La nuova Politica Agricola Comune entra in vigore per i 10 nuovi

A decorrere dal 1° gennaio 2005, i 10 nuovi Stati membri hanno introdotto la riforma fondamentale della politica agraria comune (PAC). Adottata nel giugno 2003, essa modifica l'insieme delle modalità d'aiuto comunitario al settore agricolo al fine di orientare maggiormente la produzione del settore alle esigenze del mercato. In futuro, la maggior parte degli aiuti sarà quindi versata indipendentemente dalla quantità di produzione. Questi nuovi "pagamenti unici per unità produttiva" saranno strettamente legati al rispetto di norme che riguardano l'ambiente, la sicurezza alimentare ed il benessere degli animali. La scelta di Bruxelles di disaccoppiare (dissociare) gli aiuti alla produzione è volta a rendere gli agricoltori europei maggiormente competitivi ed in linea con le necessità del mercato, pur beneficiando della stabilità necessaria del loro reddito. Fondi comunitari e e iniziative di sostegno

Degli strumenti finanziari più importanti potranno essere messi a loro disposizione per programmi imperniati sull’ambiente, la qualità o il benessere degli animali, grazie alla diminuzione del flusso di pagamenti diretti a favore delle grandi produzioni. Secondo Bruxelles, questi cambiamenti dovranno dare una risposta alle aspettative dei consumatori ed allo stesso tempo dei contribuenti, interessati ad una maggiore trasparenza, e faranno inoltre evolvere il commercio agricolo mondiale nel senso di un migliore adattamento al mercato.

Ecco in alcune parole gli elementi chiave della nuova PAC riformata:

un pagamento unico per unità produttiva o regime di pagamento unico, dissociato della produzione, per gli agricoltori dell’Unione, non che esclude tuttavia il mantenimento di elementi d’accoppiamento, in una misura limitata, per evitare l’abbandono di alcune produzioni;

il pagamento sarà subordinato al rispetto di norme che riguardano l’ambiente, la sicurezza alimentare, la salute animale e vegetale ed il benessere degli animali, ed al mantenimento di tutti i seminativi in buono stato sui piani agricoli ed ambientali (ecocondizionalità);

una Politica rafforzata di Sviluppo Rurale europea, finanziariamente meglio dotata, nonché l’attuazione -a partire dal 2005- di nuove misure aventi per finalità di promuovere il rispetto dell’ambiente, la qualità dei prodotti ed il benessere degli animali ed aiutare gli agricoltori a conformarsi alle norme di produzione comunitarie;

una riduzione dei pagamenti diretti (”modulazione”) di cui beneficiano i grandi produttori, per finanziare la nuova Politica di Sviluppo Rurale;

un meccanismo di “disciplina finanziaria”, per prevenire le spese che supererebbero il limite massimo imposto.

Il regime di pagamento unico riguarda i principali settori del mercato, compresi i cereali, la carne ed il latte. Sarà esteso nel 2006 ai settori del tabacco, dell’olio d’oliva e del cotone.

Gli Stati membri avevano la possibilità di istituire il regime di pagamento unico per il periodo compreso tra 2005 e 2007. Ben dieci paesi membri hanno deciso di instaurarlo fin dal 1° gennaio 2005, vale a dire l’Austria, il Belgio, la Danimarca, la Germania, l’Irlanda, l’Italia, il Lussemburgo, il Portogallo, la Svezia ed il Regno Unito. I cinque altri “vecchi” paesi membri (Finlandia, Francia, Grecia, Paesi Bassi e Spagna), applicheranno il regime nel 2006, mentre i due “nuovi” Stati membri che hanno optato per questo regime, cioè Malta e la Slovenia, lanceranno l’operazione nel 2007.

Gli otto altri nuovi stati membri applicano il “regime di pagamento unico alla superficie”, che consiste nell’offrire a tutti gli agricoltori di una determinata regione dei diritti all’ettaro uniformi, finanziati sul budget regionale. Questi nuovi stati membri si impegnano a far entrare in vigore il suddetto regime entro 2009 al più tardi.

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NATURA 2000: uno strumento efficace al servizio dell’Ambiente

E’ stata adottata in data 22 dicembre 2003 la seconda lista dei siti della regione biogeografica Alpina. Sono stati aggiunti altri 959 siti a rilevanza comunitaria (per una superficie totale di 94.460 km²), pari al 37% della regione biogeografica alpina che comprende quattro catene montuose (Alpi, Pirenei, Appennini e le Montagne della Fennoscandia).

Dieci anni sono trascorsi dall’istituzione di LIFE-Natura, questo strumento ha riscosso un tale successo che la Commissione ha proposto di prolungarlo di altri 2 anni, vale a dire fino al 2006.

Ora che la Rete fa un significativo passo in avanti verso la sua realizzazione, l’attenzione si sposta sempre più sulla fondamentale questione sul come sarà finanziata; attualmente esistono diversi strumenti in grado di finanziare queste politiche comunitarie, vediamone alcune.

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