
Degli strumenti finanziari più importanti potranno essere messi a loro disposizione per programmi imperniati sull’ambiente, la qualità o il benessere degli animali, grazie alla diminuzione del flusso di pagamenti diretti a favore delle grandi produzioni. Secondo Bruxelles, questi cambiamenti dovranno dare una risposta alle aspettative dei consumatori ed allo stesso tempo dei contribuenti, interessati ad una maggiore trasparenza, e faranno inoltre evolvere il commercio agricolo mondiale nel senso di un migliore adattamento al mercato.
Ecco in alcune parole gli elementi chiave della nuova PAC riformata:
un pagamento unico per unità produttiva o regime di pagamento unico, dissociato della produzione, per gli agricoltori dell’Unione, non che esclude tuttavia il mantenimento di elementi d’accoppiamento, in una misura limitata, per evitare l’abbandono di alcune produzioni;
il pagamento sarà subordinato al rispetto di norme che riguardano l’ambiente, la sicurezza alimentare, la salute animale e vegetale ed il benessere degli animali, ed al mantenimento di tutti i seminativi in buono stato sui piani agricoli ed ambientali (ecocondizionalità);
una Politica rafforzata di Sviluppo Rurale europea, finanziariamente meglio dotata, nonché l’attuazione -a partire dal 2005- di nuove misure aventi per finalità di promuovere il rispetto dell’ambiente, la qualità dei prodotti ed il benessere degli animali ed aiutare gli agricoltori a conformarsi alle norme di produzione comunitarie;
una riduzione dei pagamenti diretti (”modulazione”) di cui beneficiano i grandi produttori, per finanziare la nuova Politica di Sviluppo Rurale;
un meccanismo di “disciplina finanziaria”, per prevenire le spese che supererebbero il limite massimo imposto.
Il regime di pagamento unico riguarda i principali settori del mercato, compresi i cereali, la carne ed il latte. Sarà esteso nel 2006 ai settori del tabacco, dell’olio d’oliva e del cotone.
Gli Stati membri avevano la possibilità di istituire il regime di pagamento unico per il periodo compreso tra 2005 e 2007. Ben dieci paesi membri hanno deciso di instaurarlo fin dal 1° gennaio 2005, vale a dire l’Austria, il Belgio, la Danimarca, la Germania, l’Irlanda, l’Italia, il Lussemburgo, il Portogallo, la Svezia ed il Regno Unito. I cinque altri “vecchi” paesi membri (Finlandia, Francia, Grecia, Paesi Bassi e Spagna), applicheranno il regime nel 2006, mentre i due “nuovi” Stati membri che hanno optato per questo regime, cioè Malta e la Slovenia, lanceranno l’operazione nel 2007.
Gli otto altri nuovi stati membri applicano il “regime di pagamento unico alla superficie”, che consiste nell’offrire a tutti gli agricoltori di una determinata regione dei diritti all’ettaro uniformi, finanziati sul budget regionale. Questi nuovi stati membri si impegnano a far entrare in vigore il suddetto regime entro 2009 al più tardi.
NATURA 2000: uno strumento efficace al servizio dell’Ambiente
E’ stata adottata in data 22 dicembre 2003 la seconda lista dei siti della regione biogeografica Alpina. Sono stati aggiunti altri 959 siti a rilevanza comunitaria (per una superficie totale di 94.460 km²), pari al 37% della regione biogeografica alpina che comprende quattro catene montuose (Alpi, Pirenei, Appennini e le Montagne della Fennoscandia).
Dieci anni sono trascorsi dall’istituzione di LIFE-Natura, questo strumento ha riscosso un tale successo che la Commissione ha proposto di prolungarlo di altri 2 anni, vale a dire fino al 2006.
Ora che la Rete fa un significativo passo in avanti verso la sua realizzazione, l’attenzione si sposta sempre più sulla fondamentale questione sul come sarà finanziata; attualmente esistono diversi strumenti in grado di finanziare queste politiche comunitarie, vediamone alcune.

GiuseppinaAn








