La Camera ratifica il Trattato della Costituzione Europea

Casini: "Voto storico". Ripudio della guerra: l’Aula respinge un ordine del giorno ROMA - La Camera dei Deputati ha detto sì alla ratifica del Trattato che adotta la Costituzione Europea. L’Italia, dopo Lituania e Ungheria, è il terzo Paese ad aver ratificato il Trattato costituzionale. 436 i voti favorevoli, 28 contrari e 5 astensioni. Via libera da Fi, An, Udc, Ds, Margherita, Sdi, Repubblicani europei, Pdci e Udeur. Contrari Rifondazione comunista e Lega, astenuti i Verdi.

‘‘Consentitemi il compiacimento per questo voto storico della Camera dei deputati - ha affermato il presidente Pier Ferdinando Casini- D’altronde, dietro di me, accanto alla bandiera tricolore, c’è la bandiera dell’Unione Europea”. Ora la parola al Senato.

Nel Preambolo della Costituzione si sottolinea che L’UE si ispira alle “eredità culturali, religiose e umanistiche dell’Europa” e ai valori fondamentali della persona, promuove la “piena occupazione” e il “progresso sociale” e sottolinea che ” I popoli d’Europa sono decisi a superare le antiche divisioni”. Diritti fondamentali: viene affermato “il ruolo centrale della persona, dei suoi diritti inviolabili e inalienabili e del rispetto del diritto”. Nella Costituzione è inserita la Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo del 1948.

Competenze della UE: la Carta dettaglia le competenze e la struttura delle istituzioni. La UE decide in materia di politica monetaria , politica commerciale verso il resto del mondo, unione doganale dei 25.

Competenze “miste”: è stabilita una competenza mista tra Unione Europea e singoli Stati su politica estera, sicurezza, energia, agricoltura, ambiente, politica sociale, sanità, giustizia, trasporti.

La Camera dei Deputati ha però respinto, sia pure con uno scarto di soli 9 voti, un ordine del giorno, presentato dagli onorevoli Pietro Folena (Ds) ed Ermete Realacci (Margherita), che impegnava il governo a lavorare perché fosse introdotto nella Costituzione Europea il ripudio della guerra contenuto nell’art. 11 della Costituzione italiana. “La bocciatura del nostro ordine del giorno, con uno scarto tanto ridotto – ha commentato Folena - dimostra come una giusta battaglia quale è l’introduzione del ripudio della guerra nella Costituzione europea, può fare breccia e conquistare il consenso anche di settori moderati dello schieramento politico. Purtroppo dobbiamo rivelare che in questa occasione il governo si è pronunciato in senso contrario, differentemente da quanto aveva fatto l’anno scorso nei riguardi di una mozione dai medesimi contenuti, il che ci dice che in un anno le posizioni pro guerra dell’esecutivo si sono rafforzate, nonostante l’evidente disastro in Iraq”. La mozione cui fa riferimento l’esponente diessino era stata presentata da Realacci e approvata dall’Aula di Montecitorio il 5 maggio 2004: la mozione impegnava l’esecutivo a “promuovere l’inserimento dell’articolo 11 della nostra Costituzione nel Trattato costituzionale europeo”. (Inform)

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