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Numerose adesioni al "movimento antidumping Campano"

Numerose adesioni al "movimento antidumping Campano" Diodato (An): blocco delle importazioni dai paesi che violano i diritti umani e praticano lo sfruttamento dei lavoratori e del lavoro minorile I promotori del movimento antidumping campano ? costituito al fine di avviare una campagna di sensibilizzazione dell?opinione pubblica e delle istituzioni locali e comunitarie in ordine ai gravi effetti che possono derivare all'intero sistema economico regionale dall?impressionante invasione commerciale di prodotti provenienti dal mercato asiatico- raccolgono le prime autorevoli adesioni di intellettuali, professionisti, operatori economici e commerciali.

Hanno, infatti, già annunziato la loro convinta adesione all’iniziativa
noti avvocati (Carmine Ippolito, Giovanni Formicola, Salvatore Branno, Massimo
Caiano, Geppino De Gregorio, Carmela Esposito), autorevoli commercialisti
(Salvatore Penne, Salvatore Gervasio, Francesco De Filippo, Antonio Mennea,
Massimo Sorrentino), numerosi e noti imprenditori operanti nei più diversi
settori merceologici della regione tutti pesantemente colpiti dalla concorrenza
sleale delle tigri asiatiche (Carmine Prota, Bonomo Bruno, Carola Paolo,
La Manna Giorgio, Scafora Gennaro, Di Mauro Giuseppe, Gruppo parziale,
Mele Raffaele, Scordino Gianfranco, Messere Vincenzo; Perrotti Luigi, Giannattasio,
Aiello Francesco, Esposito Antonio).
Pietro Diodato, presidente del gruppo consiliare di An nel consiglio comunale
di Napoli, che ha promosso la costituzione della neonata formazione associativa
ravvisando la necessità di intervenire energicamente a tutela del sistema
produttivo e commerciale campano ed al fine di impedire l?imminente rischio
di chiusura di molte aziende ed la conseguente perdita di numerosi posti
di lavoro, ha osservato che “occorre affrontare con fermezza una battaglia
che è innanzitutto culturale e di civiltà. Deve essere, infatti, normativamente
affermato il principio che prevede il blocco delle importazioni dai paesi
che violano sistematicamente i diritti umani insieme alle regole del cambio
internazionale, del commercio mondiale e del libero mercato che ignorano
qualsivoglia forma di tutela dei diritti dei lavoratori e che praticano,
proditoriamente lo sfruttamento del lavoro minorile”.

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