzare le forze armate. Giorgia Meloni, presidente di Azione Giovani, commenta soddisfatta il voto della Camera che ha dato il via libera definitivo all’abolizione del servizio di leva obbligatorio. «È una piccola rivoluzione. Quello che molti consideravano “un anno perso” diventa un’opportunità lavorativa per i giovani che vogliono servire il proprio Paese e rendesi utili nelle missioni di pace internazionali che oggi vedono impegnati migliaia di volontari».

Le organizzazioni giovanili di destra sono sempre state favorevoli all’abolizione della naja?
Fin dagli anni ’80 il Fronte della Gioventù ha promosso campagne nazionali per la costituzione di un esercito professionale adeguato alle esigenze di un’Italia che oggi è riuscita a colmare tutte le lacune con i partner europei. Alle nostre feste annuali abbiamo sempre promosso dibatti e forum trasversali su questa materia, l’ultimo con Valdo Spini dei Ds e Daniele Capezzone dei radicali.

Quali sono i vantaggi di questa legge?
Molti, sia tecnici che culturali. Un esercito di professionisti è più adatto alla mobilitazione per la partecipazione alle missioni internazionali che, invece, in questi anni hanno visto la nostra difesa costretta a una continua turnazione. Inoltre si riducono i
costi a vantaggio della qualità. Ma l’aspetto più importante per i giovani è un altro.

Quale?
Prima erano costretti a lasciare studi o lavoro per la leva obbligatoria e venivano tagliati fuori quanti, uomini e donne, avrebbero scelto la vita militare. Adesso viene sancito il principio che la nazione va servita per scelta, non per costrizione. Non a caso un certa sinistra, con Rifondazione in testa, è sempre stata contraria all’esercito professionale perché sperava in una lenta e inevitabile
demilitarizzazione delle forze armate. Tanto più folle negli attuali scenari internazionali.

Fonte : Secolo d’Italia
Autore : GLO. SA.

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