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NORMA IN MATERIA DI ADOZIONE INTERNAZIONALE

Il Consiglio dei Ministri del 18 marzo 2005 ha approvato un disegno di legge che modifica ed integra alcuni peculiari aspetti della disciplina vigente in materia di adozioni internazionali. L'obiettivo è quello di semplificare la procedura (sia in Italia che all'estero) e renderla più trasparente. Il disegno di legge interviene, tra l'altro, sulla fase dell'accertamento dell'idoneità degli aspiranti genitori adottivi da parte del Tribunale per i minorenni, attualmente eccessivamente lunga e complessa. Non spetterà più ai servizi sociali valutare gli aspiranti genitori adottivi ma, a farlo, sarà il giudice del tribunale per i minorenni riducendo in tal modo i tempi per l'iter adottivo. Per espletare questo iter, il tribunale avrà tempo 60 giorni, mentre oggi una coppia che vuole adottare un bambino straniero riesce a completare questa procedura amministrativa mediamente in due anni. Il disegno di legge, inoltre, prevede che i servizi sociali intervengano solo al momento dell'arrivo del bambino in Italia. Coerentemente all'indirizzo espresso nella Convenzione dell'Aja, infine, il disegno di legge disciplina anche il delicato istituto dell'affidamento temporaneo internazionale conferendo adeguata tutela nell'ordinamento a tutti gli interessi coinvolti. disciplina per le adozioni internazionali da articolo 5 Norme sull'adozione internazionale da articolo 11

Disegno di legge “Norme in materia di adozione internazionale ed affidamento internazionale”

Capo I
Disposizioni relative al procedimento per l’adozione internazionale

Art. 1
(Procedimento)

1. All’articolo 29-bis della legge 4 maggio 1983, n.184, di seguito denominata Legge sull’adozione, sono apportate le seguenti modificazioni :
a) il comma 3 è sostituito dal seguente:
“3. Alla dichiarazione di disponibilità sono allegati i seguenti documenti:
a) certificato di nascita, di matrimonio e stato di famiglia;
b) certificato relativo alle condizioni di salute dei richiedenti, rilasciato da una struttura sanitaria pubblica;
c) autocertificazione concernente l’attività lavorativa svolta dai richiedenti negli ultimi tre anni e copia dell’ultima dichiarazione dei redditi riguardante i componenti del nucleo familiare dei richiedenti;
d) certificato del casellario giudiziale di cui all’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2002, n. 313, dei componenti del nucleo familiare dei richiedenti;
e) certificato dei carichi pendenti di cui all’articolo 6 del decreto del presidente della Repubblica 14 novembre 2002, n. 313, dei componenti del nucleo familiare dei richiedenti;
f) relazione, sottoscritta da entrambi i coniugi, relativa alla propria condizione familiare, con particolare riferimento all’attività lavorativa e alle condizioni di accoglienza che si intendono offrire al minore.”;

b) il comma 4 è sostituito dal seguente:
“4. Il tribunale per i minorenni, se non ritiene di dover pronunciare immediatamente decreto di inidoneità per manifesta carenza dei requisiti di cui all’articolo 6, sente, entro trenta giorni dalla presentazione della dichiarazione di disponibilità, anche a mezzo di un giudice delegato, gli aspiranti genitori adottivi al fine di accertare le motivazioni per le quali hanno presentato la dichiarazione di disponibilità, nonché la loro attitudine all’adozione internazionale.”;
c) il comma 5 è sostituito dal seguente:
“5. Per motivate ragioni, nel rispetto del medesimo termine di cui al comma 4, il tribunale per i minorenni dispone, tramite gli organi della pubblica amministrazione, l’acquisizione di ulteriori elementi informativi sulle circostanze risultanti dalla documentazione allegata alla dichiarazione di disponibilità.”.

d) dopo il comma 5, sono aggiunti, infine, i seguenti:
“5-bis. Completata l’attività istruttoria, il tribunale emette, entro trenta giorni, decreto motivato con il quale si pronuncia circa la sussistenza dei requisiti per l’adozione.
5-ter. Il decreto di idoneità di cui al comma 5-bis è motivato in base alla situazione personale e familiare degli aspiranti genitori adottivi, alle condizioni di accoglienza che si intendono offrire al minore e agli altri elementi accertati nel corso dell’attività istruttoria per favorire il miglior incontro tra gli aspiranti all’adozione e il minore da adottare.”.

Art. 2
(Disposizioni relative all’efficacia e alla trasmissione del decreto di idoneità)

1. All’articolo 30 della legge sull’adozione sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 è sostituito dal seguente:
“1. Il decreto di idoneità ad adottare ha efficacia per tutta la durata della procedura, che deve essere promossa dagli interessati entro quattro mesi dalla comunicazione del provvedimento. L’efficacia del decreto permane anche qualora gli aspiranti genitori adottivi, che hanno tempestivamente promosso la procedura, abbiano revocato l’incarico all’ente di cui all’articolo 31, purché lo conferiscano entro due mesi ad altro ente.”;
b) il comma 2 è sostituito dal seguente:
“2. Il decreto è trasmesso immediatamente, unitamente alla documentazione agli atti, alla Commissione di cui all’articolo 38.”;
c) il comma 3 è soppresso;
d) al comma 4 le parole: “ed all’ente autorizzato di cui al comma 3″ sono sostituite dalle seguenti: “ed all’ente di cui all’articolo 31, ove già incaricato.”.

Art. 3
(Incarico all’ente autorizzato e accreditato o operativo)

1. All’articolo 31, comma 1, della legge sull’adozione, infine dopo la parola: “39-ter” sono aggiunte le seguenti: “che risulti accreditato ai sensi dell’articolo 39-quater nel Paese indicato all’atto del conferimento dell’incarico, e sono tenuti ad indicare il tribunale per i minorenni dinanzi al quale sia stato eventualmente avviato il procedimento di adozione nazionale.”.

2. All’articolo 31, comma 3, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo la parola: “autorizzato” sono inserite le seguenti: “e accreditato “;
b) dopo la parola: “adozione” sono inserite, infine, le seguenti:
“, informa senza indugio il tribunale per i minorenni e la Commissione dell’avvenuto conferimento dell’incarico e svolge le seguenti attività:”.

3. All’articolo 31, comma 3, lettera b), sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: “con cui esso intrattiene rapporti” sono sostituite dalle seguenti: “presso i quali risulta accreditato,”;
b) le parole: “ed alla relazione” sono sostituite dalle seguenti: “e alla documentazione”.

4. All’articolo 31, comma 3, lettera c), dopo le parole: “esperienze di vita” sono aggiunte, infine, le seguenti: “e la trasmette senza ritardo alla Commissione;”.

5. All’articolo 31, comma 3, lettera e), sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: “l’atto di consenso all’autorità straniera” sono sostituite dalle seguenti: “senza ritardo l’atto di consenso alla Commissione”;
b) dopo le parole: “dalla stessa richieste;” sono inserite le seguenti: “l’atto di consenso è trasmesso anche al tribunale per i minorenni dinanzi al quale sia stata presentata domanda di adozione nazionale;”.

6. All’articolo 31, comma 3, la lettera f) è sostituita dalla seguente:
“f) riceve dall’autorità straniera attestazione della sussistenza delle condizioni di cui all’articolo 4 della Convenzione, la trasmette immediatamente alla Commissione di cui all’articolo 38 e richiede alla stessa Commissione di provvedere ai sensi dell’articolo 32, comma 1;”.

7. All’articolo 31, comma 3, lettera g) le parole: “e richiede alla Commissione…”, sino a: “…minori in Italia” sono soppresse.

8. All’articolo 31, comma 3, lettera m), le parole: “su richiesta degli adottanti” sono soppresse.

Art. 4
(Sanzioni a carico degli enti)

1. All’articolo 31 della legge sull’adozione, dopo il comma 3 sono aggiunti, infine, i seguenti:
“3-bis. Agli enti che violino le disposizioni di cui al comma 3 e contravvengano agli obblighi di cui all’articolo 39-ter si applica una delle seguenti sanzioni:

a) richiamo;
b) sospensione dell’autorizzazione;
c) revoca dell’autorizzazione.

3-ter. Le sanzioni sono applicate dalla Commissione, previa contestazione degli addebiti e fissazione di un termine per controdedurre non inferiore a trenta giorni e non superiore a sessanta, in ordine proporzionale e crescente, secondo la gravità della violazione, la sua reiterazione e gli effetti prodottisi.”.

2. All’articolo 72-bis della legge sull’adozione dopo il comma 3 è aggiunto, infine, il seguente:
“3-bis. Salvo che il fatto costituisca reato, l’ente autorizzato, ai sensi dell’articolo 39-ter, che assuma l’incarico di curare la procedura di adozione senza essere accreditato ai sensi dell’articolo 39-quater, comma 1, o senza che gli sia consentito lo svolgimento delle procedure di adozione dalla competente autorità straniera ai sensi dell’articolo 39-quater, comma 2, è soggetto alla sanzione amministrativa da 500 euro a 2.500 euro. L’organismo competente ad applicare la sanzione è la Commissione di cui all’articolo 38.” .

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